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Quotidiano di Sicilia

Catania - “Idea Catania”, ovvero la città che cerca una nuova ‘primavera’
di Melania Tanteri

Cultura, progetti, sviluppo: un confronto ai Benedettini. Milazzo: “Deriva civica e politica”. Musumeci: “Non è nostalgia, recuperiamo quanto di buono fatto in passato”

Tags: Catania, Enzo Bianco, Nello Musumeci, Nino Milazzo, Idea Catania



CATANIA - Non è stata un’operazione nostalgia ma di nostalgia ne ha suscitata molta “Idea Catania”, l’evento organizzato dall’associazione Dimensione Pandora, venerdì presso l’auditorium del Monastero dei Benedettini; un laboratorio di discussione, una fucina di idee, per far rinascere Catania e riportarla agli splendori degli anni novanta, alla cosiddetta “primavera”. Un’iniziativa volta a disegnare nuovi scenari partendo da quello che, nella storia recente, è stato per Catania un momento di splendore, economico e culturale, tanto da farle guadagnare l’appellativo di Milano del Sud.
 
“Un incontro da intendere come un impegno per la ricerca di un futuro per questa città” – ha spiegato Nino Milazzo all’inizio dei lavori, una presa d’atto di una situazione di crisi, in una città impoverita da tutti i punti di vista, in cui tanti e visibili sono i danni provocati dalla “deriva” civica e politica, che l’avrebbero, secondo il giornalista, “trasformata in una metropoli informe, una città che non si riconosce più nei modelli che ne hanno segnato l’identità”. Seduti al tavolo dei relatori, insieme, tra gli altri, al Presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, al preside della facoltà di Lettere Enrico Iachello, e al presidente regionale del Sindacato Balneari Giuseppe Saffo, Enzo Bianco e Nello Musumeci, indiscussi protagonisti di quella stagione, riuniti non per mettere in piedi qualche alleanza politica, ma per ripercorrere, mettendo insieme il comune senso di responsabilità istituzionale per rispondere ai bisogni di Catania e dei suoi abitanti, le tappe di quegli anni, in cui, alla guida di Comune e Provincia, erano riusciti a trovare gli strumenti per promuovere lo sviluppo e creare un modello di città operosa e vitale, e un tipo di cittadinanza, orgogliosa ed efficiente. “Abbiamo il dovere di non farci contagiare dalla nostalgia – ha affermato Musumeci – ma di recuperare quanto di buono fatto in passato, elaborarlo e offrirlo nuovamente alla città”. Il primo passo da fare, secondo l’esponente de La Destra, superare la logica dell’emergenza e ripensare al sistema Catania e al rapporto con i catanesi.

“In questo momento sembra crescente il divario tra il Palazzo e la Piazza – ha aggiunto – un sentimento di non appartenenza, un distacco tra la città; la città capoluogo non guida più una crescita omogenea vive una crisi di identità perché non ha un modello di sviluppo. Questa città ha bisogno di darsi un progetto, a cominciare dal suo tessuto urbano, Catania deve riappropriarsi dei propri quartieri”. Fondamentale inoltre per Musumeci, puntare sulla produzione culturale e non solo sul consumo, attraverso la creazione di una rete tra i musei e gli spazi culturali. Sviluppare e promuovere Catania, tenendo presente che la città è il naturale perno di un distretto culturale omogeneo, il Sudest della Sicilia, che con 2 milioni di abitanti potrebbe competere con gli altri distretti del mediterraneo, è l’idea lanciata da Enzo Bianco. “In quest’area – ha spiegato – ci sono 5 porti, 2 aeroporti, presto l’interporto; questo distretto ospita città patrimonio dell’Unesco e tutto questo non sembra essere gestito, non c’è promozione. E’ importante – ha continuato – il recupero della qualità, fare di Catania una città Doc. Diamo un’idea fondamentale che c’è un progetto per Catania, che si può alimentare di mille idee, di tutti quelli che vogliono il cambiamento e una nuova rinascita la città”. 
 

 
Bisogna uscire dall’assuefazione al degrado
 
CATANIA - Altre le idee e proposte suggerite dagli altri relatori durante “Idea Catania”.
“C’è già operativa una grande idea in questa sala – afferma Tino Vittorio, storico e docente della facoltà di Scienze Politiche - penso stiamo assistendo a una seduta battesimale di una grande idea, il ninomilazzismo, cioè il mettere insieme due esperienze di due grandi amministratori come Musumeci e Bianco, che provengono da due storie diverse ma che convergono nel far rialzare una città che è disperata, accasciata, che non ha idee e sta aspettando il colpo alla nuca”.
Il rilancio del turismo attraverso la valorizzazione della risorsa mare, la proposta di Giuseppe Saffo: “Bisogna puntare sul sistema turistico – ha detto - giocare le carte della qualità e dell’integrazione delle offerte, mare, arte ed eventi culturali e poi, delocalizzazione per colmare il gap tra centro e zona costiera, attualmente ancora trascurata”. Ristabilire la cultura delle regole, invece, il primo passo da fare secondo Ivan lo Bello: “Questa è una città che esprime una società civile molto attenta, un’imprenditoria moderna – ha affermato - ma che soffre un pericolo di infiltrazione mafiosa molto forte. Ci sono segnali che non sono positivi. La società catanese deve avere una cura un’attenzione agli interessi generali che in questi anni ha avuto solo in piccole minoranze”. Un’altra questione da affrontare, secondo Lo Bello, la questione sociale. “Pensate – ha aggiunto - che un’enorme città possa svilupparsi senza risolvere la situazione di quartieri al di fuori della legge? Evitiamo di coltivare un’assuefazione al degrado e alla mancanza di regole – ha concluso Lo Bello - questa è la questione fondamentale. La politica è forte e alta se fa strategie e progetti, non se occupa pezzi di società. Smettiamo di chiedere solo alla politica la soluzione dei problemi della città, dobbiamo farcene carico noi”.

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Musumeci, Bianco e Milazzo (mt)
Musumeci, Bianco e Milazzo (mt)
La sala gremita durante l’incontro (mt)
La sala gremita durante l’incontro (mt)