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Quotidiano di Sicilia

Inizia la stagione turistica... degli altri
di Adriano Agatino Zuccaro

Da novembre a marzo l’industria blu in Sicilia va in letargo. E intanto le Canarie da gennaio a marzo registrano 15,6 mln di pernottamenti, più di quanti la nostra regione in tutto il 2017 (14,7 mln). Senza eventi e una adeguata programmazione, nel I trimestre 2017 solo 1,1 mln di notti nell’Isola

Tags: Turismo, Sicilia, Nico Torrisi, Federalberghi



“Su un flusso annuale di circa 393 milioni di presenze che si registrano in Italia, solo il 19% ha come destinazione una regione del Sud, quota che diminuisce al 14% se si considera in particolare il turismo estero” afferma il Centro Studi Touring che ha curato i contenuti del Rapporto sul turismo 2017 con dati riferiti al 2015.
 
La fotografia scattata nel rapporto ci restituisce un Meridione che, tutto insieme, attrae appena 5 miliardi di euro, sostanzialmente quanto fa da solo il Veneto. Sul tema della stagionalità vediamo ancora il Sud in difficoltà: “Se a livello medio italiano, la metà delle presenze totali si registra nel trimestre estivo (giugno-agosto), in molte regioni supera il 60% (Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata e Sardegna) e nel caso della Calabria arriva a quasi il 72%.
 
A tre anni di distanza dai dati 2015 e coi numeri del 2017 ormai consolidati, quanto è cambiato? Il Veneto è la regione più turistica d’Italia con quasi 70 milioni di pernottamenti l’anno scorso (erano 63 nel 2015); i dati sono tre volte superiori a quelli della Campania e ben quattro volte quelli della Sicilia (14,7 con un incremento rispetto ai 13,7 milioni del 2016).
 
Sulla stagionalità basta riportare alcuni dati sul primo trimestre 2017: 1,1 milioni in Sicilia, circa 2,5 nella piccola Malta, 2,7 in Piemonte, 6,3 in Veneto, 17 alle Canarie. Proprio nell’arcipelago spagnolo nel solo mese di gennaio 2017 si totalizzano ben 5,3 milioni di pernottamenti di stranieri, quasi cinque volte i pernottamenti che la Sicilia riesce a registrare in un intero anno con l’apporto di italiani e stranieri.
 
I numeri ufficiali siciliani, è innegabile, risentono di un forte tasso di abusivismo diffuso tra le strutture ricettive; basti ricordare che il 74% dei controlli che la Guardia di Finanza ha avviato da metà giugno a metà settembre sul fenomeno degli affitti “in nero” ha fatto emergere irregolarità, 60 i casi scoperti nell’Isola su 753 casi a livello nazionale con un tasso d’irregolarità pari al 50% dei controlli. Una piaga diffusa che si ripercuote inevitabilmente sui numeri ufficiali di arrivi e pernottamenti turistici e sui numeri inerenti l’occupazione (vedi intervista a Nico Torrisi in basso).
 
La programmazione nell’Isola continua ad essere deficitaria e nel sito “Visitsicily”, il sito ufficiale del turismo messo in piedi dalla Regione, la ricerca di eventi da dicembre 2018 ad aprile 2019 ci restituisce esclusivamente la mostra “Percorsi e segreti dell’Impressionismo” e “Via dei Corti – Festival Indipendente di Cinema Breve”.
 
Noi siciliani sappiamo bene che ci sono altri eventi ma non sono messi adeguatamente in vetrina online e risulta dunque difficile per il turista venirne a conoscenza e programmare delle vacanze con ampio anticipo, soprattutto se il sito è disponibile solo in italiano ed inglese.
 
Il sito ufficiale del Veneto alla stessa interrogazione temporale risponde con decine di eventi ed un motore di ricerca che consente di selezionare agevolmente categorie di eventi e località con una programmazione da fare invidia.
 
L’Isola necessita di un’inversione di rotta e si spera che il nuovo dialogo messo in campo dall’assessorato al Turismo coi vari attori regionali sia di buon auspicio per il futuro.
 

