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Corsi di Formazione Iefp: linee guida modificate dalla Regione, ora la partenza
di Michele Giuliano

C’era da sanare una contraddizione normativa che escludeva alcuni formatori inseriti nell’Albo. Salvati molti lavoratori diplomati con diversi anni di esperienza anche nelle attività di sostegno

Tags: Formazione, Iefp, Sicilia



PALERMO - Ultimo tassello dalla Regione per far ripartire i corsi Iefp, quelli dell’istruzione e formazione professionale. L’ultimo ostacolo è stato appena superato con la modifica apportata dall’assessorato regionale alla Formazione alle “linee guida” per l’attuazione dei vari percorsi.
 
Si supera un problema sorto sull’utilizzo dei formatori che, paradosso dei paradossi, rischiava di non poter utilizzare i docenti inseriti nell’Albo. “La modifica delle Linee guida per la realizzazione dei percorsi di Istruzione e formazione professionale, fatta nei giorni scorsi dalla giunta regionale, salva centinaia di posti di lavoro - dicono in una nota congiunta Graziamaria Pistorino, segretaria della Flc Cgil Sicilia, Francesca Bellia, segretaria della Cisl Scuola Sicilia e Claudio Parasporo, segretario della Uil Scuola Sicilia -. Si tratta di un intervento che sollecitiamo da mesi per sanare una contraddizione normativa, che avrebbe portato al licenziamento, da parte degli enti, dei formatori diplomati con molti anni di esperienza, compresi quelli che svolgono l’attività di sostegno.
 
Da un lato, infatti, la legge regionale n° 10 del 2018 tutela i lavoratori dell’albo, dall’altro, invece, le Linee guida escludevano il loro utilizzo nell’ambito dei percorsi Iefp. Utilizzo, peraltro, previsto anche dalle norme nazionali”.
 
Ora sembra che davvero la strada sia tutta in discesa per aprire le aule: “Superato quest’ultimo ostacolo – aggiungono Pistorino, Bellia e Parasporo – ci auguriamo che, oltre l’Iefp, tutto il settore possa finalmente andare a regime in tempi rapidissimi, sia per vedere ritornare al lavoro migliaia di persone, dopo anni di inattività, sia per garantire il diritto allo studio ai ragazzi che si rivolgono all’istruzione obbligatoria attraverso il segmento della formazione professionale. Riconosciamo la sinergia attivata tra l’assessore Lagalla e le organizzazioni sindacali e ci auguriamo che possa servire come metodo di lavoro strategico, per risolvere l’intera vertenza della Formazione professionale in Sicilia”.
 
Il sistema di istruzione e formazione professionale, così strutturato, si articola in percorsi di durata triennale e quadriennale, finalizzati al conseguimento, rispettivamente, di qualifiche (Eqf3) e diplomi (Eqf4) professionali. Si tratta, infatti, di progetti importanti e innovativi, di alto valore in quanto le qualifiche e i diplomi professionali che saranno rilasciati a chi frequenterà i corsi, sebbene di competenza regionale, sono riconosciuti e spendibili a livello nazionale e comunitario, in quanto compresi in un apposito ‘Repertorio nazionale’, condiviso tra Stato e Regioni con accordo del 27 luglio 2011 (aggiornato con accordo del 19 gennaio 2012).
 
Le qualifiche e i diplomi di Iefp sono anche correlati alle “aree economiche e professionali” utilizzate, a loro volta, anche per collegare i titoli di istruzione tecnica e professionale quinquennali. Questi due sistemi di formazione sono stati pensati per contrastare l’abbandono scolastico da parte di quei ragazzi e ragazze che non vogliono continuare il loro percorso di studi con un diploma “tradizionale”.
 
In tal modo, si vuole favorire la transizione dal mondo della scuola a quello del lavoro, attraverso tre principali modalità: l’accesso a imprese formative durante il percorso curriculare, un’alternanza scuola-lavoro ‘rafforzata’, dove, cioè, la metà del percorso formativo sia in azienda, e il nuovo apprendistato, che impone almeno 500 ore di formazione in aula e 500 in azienda.

Articolo pubblicato il 25 novembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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