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Quotidiano di Sicilia

La scuola come laboratorio privilegiato per creare un nuovo modello di civiltà
di Redazione in collaborazione con Istituto De Felice-Olivetti

L’obiettivo è quello di promuovere la Cultura quale elemento di pacificazione



Nell’ambito dell’educazione all’inclusione multiculturale sostenuta dal “Fondo asilo migrazione e integrazione 2014-2020”, l’Istituto superiore De Felice Giuffrida-Olivetti ha presentato la manifestazione Creativi per il futuro, andiamo insieme, fase conclusiva del tirocinio previsto dal Piano didattico del master di I livello in Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali, organizzato dal Dipartimento di Scienze della Formazione dall’Università di Catania.
 
L’evento è stato coordinato dal dirigente professor Francesco Ficicchia e dalle docenti Laura Calcaterra, Elena Secchi, Maria Sirugo, Agata Spina (in collaborazione con una rete di partner composta da Biblioteca centrale Bellini Catania, Sezione Integrazione multiculturale, Centro Don Bosco 2000, associazione Bandiera della Pace, Corale Imago vocis, Associazione di Danza Moon Walk e Ong Emergency).
 
Alla manifestazione ha preso parte il coro dell’ Istituto San Giovanni Bosco, partner della Rete scolastica Polo interculturale. L’Istituto ha ospitato l’opera fotografica Beyond visible - Percorsi tra la Sicilia e il Nepal della professoressa Conci Mazzullo.
 
In un contesto sociale in cui l’impegno educativo coinvolge un numero sempre crescente di giovani, la Scuola è chiamata a promuovere la Cultura come fondamentale elemento di pacificazione, a far conseguire ai giovani una maggiore consapevolezza delle proprie scelte di fronte a sé stessi, agli altri e alla vita e a sostenerli nella comprensione del fenomeno complesso dell'immigra¬zione, con l’obiettivo di riconoscere la diversità dell’altro come valore e, conseguentemente, a destrutturare e rimuovere i pregiudizi.
 
Gli alunni dell’Istituto De Felice Giuffrida-Olivetti, con il loro impegno creativo, hanno attestato che Dove c’è Pace c’è Cultura e dove c’è Cultura c’è Pace, facendo così proprio il pensiero dell’artista russo Nicholas Roerich, per il quale la pace è frutto di un costante lavoro di costruzione del bene comune e del perseverante sforzo di ricercare un’armonia planetaria.
 
La scuola, quindi, diventa un laboratorio privilegiato in cui comprendere e sperimentare in maniera attiva il modello di una nuova civiltà.

Articolo pubblicato il 14 novembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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