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Catania - Corso dei Martiri ripiomba nell'oblio? Arcidiacono: "Noi attori non protagonisti"
di Desirée Miranda

Il cantiere ancora bloccato perché mancano le certificazioni antimafia per alcune aziende

Tags: Catania, Corso Dei Martiri



CATANIA - Nessuna novità per il Corso dei Martiri. Il cantiere avviato nel dicembre dello scorso anno con l’enfasi dei grandi eventi, perché finalmente partiva la riqualificazione di una delle aree abbandonate delle città, è ancora chiuso e tale rimarrà a tempo indefinito, almeno per quello che si sa fino ad oggi. Non si riesce ad uscire dall’empasse della burocrazia legata al protocollo di legalità firmato nell’agosto 2017 tra Comune e Prefettura di Catania secondo il quale è necessaria la consegna del certificato antimafia per ogni azienda coinvolta, non importa per quale prestazione, importo, oggetto e durata.
 
Un nodo che ben 8 aziende non hanno ancora sciolto. “C’è un protocollo di legalità che io non posso superare e che mi impone di aspettare le certificazioni antimafia”, afferma l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Catania, Giuseppe Arcidiacono. Un protocollo particolarmente stringente che prevede certificati anche per settori e importi per cui di solito non sono previsti. Le Prefetture non rilasciano quindi i documenti richiesti e tutto rimane bloccato. È il caso, ad esempio, della ditta che ha già fornito le panchine negli spazi quasi ultimati. Per questo settore merceologico non esiterebbe nessuna white liste e la certificazione antimafia riguarda appalti di importi superiori a quello in oggetto.
 
“Io non posso farci nulla, devo rispettare l’intesa siglata, tranne che il Prefetto mi dice che posso procedere”, ribadisce l’assessore che spiega di avere sollecitato tre volte le Prefetture di competenza. “Per quanto riguarda le ditte di Catania siamo a posto, quelle che mancano hanno sede fuori dalla Sicilia”, dice.
 
Non c’è dunque modo di uscire da questa impasse? Secondo Arcidiacono ci sono due strade da seguire subordinate a una ditta, il Consorzio stabile costruttori di Maletto. La prima, la più soft, prevede che siano le ditte che hanno partecipato al bando a sollecitare il rilascio delle certificazioni richieste dalle relative Prefetture; la seconda, più drastica, prevederebbe la rimozione e relativa sostituzione di chi non presenta la documentazione occorrente.
 
Il riferimento particolare è proprio per la ditta che ha fornito le panchine e che sembra non avrà mai i documenti richiesti. “Si potrebbe tornare al progetto originale, sostistuendo le panchine installate con quelle previste inizialmente. Se questo li agevola per me va bene, provvederò per quanto di mia competenza”, dichiara l’assessore del Comune etneo.
 
Soluzioni che darebbero un nuovo impulso ai lavori, ma anche e soprattutto i pagamenti per tutte le ditte interessate e in regola, che ancora non ci sono stati. “Se non arrivano le certificazioni antimafia non possiamo dare il via alla ditta per pagarli. Noi siamo attori non protagonisti”, dice ancora Arcidiacono. “Ho incontrato la ditta proprio due giorni fa e ha compreso quali sono i miei poteri”, aggiunge.
 
Intanto si sta procedendo per mettere a gara i prossimi lotti. Tocca adesso al parcheggio interrato in piazza della Repubblica e relativo parco soprastante, per circa 14 milioni di euro. “Il progetto definitivo è praticamente pronto. Salvo novità dell’ultimo momento sarà completato entro dicembre e subito dopo lo daremo all’Urega perché possa avviare il bando di gara”, dice Giuseppe Arcidiacono.

Articolo pubblicato il 01 dicembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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