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Più energia rinnovabile e meno emissioni di CO2. Oltre 36 milioni per due progetti di Terna in Sicilia
di Redazione

Gli interventi sono finanziati dalla Regione attraverso l’azione 4.3.1. del Po Fesr 2014-2020

Tags: Terna, Impresa, Po Fesr 2014-2020



PALERMO – Ridurre le congestioni locali e ottenere maggiore immissione di energie rinnovabili in rete. Questi alcuni degli obiettivi dei due progetti finanziati dalla Regione siciliana attraverso l’azione 4.3.1 del Po fesr 2014-2020 e che saranno realizzati da Terna spa, top player in Italia e in Europa nella trasmissione dell’energia elettrica in alta e altissima tensione.
 
Si tratta degli interventi sulla direttrice Partinico - Partanna che collega la provincia di Palermo con quella di Trapani per 6,2 milioni di euro e la realizzazione della nuova stazione elettrica di Vizzini per 30 milioni di euro. Due azioni che permetteranno di incrementare la distribuzione di energia prodotta da fonti rinnovabili con l’introduzione di apparati provvisti di comunicazione digitale, misurazione intelligente, controllo e monitoraggio.
 
“Grazie a questi interventi creeremo nuovi elettrodotti e realizzeremo anche un upgrade delle linee esistenti” ha sottolineato Luigi Ferraris, amministratore delegato di Terna, a margine della cerimonia di consegna da parte dei vertici della Regione siciliana dei decreti di finanziamento per complessivi 120 milioni di euro relativi all’efficientamento energetico di edifici provinciali, comunali e delle reti elettriche dell’Isola.
 
La sfida, ha aggiunto il manager, “è ottimizzare i flussi e ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera”. Previsto inoltre un effetto benefico sull’indotto delle imprese locali “attraverso il loro coinvolgimento nella realizzazione degli interventi”.
L’impegno di Terna nell’Isola, però, non finisce qui. Nell’ultimo Piano industriale, infatti, la società ha previsto investimenti per 600 milioni nei prossimi cinque anni (nella tabella accanto il dettaglio dei numeri della società nell’Isola). Un impegno “che confermiamo”, ha dichiarato l’amministratore .
 
“La Sicilia – ha aggiunto - ha bisogno di interventi che consentano di rafforzare la dorsale di collegamento Oriente e Occidente a 380 kV per ridurre i problemi di congestione e per favorire l’integrazione delle rinnovabili che già ci sono e che si prevedono in crescita. C’è dunque bisogno di rafforzare la rete, renderla più resiliente e favorire lo sfruttamento delle rinnovabili esistenti oltre che risolvere alcuni problemi di congestione e di sovraccarico che abbiamo in zone come Palermo, dove faremo interventi di razionalizzazione oltre che interventi mirati a migliorare la sostenibilità, per esempio interrando cavi laddove è tecnicamente fattibile da un punto di vista economico”.
 
Ferraris ha chiarito anche lo stato dell’arte dei progetti in corso in Sicilia: “Ci sono due livelli: in un caso (l’elettrodotto Chiaramonte Gulfi-Ciminna fermato dalla giustizia amministrativa, ndr) è prevista la reiterazione del procedimento di autorizzazione che speriamo si possa fare in tempi stretti. Nell’altro caso (l’elettrodotto Paternò-Priolo) stiamo proseguendo come da programma e ci aspettiamo di poter cantierizzare a partire dall’anno prossimo”.
 
Nel corso della conferenza stampa tenuta nei giorni scorsi nella Sala Alessi di Palazzo D’Orleans è intervenuto anche il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, il quale ha ricordato quanto bisogno di energia abbia l’Isola: “Credo – ha detto il governatore, riferendosi ai decreti di finanziamento appena consegnati – che questa sia una bella testimonianza, tenuto conto che la Sicilia è la regione più cablata”.

Articolo pubblicato il 04 dicembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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