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Quotidiano di Sicilia

Energia, in Sicilia lo spreco è pubblico
di Rosario Battiato

Istat: l’indicatore che misura i consumi energetici legati all’illuminazione pubblica nell’Isola risulta 10 punti superiore a quanto mediamente registrato nel resto d’Italia. Nelle Pa energy manager sconosciuti: la Regione corre ai ripari, intanto la legge resta inapplicata

Tags: Pubblica Amministrazione, Istat, Energia



PALERMO – Gli interventi di efficienza energetica, secondo una stima dell’Enea, potrebbero ridurre fino al 40% i consumi della Pubblica amministrazione. Per farlo servono figure adeguate e specializzate, come gli energy manager, ma anche bandi con finanziamenti e agevolazioni, senza dimenticare i criteri ambientali minimi per gli acquisti che contribuiscono all’economia circolare. Di questi elementi indispensabili per avviare la rivoluzione verde alla Pa isolana mancano diversi pezzi.
 
ENERGY MANAGER,
QUESTI SCONOSCIUTI
Era stato l’art. 19 della legge 10/91 a introdurre la figura dell’energy manager, stabilendo che tutte le aziende obbligate avrebbero dovuto, entro il 30 aprile di ogni anno, nominare il Responsabile della conservazione e dell’uso razionale dell’energia. Un concetto poi fissato dalla circolare Mise del 18 dicembre 2014, nella quale, tra le altre cose, si precisava che la figura dell’energy manager andava considerata come obbligatoria per quei soggetti che avevano avuto un consumo superiore a 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio che corrispondono a circa 1,2 milioni di m3 di gas naturale o a circa 5,3 kWh di energia. Dal momento che non esistono riferimenti numerici in termini di abitanti, i comuni, a partire da quelli superiori a 10mila abitanti, secondo quanto consigliato dagli esperti, dovrebbero comunque effettuare annualmente la verifica dei consumi. L’energy manager, inoltre, sarebbe comunque utile a tutti gli enti, considerando che è un elemento strategico per ridurre e/o razionalizzare le esigenze energetiche.
 
Attualmente le amministrazioni siciliane che possono vantarne la nomina, considerando la presenza di almeno 50 tra quelli che superano la soglia delle ventimila unità, sono davvero pochissime: Città Metropolitana di Catania, Libero Consorzio di Agrigento e Libero Consorzio di Caltanissetta, Comune di Acireale, Comune di Alcamo, Comune di Catania, Comune di Joppolo Giancaxio, Comune di Milo, Comune di Noto, Comune di Palermo, Comune di San Giovanni La Punta, Comune di Santa Croce Camerina, Comune di Villafranca Sicula.
Di recente la Regione ha predisposto un bando da 6,5 milioni di euro per consentire agli enti locali isolani di dotarsi degli energy manager che sono essenziali per la predisposizione dei Piani di azione per l’energia sostenibile e il clima che poi sono la chiave d’accesso per avviare le politiche di efficientamento energetico.
 
CONSUMI IN CRESCITA
In riferimento al 2016, secondo dati Istat, i consumi di energia della Pa isolana, misurati in GWh per centomila Ula (Unità standard di lavoro), sono pari a 3,9, in lieve crescita (+0,1) rispetto alla rilevazione precedente e di poco superiore al dato medio italiano (3,7). Questo risultato è il secondo più elevato di sempre, escludendo il 2012. Ancora più evidente è il dato relativo all’illuminazione pubblica che vede la prestazione isolana, misurata in GWh per superficie (kmq) dei centri abitati, al quarto posto nazionale, con un valore pari a 38,2, di quasi dieci punti al di sopra del dato medio nazionale e battuta soltanto da Puglia e Basilicata, rispettivamente con 43,3 e 45,7, e dalla Valle d’Aosta che si spinge fino a 44.
 
ACQUISTI VERDI,
POCHE CERTEZZE
L’Osservatorio appalti verdi di Legambiente ha effettuato una ricerca in merito all’utilizzo dei criteri ambientali minimi negli acquisti, coinvolgendo tutti i comuni capoluogo di provincia e ricevendo risposte da 54 amministrazioni su 104 contattate. I criteri ambientali minimi, che sono stati aggiornati di recente dal Ministero dell’Ambiente, sono una parte integrante del Codice degli appalti e premiano gli acquisti sostenibili ed effettuati nel nome dell’economia circolare. Si tratta, in particolare, dei requisiti ambientali per le “varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato”.
 
