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In Sicilia artigianato e agricoltura “perdono” 808 imprese nel 2009
di Anna Li Volsi

L’Infocamere ha reso noti gli ultimi dati relativi alla natalità e mortalità delle aziende. Ditte individuali e società di persone sono quelle che hanno sentito di più la crisi

Tags: Infocamere, Artigianato, Agricoltura, Impresa



PALERMO - A conclusione del 2009 l’anagrafe delle imprese siciliane chiude in pareggio, ma artigianato e agricoltura sono i settori più in difficoltà. Questo è quanto risulta dall’ultimo studio condotto da Infocamere, la società consortile che si occupa di rilevare per ogni trimestre i tassi di natalità e mortalità che riguardano le imprese italiane.

Gli ultimi dati confermano la tendenza già in atto da tempo e cioè che le società di capitale stanno crescendo in maniera sostenuta a fronte di una riduzione progressiva delle ditte individuali. In effetti, è stata proprio la diversa forma giuridica delle imprese a determinare il crollo di determinati comparti economici e, per contro, lo sviluppo di altri. Ciò è chiaramente osservabile nel caso delle imprese che operano nel settore dell’artigianato e dell’agricoltura la cui componente principale è costituita dalle ditte individuali o società di persone che stanno subendo i duri colpi della crisi.
 
Molti sono i fattori che concorrono a causare le suddette difficoltà e pare che il problema non sia tanto la crisi produttiva quanto la scarsità dei mezzi per commercializzare i prodotti agricoli e artigianali in modo da renderli competitivi sui mercati nazionali ed esteri. In sostanza, imprese molto piccole, come nel caso di ditte individuali, mancano di personale specializzato e hanno una scarsa attitudine all’innovazione. Altri fattori da considerare sono il difficile rapporto tra imprese di piccole dimensioni e banche, soprattutto per quanto riguarda l’accesso al credito, e la necessità di sviluppo dei processi di internazionalizzazione. Lo stesso presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, ha commentato in proposito: “Migliaia di imprenditori si sono dovuti arrendere perché si sono trovati, spesso senza motivo, privi del credito necessario”. Dardanello ha poi aggiunto: “Alle istituzioni spetta il compito di sostenere e promuovere i processi di internazionalizzazione e il modello, oggi vincente, delle reti e delle filiere”.

Come si diceva, a fronte di imprese in seria difficoltà ne esistono altre che si stanno avviando a un vero boom, è questo il caso dei settori dei servizi alle imprese e del turismo dove operano sempre più spesso società di capitale.
Dando uno sguardo ai dati emessi da Unioncamere, emerge che nel complesso del Paese il bilancio del 2009 è positivo, l’anagrafe delle imprese italiane ha infatti presentato un saldo positivo di 17.385 unità (385.512 iscrizioni e 368.127 cessazioni) e un tasso di crescita dello 0,28%.

Degli oltre 6 milioni di imprese registrate al 31 dicembre 2009, le società di capitali hanno presentato un tasso di crescita del 3,52%, lievemente inferiore rispetto al 3,98% del 2008.
Per contro, le società di persone e le ditte individuali hanno registrato segno negativo, rispettivamente -0,12% e -0,89%. Come già anticipato, anche le imprese artigiane registrano un saldo negativo pari a -15.914 unità e un tasso di crescita di -1,06%, ben al di sotto dello 0, 37% rilevato al termine del 2008. Dati interessanti si registrano invece per le imprese cooperative che presentano segno positivo in tutt’Italia ad eccezione di sei regioni inclusa la Sicilia.
 

 
Situazione nell’Isola. Le cooperative stentano a crescere
 
PALERMO - Al 31 dicembre 2009 le imprese siciliane hanno presentato i seguenti dati: 26.135 nuove iscrizioni e 25.933 cessazioni per un saldo complessivo di 202 unità e un tasso di crescita di 0,04%.
In linea con ciò che accade nel complesso del Paese, anche in Sicilia sono le imprese artigiane a mostrare segni di debolezza. Con 4.982 iscrizioni e 5.790 cessazioni, al termine del 2009 l’Isola ha presentato un saldo negativo di -808 unità a cui è corrisposto un tasso di crescita del -0,93%.  Anche il settore agricolo ha i sui problemi per via del folto numero di ditte individuali che stentano a risollevarsi.
Nel complesso delle province tiene bene Siracusa con un tasso di crescita di 0,91%. Seguono Ragusa (0,86%), Palermo (0,78%), Catania (0,52%) ed Enna (0,01%). Segnali negativi per le province di Messina (-0,08%), Caltanissetta (-0,35%), Agrigento (-1,61%) e Trapani (-1,67%).
Nonostante le difficoltà, commercio e settore turistico-alberghiero hanno il potenziale per diventare i fattori leva della ripresa siciliana. Dati negativi, invece, per le imprese cooperative che, a differenza dell’andamento positivo nel resto d’Italia, hanno presentato una variazione percentuale del -0,15 tra 2009 e 2008.

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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