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Maltempo in Sicilia, l'appello di Orlando: "Si dichiari subito lo stato di emergenza"
di Redazione in collaborazione con AnciSicilia

Chieste anche azioni concrete a sostegno dell’agricoltura e delle attività economiche danneggiate

Tags: Maltempo, Sicilia, Leoluca Orlando, Anci Sicilia



“Dopo il disastro che si è abbattuto in molte regioni d’Italia, e in particolare nella nostra Isola, che ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane e di danni alle infrastrutture, in molti casi danneggiate in maniera irreparabile, chiediamo ai Governi nazionale e regionale un intervento immediato per sostenere e supportare economicamente gli amministratori siciliani nella messa in sicurezza del territorio e nel ripristino dei collegamenti stradali, resi impraticabili dai violentissimi temporali dei giorni scorsi”. Queste le parole di Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di AnciSicilia.
 
“Chiediamo al Governo – hanno aggiunto - di concerto con l’Anci (che ha già predisposto una nota inviata a tutti i sindaci delle zone colpite per dare indicazioni chiare sull’utilizzo dell’istituto della somma urgenza, disciplinato dall’ art. 163 del Dlgs 50/2016, in caso di calamità naturali), di provvedere immediatamente alla dichiarazione di stato di emergenza per tutti i territori coinvolti e al Governo regionale di intervenire con azioni concrete a sostegno dell’agricoltura, messa in ginocchio dalla straordinarietà degli eventi climatici di questi ultimi giorni e delle attività economiche danneggiate”.
 
DI SEGUITO LE INDICAZIONI FORNITE DA ANCI AI COMUNI SULL’UTILIZZO DELL’ISTITUTO DELLA “SOMMA URGENZA” DISCIPLINATA DALL’ART. 163 DEL DLGS 50/2016
 
In caso di calamità naturali per l’esecuzione di lavori o l’acquisizione di beni e servizi si può ricorrere all’istituto della “somma urgenza”, disciplinato dall’ art. 163 del Dlgs 50/2016, “Procedure in caso di somma urgenza e di protezione civile”.
 
In circostanze di somma urgenza che non consentono alcun indugio, il soggetto fra il responsabile del procedimento e il tecnico dell’amministrazione competente che si reca prima sul luogo, può disporre, contemporaneamente alla redazione del verbale, in cui sono indicati i motivi dello stato di urgenza, le cause che lo hanno provocato e i lavori necessari per rimuoverlo, la immediata esecuzione dei lavori entro il limite di 200.000 euro o di quanto indispensabile per rimuovere lo stato di pregiudizio alla pubblica e privata incolumità. L’esecuzione dei lavori di somma urgenza può essere affidata in forma diretta a uno o più operatori economici individuati dal responsabile del procedimento o dal tecnico dell’amministrazione competente (ovviamente in presenza del Verbale di somma urgenza di cui sopra). Il corrispettivo delle prestazioni ordinate è definito consensualmente con l’affidatario; in difetto di preventivo accordo la stazione appaltante può ingiungere all’affidatario l’esecuzione delle lavorazioni o la somministrazione dei materiali sulla base di prezzi definiti mediante l’utilizzo di prezzari ufficiali di riferimento, ridotti del 20 per cento, comunque ammessi nella contabilità; ove l’esecutore non iscriva riserva negli atti contabili, i prezzi si intendono definitivamente accettati. Il responsabile del procedimento o il tecnico dell’amministrazione competente compila entro dieci giorni dall’ordine di esecuzione dei lavori una perizia giustificativa degli stessi e la trasmette, unitamente al verbale di somma urgenza, alla stazione appaltante che provvede alla copertura della spesa e alla approvazione dei lavori.
 
Qualora l’amministrazione competente sia un Ente locale, la copertura della spesa viene assicurata con le modalità previste dall’articolo 191, comma 3, e 194 comma 1, lettera e), del Decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 (delibera di consiglio per debiti fuori bilancio). Si ritiene utile a tal proposito ricordare che la procedura di cui alle surrichiamate norme prevede, per i lavori, che la Giunta comunale, su proposta del responsabile unico del procedimento, qualora i fondi specificamente previsti in bilancio si dimostrino insufficienti, ha venti giorni di tempo per sottoporre al Consiglio comunale il provvedimento di riconoscimento del debito fuori bilancio. Qualora un’opera o un lavoro, ordinato per motivi di somma urgenza, non riporti l’approvazione del competente organo dell’amministrazione, la relativa realizzazione è sospesa immediatamente e si procede, previa messa in sicurezza del cantiere, alla sospensione dei lavori e alla liquidazione dei corrispettivi dovuti per la parte realizzata.
 
Costituisce circostanza di somma urgenza anche il verificarsi degli eventi di protezione civile (art. 7 Dlgs 1/18) , ovvero la ragionevole previsione dell’imminente verificarsi di detti eventi, che richiede l’adozione di misure indilazionabili, e nei limiti dello stretto necessario imposto da tali misure. La circostanza di somma urgenza, in tali casi, è ritenuta persistente finché non risultino eliminate le situazioni dannose o pericolose per la pubblica o privata incolumità derivanti dall’evento, e comunque per un termine non superiore a quindici giorni dall’insorgere dell’evento, ovvero entro il termine stabilito dalla eventuale declaratoria dello stato di emergenza (art. 24 Dlgs 1/18); in tali circostanze ed entro i medesimi limiti temporali le amministrazioni aggiudicatrici possono procedere all’affidamento di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture con le procedure di somma urgenza. In via eccezionale, nella misura strettamente necessaria, l’affidamento diretto può essere autorizzato anche al di sopra dei limiti (200.000 euro) , per un arco temporale limitato, comunque non superiore a trenta giorni e solo per singole specifiche fattispecie indilazionabili e nei limiti massimi di importo stabiliti nei provvedimenti di dichiarazione di stato di emergenza nazionale. L’affidamento diretto per i motivi di somma urgenza non è comunque ammesso per appalti di valore pari o superiore alla soglia europea.
 
Limitatamente agli appalti pubblici di forniture e servizi di importo pari o superiore a 40.000 euro, per i quali non siano disponibili elenchi di prezzi definiti mediante l’utilizzo di prezzari ufficiali di riferimento laddove i tempi resi necessari dalla circostanza di somma urgenza non consentano il ricorso alle procedure ordinarie, gli affidatari si impegnano a fornire i servizi e le forniture richiesti ad un prezzo provvisorio stabilito consensualmente tra le parti e ad accettare la determinazione definitiva del prezzo a seguito di apposita valutazione di congruità. A tal fine il responsabile del procedimento comunica il prezzo provvisorio, unitamente ai documenti esplicativi dell’affidamento, all’Anac che, entro sessanta giorni rende il proprio parere sulla congruità del prezzo.
 

Articolo pubblicato il 07 novembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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