 
Piemonte e Veneto non hanno paura della stagione invernale
 
Tornando ai numeri regionali, appare evidente che al Nord si pone un’attenzione diversa sul turismo e i risultati col tempo arrivano. L’assessore al turismo della Regione del Veneto, Federico Caner ha commentato i dati: “Abbiamo intitolato il rapporto ‘un continuo crescendo’ perché i numeri del 2017 sono quasi tutti preceduti dal segno ‘più’ nel confronto con gli anni precedenti: rispetto al 2016 crescono, infatti, gli arrivi (oltre 19 milioni, +7,4%), le presenze (circa 70 milioni, +5,8%), gli italiani (+ 5,2% negli arrivi e +3% nelle presenze), gli stranieri (+8,6% negli arrivi e +7,1% nelle presenze), la spesa dei turisti stranieri (+5,7%), gli arrivi nelle singole Province e in ogni comprensorio (città d’arte, mare, lago, terme, montagna) e per ogni tipologia di struttura ricettiva”.
 
Per quanto riguarda la montagna, le presenze fanno registrare un dato negativo e dunque la regione si è messa subito a lavoro per mettere in campo un nuovo bando di circa 6 milioni di euro pronto per la fine di maggio, fondi del Por Fesr, da destinare in particolare allo sviluppo delle strutture e imprese di alta montagna.
 
“Abbiamo – ha aggiunto Caner – in programma di organizzare il prossimo mese di ottobre un “Buy Veneto Speciale Montagna” e una straordinaria opportunità ci verrà data dai Mondiali di sci alpino di Cortina e delle Dolomiti del 2021: sarà l’occasione per effettuare un’azione promozionale su ampia scala, puntando soprattutto al mercato interno”.
 
In Piemonte il prodotto montagna registra un bilancio positivo per l’ultima stagione invernale: +1,30% di arrivi e +4,76% di presenze, con i flussi turistici dall’estero in decisa crescita rispetto ad una lieve flessione dei flussi nazionali. L’incremento degli arrivi si registra in entrambi i semestri dell’anno e mentre aumentano maggiormente i pernottamenti nella seconda metà del 2017.
 

 
Nico Torrisi, presidente Federalberghi Catania e Ad Sac
 
Come sono andati i flussi turistici regionali nei mesi invernali 2017-2018?
“La crescita c’è stata e si è avviato un processo di destagionalizzazione. In economia si diceva che c’era una piramide nel numero di arrivi e presenze in Sicilia: un picco nel periodo estivo e poi si piombava giù. Adesso si dice tecnicamente che abbiamo ‘allargato le spalle’: il periodo di alta stagione è molto più lungo rispetto a qualche anno fa. Negli aeroporti siciliani nel periodo invernale arrivano molti più passeggeri di prima. A Catania durante il ‘ponte dei morti’, abbiamo registrato il 20% in più di movimenti dello scorso anno ma soprattutto abbiamo verificato che di questa crescita oltre il 50% è fatto da movimenti verso l’estero e nuove destinazioni. Il numero crescente è sicuramente frutto del turismo. La Sicilia dal punto di vista dell’attrattività turistica gode di buona salute; poi è altrettanto evidente che siamo lontani da ciò che ‘ci piacerebbe essere’ e dall’optimum”.
 
I numeri ufficiali, però, ci condannano...
“Gran parte della crescita purtroppo viene assorbita da strutture abusive e di questa crescita dunque non c’è traccia nei numeri ufficiali. Bisogna fare nuove leggi e a livello nazionale Federalberghi è riuscita a far inserire in Finanziaria una serie di strategie che cercano di equiparare questa tendenza del mercato ad andare negli alloggi privati affinché si rispettino le stesse regole. Da quando io lavoro in aeroporto ci sono due milioni di passeggeri in più. Dove sono finiti questi passeggeri? C’è senza dubbio un'enormità di siciliani che lavora fuori e rientra in determinati periodi dell’anno ma è chiaro che c’è un abusivismo dilagante, osceno nel comparto ricettivo”.
 
Come procede il dialogo con la Regione?
“Abbiamo presentato una serie di proposte e lavoriamo per dare suggerimenti e per modificare una legge sul turismo che è lacunosa. Si punta ad iniziative moderne, a coinvolgere gli investitori e intercettare nuove fette di mercato. La situazione è stata per troppo tempo in semiabbandono senza che nessuno abbia messo al centro della propria proposta di governo il turismo. Adesso l’interlocuzione regionale e nazionale è buona”.

Articolo pubblicato il 10 novembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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