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Palermo - Amat, dopo il taglio da 50 milioni di euro la parola d'ordine è soltanto una: rilancio
di Gaspare Ingargiola

Confronto su Piano di risanamento, Piano industriale e revisione del Contratto di servizio. Prossima settimana i rappresentanti dell’azienda saranno ricevuti all’Ars dalla IV Commissione

Tags: Palermo, Amat, Michele Cimino



PALERMO - Lo stralcio di quasi 50 milioni voluto dal sindaco Leoluca Orlando per chiudere la partita dei disallineamenti con le aziende controllate ha provocato molte preoccupazioni soprattutto nell’Amat, che in città gestisce il trasporto pubblico. Proprio in questi giorni, è stato dato il via libera al bilancio della Spa, ma sono molte le incognite che si affacciano sul futuro.
 
Per il rilancio l’amministratore unico Michele Cimino punta sulle nuove linee del tram (che però finora ha viaggiato in perdita e per di più a carico dell’azienda) e sugli investimenti di Comune (con un ritocco al contratto di servizio) e Regione (con un riconoscimento di un contributo per il ferrato). “Il bilancio che abbiamo approvato - ha detto - ha preso atto di dovere dare seguito alle disposizioni comunali e di accettare la sfida del rilancio. Amat ha voluto seguire il percorso delineato in primis dalla Corte dei Conti, e poi dalla Giunta comunale e dallo stesso Consiglio comunale di Palermo, un percorso avvalorato dal parere pro veritate dell’Avvocatura comunale, che Amat ha acquisito”.
 
“È stato il senso di responsabilità nei confronti di tutti i cittadini palermitani – ha aggiunto - che ha orientato la decisione dell’azienda. In termini economici, Amat non vive di luce propria ma di sola luce riflessa, mediante il capitale del Comune di Palermo e i trasferimenti della Regione. Amat ha quindi grande interesse alla solidità finanziaria del Comune e il Comune non può non avere interesse alla solidità finanziaria di Amat. L’azienda non poteva non fidarsi di un’Amministrazione e di un Consiglio comunale che vogliono riqualificare Palermo mediante ingenti investimenti a breve termine sul tram, di cui è e sarà gestore. Siamo pronti al confronto sul Piano di risanamento, sul Piano industriale e, soprattutto, sulla revisione del contratto di servizio”.
 
Infine, una rassicurazione: malgrado la perdita di 50 milioni, “Amat, grazie ai rapporti di serena e costruttiva collaborazione con il socio unico, si candida a essere anche la società di trasporto pubblico dell’area metropolitana. Inoltre, seppur in seguito allo stralcio, sarà tra le società partecipate con maggiore capitale sociale di questo Comune (ed anche nel panorama delle aziende di Tpl italiano)”.
 
Intanto, su richiesta di Marianna Caronia e di Giampiero Trizzino, la IV Commissione dell’Assemblea regionale ha convocato l’Amat per la prossima settimana. Oggetto dell’audizione sarà l’inserimento dei Piani dell’azienda palermitana nel Piano regionale dei trasporti. “La richiesta che Amat ha rivolto alla Regione nei giorni scorsi – ha affermato Caronia - per ricevere maggiori fondi è certamente da valutare, ma potrà essere accolta se a essa corrisponderà un serio Piano di rilancio industriale. Dopo il taglio di 50 milioni di euro imposto da Orlando, abbiamo tutti il dovere di sostenere l’azienda e i suoi 1.500 lavoratori, che devono però garantire alla città un servizio di trasporto efficiente”.
 
“Per questo – ha concluso la componente della IV Commissione - chiederemo che Amat presenti un Piano industriale da inserire nel Piano regionale dei trasporti. Una strategia che privilegi il collegamento fra centro e periferie con mezzi come i bus ecologici e con altre scelte ecosostenibili, senza appiattirsi sul progetto di altre linee tramviarie in centro che rischiano solo di distruggere il tessuto urbano esistente con cantiere infiniti”.

Articolo pubblicato il 10 novembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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