In tutto il Sud, l’associazione del Cigno, ha segnalato soltanto Palermo in classifica. Per restare in tema, secondo l’Istat, inoltre, soltanto sei comuni capoluogo su nove (esclusi Agrigento, Enna e Ragusa) hanno intrapreso l’avvio di politiche di efficienza energetica per l’illuminazione pubblica e per la riduzione e/o prevenzione dell’inquinamento luminoso.
 

 
Illuminazione e consumi degli edifici
Il Piano regionale per invertire la rotta
 
PALERMO – Grazie alla collaborazione del Dipartimento Energia della Regione, che ha fornito al QdS il quadro complessivo delle iniziative in campo, è stato possibile fare il punto delle opportunità per le amministrazioni pubbliche nel settore dell’efficienza energetica.
 
Di recente si sono chiusi i bandi dell’Azione 4.1.1 del Po Fesr Sicilia 2014-2020 relativamente agli investimenti rivolti alla “Riduzione di consumi di energia primaria negli edifici e strutture pubbliche” e il bando dell’azione 4.1.3 rivolto alla riduzione dei consumi energetici delle reti di illuminazione pubblica, promuovendo installazioni di sistemi automatici di regolazione (sensori di luminosità, sistemi di telecontrollo e di tele gestione energetica della rete). E si lavora già al futuro, nell’ambito della “riqualificazione del parco immobiliare esistente (classe energetica G), sia pubblico sia privato”.
 
In particolare, per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione e gli Enti Locali, la Regione ha identificato le “azioni chiave – si legge nel documento – affinché il settore pubblico possa efficacemente contribuire a raggiungere gli obiettivi al 2030”. Operazioni che si dovranno compiere tramite tre direttive che prevedono l’integrazione dei finanziamenti regionali con gli incentivi statali (es. Conto Termico, Certificati Bianchi, cogenerazione ad Alto Rendimento) per incrementare le risorse finanziarie disponibili per gli Enti Territoriali della Regione siciliana, l’individuazione di un set di interventi-tipo da realizzare sul territorio regionale nel breve-medio, anche attraverso iniziative legislative, per la riduzione della bolletta energetica degli Enti Territoriali e quindi l’individuazione di nuovi strumenti finanziari (anche per via legislativa) per l’incentivazione di interventi di efficienza energetica.
 

 
L’opportunità Geotermia
“Bandi per Pa e aziende”
 
PALERMO – Il futuro energetico è nella geotermia e lo dimostra uno studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology che certifica come tramite il solo utilizzo dell’energia geotermica si potrebbe soddisfare il fabbisogno energetico planetario per i prossimi 4000 anni, permettendo di superare qualsiasi altra fonte energetica non rinnovabile. Se ne è discusso nei giorni scorsi nel corso del convegno “Geotermia di bassa entalpia. Nuove prospettive per uno sviluppo energetico sostenibile”, promosso dal dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Ateneo catanese (Dipbiogeo), in collaborazione con la Regione siciliana, il Parco scientifico e tecnologico della Sicilia e l’Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa di Sicilia (Aiccre) e con il patrocinio dell’Ordine regionale dei Geologi della Sicilia, della Fondazione Ordine degli Ingegneri di Catania e dell’Ordine degli Ingegneri di Catania.
 
Questa fonte energetica “rinnovabile, inesauribile, imperturbabile, sviluppata nel nostro Paese soprattutto per grandi impianti di alta entalpia e bassa”, si legge nella nota dell’evento, permette, in particolare per quella a bassa entalpia (cioè di basso contenuto termico), di sfruttare il sottosuolo come serbatoio di calore, quindi nei mesi “invernali il calore viene trasferito in superficie; viceversa in estate il calore in eccesso, presente negli edifici, viene scaricato sul terreno tramite pompe di calore”.
 
I bandi ci sono – ha spiegato Salvatore D’Urso, direttore generale del Dipartimento Energia dell’assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità – sia come finanziamento che come agevolazione per le Aziende e per la Pa. Al momento, però, l’Isola è ancora all’anno zero.

Articolo pubblicato il 05 dicembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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