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Manager Sanità in Sicilia: dopo le nomine, le polemiche
di Raffaella Pessina

I deputati del M5s all’Ars: “Dentro i soliti nomi noti della politica. La Regione siciliana si conferma la prima regione d’Italia a disattendere l’applicazione della legge dello Stato”. Rossana Cannata (Fi): “Dritti verso la strada dell’eccellenza”

Tags: Sanità, Sicilia, Ruggero Razza



PALERMO - La Giunta Musumeci ha ratificato le nomine dei nuovi direttori generali a capo delle Asp e degli ospedali siciliani su proposta dell’Assessore Razza e i commenti non si sono fatti attendere, spesso con contorno di polemiche.
 
Soddisfatta la parlamentare regionale di Forza Italia Rossana Cannata: “È necessario e doveroso – ha detto Cannata - continuare a lavorare come si è fatto in questi mesi avendo come fine quello dell’ottimizzazione delle strutture ospedaliere e dei servizi sanitari, garantendo ai cittadini la qualità dell’assistenza sanitaria nel territorio siciliano. Certa che si procederà dritto verso la strada dell’eccellenza che tutti i siciliani meritano - conclude la parlamentare - auguro ai nuovi manager un ottimo lavoro e in particolare al nuovo manager della provincia di Siracusa, Lucio Salvatore Ficarra, che sarà protagonista di nuovi traguardi e obiettivi a garanzia del diritto alla salute di tutti i cittadini della nostra provincia”.
 
Non sono dello stesso parere i parlamentari del Movimento Cinquestelle per i quali è stata aggirata la normativa nazionale. Francesco Cappello, Salvatore Siragusa, Antonio De Luca e Giorgio Pasqua, componenti del M5S della commissione Salute all’Ars affermano che “la Regione siciliana si conferma la prima regione d’Italia a disattendere l’applicazione della legge dello Stato o a piegare quelle stesse norme ai desiderata del suo presidente e del suo assessore alla Sanità e alla coalizione che regge questo moribondo governo”.
 
“Per la selezione dei manager – sottolinea Cappello – rimangono tutte in piedi le perplessità derivanti da una procedura anomala, che ha richiesto, addirittura, la necessità di un parere interpretativo dello stesso ufficio legale e legislativo della Regione sulla delibera della giunta regionale n.213/2018. E così abbiamo assistito al valzer degli aspiranti manager, prima esclusi e poi riammessi, alla definizione del punteggio minimo ed al rischio di ricorsi ed impugnative, il tutto per finire con l’affermare il potere altamente discrezionale dell’organo politico (presidente della Regione) nella selezione dei manager stessi”. “Ci chiediamo – proseguono i deputati 5 stelle - cosa ne è stato dei candidati aspiranti dell’albo nazionale, visto che ancora una volta sono tutti siciliani nella lista dei nominati. Tutti con precedenti incarichi, navigati e volti noti e da sempre apprezzati dalla politica che ha sempre governato quest’isola. E così ci ritroviamo una rosa di manager che tra vecchia e nuova gestione del potere continua a galleggiare senza soluzione di continuità. Quale sarà il loro obiettivo, se non di garantire lo status quo?”.
 
Esaminando in particolare l’elenco delle nomine si evince come il criterio seguito dal governo è stato quello di non riconfermare nei propri ruoli coloro che erano stati designati dal precedente governo, ma quasi la metà dei nuovi nominati hanno comunque avuto un ruolo qualche esperienza con i precedenti governi: a cominciare da Giorgio Santonocito, ad esempio, che rimane manager traslocando all’Asp di Agrigento, c’è poi Angelo Aliquò, manager nell’era Crocetta ed ha guidato il Bonino Pulejo e ora andrà a guidare l’Asp di Ragusa. Salvo Giuffrida era stato a capo dell’Asp di Messina al tempo di Raffaele Lombardo e Massimo Russo. Si dimise, nel 2011, quando l’azienda versava in difficilissime condizioni economiche. Alla fine, tra i più quotati manager già in carica in passato, resta fuori solo Antonio Candela, per il quale il governatore ha parlato di un futuro da “dirigente generale”.
 
 
Inoltre Fabrizio De Nicola, vicino all’ex assessore del Pd nel governo Crocetta, Baldo Gucciardi ma anche allo stesso rettore dell’Università di Palermo va al Garibaldi di Catania. Non aveva avuto fino ad oggi esperienze nel settore della sanità invece Fabio Damiani, ma in passato aveva ricoperto già ruoli chiave in aziende siciliane come la Consip (Centrale unica di committenza). Ora andrà a guidare l’Asp di Trapani. Tra i nominati anche qualche parentela eccellente come il cognato di Lombardo, Francesco Iudica, che è stato nominato alla guida dell’Asp di Enna.

Articolo pubblicato il 20 novembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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