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Giorgio Sangiorgio: "Il commercialista figura in continua evoluzione"
di Antonella Guglielmino

Forum con Giorgio Sangiorgio, presidente Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania

Tags: Giorgio Sangiorgio



Quanti iscritti conta l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania?
“Abbiamo circa 2.000 associati. Siamo il primo Ordine in Sicilia per numero di aderenti, considerando che nell’Isola vi sono poco più di 8.000 iscritti, di cui la metà distribuiti tra Catania e Palermo”.
 
Come valuta l’accorpamento degli Ordini per provincia?
“È problema non soltanto siciliano, ma di carattere nazionale. La mia posizione a riguardo è la seguente: bisogna considerare i pro e i contro, perché è innegabile che la presenza di un Ordine piccolo rappresenti un presidio nel territorio, considerando anche la figura del commercialista, che in quest’ultimo periodo è in evoluzione continua e sta svolgendo un ruolo sociale molto importante. Bisogna pensare molto bene alla soppressione degli Ordini, anche se piccoli, perché rappresentano un riferimento per il territorio. Allo stesso tempo, data la loro dimensione, per il numero esiguo di iscritti, alcune realtà soffrono a causa dei bilanci, non riuscendo a far fronte a tutti gli obblighi. C’è da dire però che la tendenza generale, almeno per il momento, non va verso l’accorpamento. Prevale, quindi, il primo ragionamento”.
 
 
Come sta cambiando la professione?
“Il nostro Ordinamento professionale compie dieci anni, perché è entrato in vigore nel 2008, quando si è realizzato l’Albo unico tra dottori commercialisti e ragionieri commercialisti. Dopo dieci anni stiamo lavorando a delle ipotesi di modifica, intervenendo sia sull’oggetto della professione, riducendo anche i casi di incompatibilità e cercando d’allargare le maglie, che lavorando in altri ambiti importanti, come per esempio la specializzazione. Quest’ultima rappresenta una vera scommessa, attraverso l’introduzione di un articolo ad hoc, il 39 bis dell’Ordinamento professionale, che prevede la figura del commercialista specializzato in un determinato ambito: dal tributario, al fallimentare e così via. Nei grandi centri il commercialista di base non esiste più, ma siamo tutti specializzati in una determinata branca”.
 
Quali sono i rapporti con gli altri Ordini professionali a voi più vicini?
“Sono ottimi con tutti, specialmente con Ordine degli avvocati e Consiglio notarile, professioni vicine alla nostra attività. A luglio, con queste due categorie, abbiamo costituito un’associazione, già esistente a livello nazionale, che si chiama ‘Economisti e giuristi insieme’, portandola a livello locale. Abbiamo due obiettivi fondamentali: formazione, dato che sono tantissimi gli argomenti in comune su tematiche trasversali e, portare avanti delle istanze comuni. Fare lobby nel senso positivo della sua accezione. L’unione e la sinergia tra le varie forze sono importanti per affrontare tematiche difficili. Le tre categorie sono rappresentate dai rispettivi presidenti: Giuseppe Balestrazzi per i notai, Maurizio Magnano di San Lio per gli avvocati, e il sottoscritto per i Commercialisti. Questa è una delle più importanti novità del 2018”.
 
Quali sono le novità più significative in tema di formazione?
“Esisteva un progetto a livello nazionale, risalente al 2015, che prevedeva 14 macro-aree con al loro interno delle scuole di alta formazione, le cosiddette Saf. Mancava solo quella siciliana, tra l’altro presidi riconosciuti dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e, inizialmente, anche aiutate dal punto di vista economico per poter partire e iniziare a organizzare dei corsi. Il 26 aprile del 2017 l’abbiamo costituita e oggi rappresenta il mio fiore all’occhiello. Ho l’onore di essere il primo presidente nel primo triennio. Una scuola a cui hanno aderito tutti e 14 Ordini professionali siciliani e le quattro Università presenti sul territorio cioè Palermo, Catania, Messina e la Kore di Enna. Sono già partiti i primi corsi. Questa scuola ha l’obiettivo sia della specializzazione che quella dell’aggregazione: bisogna associarsi sempre più per portare maggiori risultati, questa è la direzione che devono prendere i giovani. Noi come Ordine dedichiamo tantissimo tempo ai giovani, sia in termini di risorse che di formazione, ai tirocinanti e ai giovani iscritti. Abbiamo un corso per tirocinanti, sia per la preparazione agli esami di Stato che per creare tra lo loro una sorta di network, una rete da creare sin dall’inizio. Bisogna pensare che il numero dei tirocinanti si aggira intorno a 160-170, un numero considerevole. All’ultimo corso di formazione, che ha una durata di 240 ore, è appena iniziato e si concluderà a maggio, si sono iscritti in 56. Io noto che tra i giovani c’è un avvicinamento all’Ordine e per me esso rappresenta la casa di tutti gli iscritti, cercando di attuarla attraverso i fatti, coinvolgendoli e accogliendoli”.

Articolo pubblicato il 07 dicembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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