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Quotidiano di Sicilia

Regione finge di aiutare il lavoro
di Lucia Russo

Leggi inutili. Senza i decreti attuativi degli assessori.
Sgravi contributivi. La l.r. 9/09, titolo VI, art. 37, prevede lo sgravio totale dei contributi nonché dei premi assicurativi per assunzioni a tempo indeterminato da parte dei datori di lavoro.
20 mln €. Il precedente assessore al Lavoro, Luigi Gentile, a dicembre aveva adottato una bozza di decreto con uno stanziamento di 20 mln € ma non è mai approdata in Giunta.  

Tags: Lavoro, Sgravi, Assunzioni



PALERMO – Non bastano le buone leggi, occorre poi darvi attuazione, altrimenti è come se il legislatore non abbia fatto niente. Lo dimostra il caso degli “Aiuti al lavoro”. Così è intitolato il gruppo di articoli dal 36 al 46 della legge regionale n. 9 del 6 agosto 2009. Ad oggi il decreto attuativo, che secondo l’articolo 46 doveva essere adottato dall’assessore al Lavoro entro 90 giorni, cioè entro metà novembre, non è stato varato.

Eppure con il secondo Governo Lombardo si era già giunti con l’assessore al Lavoro Luigi Gentile alla redazione del decreto, di cui il gabinetto aveva provveduto, su nostra richiesta a metà dicembre ad inviarcene copia. L’attenzione del Quotidiano di Sicilia all’emanazione del decreto è giustificata dall’interesse dei nostri lettori, tra cui molti datori di lavoro che da questi incentivi possono avere una spinta in più ad assumere personale. Nel 2008 la disoccupazione in Italia è salita al 6,7 per cento, nel dicembre 2009 ha toccato addirittura l’8,5 per cento. Se si considera che la Sicilia è sotto rispetto all’Italia di almeno di 6 punti, questo significa che la disoccupazione a fine 2009 ha superato nell’Isola il 14 per cento.
Il grafico, pubblicato mostra come il numero di occupati è sceso nell’ultimo trimestre del 2009 del 2,2 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2008.

Nell’articolo 46 della legge 9/09 “Norme in materia di aiuti alle imprese” (relatore Nino D’Asero – Pdl) si legge di un limite massimo di risorse finanziarie da destinare di un miliardo di euro per il periodo 2007-2013 ai fini dell’approvazione comunitaria. Sì, perché la legge 9/09 ha rappresentato un importante punto di arrivo per il legislatore regionale proprio perché destinata a sbloccare finanziamenti comunitari. Se però non si provvede con le relative norme attuative, c’è il rischio del cosiddetto disimpegno. Nella bozza di decreto uscita dall’assessorato a metà dicembre venivano già stanziati 20 milioni di euro. Il provvedimento però non è riuscito a completare il suo iter con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana a causa di un errore procedurale: la bozza di decreto era stata trasmessa alla commissione Lavoro dell’Assemblea regionale siciliana ma in modo ufficioso senza provenire dalla Giunta. Quindi il documento è andato nelle mani del presidente dell’Assemblea che lo ha dovuto rinviare alla Regione per la approvazione in Giunta. Da allora, ci dicono i funzionari della commissione Lavoro dell’Ars, non si sa più nulla. Di fatto per le vie ufficiali in commissione Lavoro il decreto varato dalla Giunta non è mai arrivato, proprio perché dalla Giunta, appunto, non è stato mai approvato.

Toccherà adesso all’assessore Lino Leanza, assessore alla Famiglia, politiche sociali e lavoro intervenire.
In questi giorni il Partito Democratico ha presentato all’Assemblea regionale un disegno di legge “Credito d’imposta regionale per l’incremento dell’occupazione” che intende porre rimedio alla soppressione dalla finanziaria nazionale del 2009 del bonus fiscale per la nuova occupazione, che era invece previsto nella finanziaria nazionale del 2008.
Già a marzo 2009 il Pdl ha presentato un disegno di legge (n. 374) dal titolo “Credito d’imposta per l’occupazione” proprio con l’impegno, in un periodo di forte crisi, a porre in essere  “iniziative utili - è scritto nella relazione di Nino D’Asero - finalizzate   a dare  risposte e, laddove possibile,  risolvere i problemi connessi alla  ricerca di un posto di lavoro”.
Entrambi i disegni di legge intervengono con un incentivo che è comunque diverso da quello previsto dalla legge che è già in vigore, ma che aspetta il decreto attuativo. Innanzitutto si tratta di un credito d’imposta per una somma determinata mensile e per ciascun lavoratore assunto, mentre nel caso degli “Aiuti al lavoro” si tratta di uno sgravio totale dei contributi previdenziali e assistenziali nonché dei premi assicurativi obbligatori a carico dei datori di lavoro. Tra l’altro gli incentivi di cui al titolo VI della l.r. 6/09 hanno carattere aggiuntivo rispetto a quelli di analoga natura, disposti dallo Stato.

Ma, altra nota importante è che il decreto attuativo degli aiuti al lavoro consentirebbe di impegnare fino a un miliardo di euro per il periodo 2007/2013 dal Fondo sociale europeo, nell’ambito della programmazione comunitaria, in conformità - è scritto nella bozza di decreto -al Documento di attuazione strategico 2009/2010 – asse II – Occupabilità, con l’obiettivo specifico comunitario: “Aumentare l’efficacia, l’efficienza, la qualità e l’inclusività delle istituzioni del mercato del lavoro”.
Le buone leggi ci sono, basta applicarle.

Articolo pubblicato il 04 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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