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La Riforma Carceri, approvata nel 2017, entra in vigore. Le novità
di Gabriele Patti

Le principali novità in materia di ordinamento penitenziario. Casellario giudiziale, spese di giustizia funzionali alle operazioni di intercettazione ed esecuzione delle pene per i condannati minorenni. Reinserimento sociale attraverso la partecipazione a corsi di formazione professionale: sul piatto 4 milioni € nel biennio 2019-20

Tags: Carcere, Riforma



ROMA - Entrano in vigore oggi i cinque decreti legislativi attuativi della riforma penale dell’ordinamento penitenziario approvata nel 2017 (cd Riforma Orlando).
I testi, pubblicati in Gazzetta ufficiale n. 250 del 26 ottobre 2018 (Suppl. Ordinario n. 50), introducono importanti novità in materia di ordinamento penitenziario, casellario giudiziale, spese di giustizia funzionali alle operazioni di intercettazione ed esecuzione delle pene nei confronti dei condannati minorenni.
 
Assistenza sanitaria e trattamento penitenziario (Dlgs 123/2018)
Dei cinque provvedimenti varati lo scorso 26 ottobre dal Consiglio dei Ministri, il decreto inerente l’ordinamento penitenziario è il più corposo. Il testo reca modifiche in tema di assistenza sanitaria e semplificazione delle procedure. L’art 1 del provvedimento sottolinea l’importanza del servizio sanitario nazionale operante negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni: esso deve garantire le esigenze profilattiche e di cura della salute dei detenuti e degli internati, la ricezione di prestazioni sanitarie tempestive, appropriate ed efficaci che garantiscano l’umanità del trattamento penitenziario assicurando il rispetto della dignità della persona e conformandosi a modelli che favoriscano l’autonomia, la responsabilità, la socializzazione e l’integrazione.
 
Vita detentiva e lavoro penitenziario (Dlgs 124/2018)
In questa direzione si muove la disposizione di cui l’art. 1 n.1 lett. a): “Gli edifici penitenziari devono essere dotati di locali per le esigenze di vita individuale e di locali per lo svolgimento di attività lavorative, formative e, ove possibile, culturali, sportive e religiose”. Si punta a favorire la destinazione dei detenuti e degli internati al lavoro e la loro partecipazione a corsi di formazione professionale in un ambiente che stimoli la collaborazione e permetta lo sviluppo individuale in condizioni dignitose. Per tali finalità è autorizzata la spesa di due milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020.
Detenuti e internati potranno inoltre chiedere di essere ammessi a prestare la propria attività a titolo volontario e gratuito nell’ambito di progetti di pubblica utilità. L’obiettivo è far acquisire ai soggetti una preparazione professionale adeguata alle normali condizioni lavorative per agevolarne il reinserimento sociale.
 
Minorenni e misure penali di comunità (Dlgs 121/2018)
Il decreto attuativo detta una disciplina compiuta delle misure penali di comunità quali l’affidamento in prova al servizio sociale, l’affidamento in prova con detenzione domiciliare, la detenzione domiciliare, la semilibertà e l’affidamento in prova in casi particolari. Queste saranno disposte, ove idonee a favorire l’evoluzione positiva della personalità e un proficuo percorso educativo e di recupero, sempre che non vi sia il pericolo che il condannato si sottragga all’esecuzione o commetta altri reati.
 
Intercettazioni e liquidazione delle spese di giudizio (Dlgs 120/2018)
Il provvedimento si occupa di velocizzare la liquidazione delle spese relative a prestazioni ai fini di giustizia effettuate a fronte di richieste di intercettazioni e di informazioni da parte delle competenti autorità giudiziarie. L’ufficio del pm che ha richiesto o eseguito l’autorizzazione a disporre le operazioni di intercettazione dovrà emettere, senza ritardo, il decreto di pagamento delle spese relative alle suddette prestazioni e quelle funzionali all’utilizzo delle stesse.
 
Casellario giudiziale (Dlgs 122/2018)
Le modifiche sono volte all’adeguamento rispetto alle più recenti modifiche in materia di diritto penale, anche processuale, e nel diritto dell’Unione europea in materia di protezione dei dati personali per cui l’art. 2 dispone che “Le iscrizioni nel casellario giudiziale sono eliminate decorsi quindici anni dalla morte della persona alla quale si riferiscono e, comunque, decorsi cento anni dalla sua nascita”.

Articolo pubblicato il 10 novembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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