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Catania - Dissesto, il Governo partorisce "l'aiutino" per la Giunta, ma se ne frega dei fornitori
di Desirée Miranda

Primo ok alla Camera all’emendamento ribattezzato Salva Catania. Che però non salva affatto la città né tende una mano ai creditori, ma si limita a eliminare le sanzioni aprendo qualche spazio di manovra in più per la Giunta

Tags: Catania, Dissesto, Fabio Cantarella



CATANIA - “Tutto il gruppo della Lega ha votato in favore e l’emendamento è passato. Sono contento della linea intrapresa che non è quella di concedere denaro a fondo perduto o con l’obbligo di restituzione come avvenuto in passato. Non è beneficenza, adesso abbiamo gli strumenti per ripartire e lavorare da soli. E per dimostrare quello che valiamo”.
 
Parla così l’assessore leghista del Comune di Catania, Fabio Cantarella, a proposito dell’emendamento alla Manovra di governo denominato “Salva Catania” votato dalla commissione Bilancio, la quinta della Camera, che però - si badi bene - non salverà la città dal default ma renderà più leggere le sue conseguenze, eliminando sanzioni e aprendo qualche spazio di manovra in più per la Giunta.
 
Un procedimento voluto dal Governo nazionale per aiutare le città in dissesto, ma che nei fatti sembra cucito addosso alla città etnea, che vedrebbe arrivare nelle sue casse circa 7 milioni di euro. Un provvedimento che, a quanto pare, non rimarrà da solo. All’articolo 60 sono ben quattro i commi e quindi i provvedimenti adottati.
 
Nel dettaglio, il comma 1 elimina le sanzioni per chi ha sforato il patto di stabilità se ha rinnovato l’amministrazione nella tornata elettorale del giugno 2018; il comma 2 invece elimina le limitazioni che sarebbero derivate dal mancato rispetto del Patto e del saldo non negativo previsto dalla legge n.208 del 2015. Quest’ultimo riguarda gli enti locali “per i quali la violazione è stata accertata dalla Corte dei Conti e che, alla data del predetto accertamento, si trovano in dissesto o in piano di riequilibrio pluriennale”, si legge nel documento.
 
Con il terzo comma, per i Comuni che hanno adottato la procedura semplificata, si eliminano le ulteriori sanzioni derivanti dal “mancato raggiungimento del saldo obiettivo come conseguenza diretta del pagamento dei debiti residui mediante utilizzo di quota dell’avanzo accantonato”.
 
Il quarto e ultimo comma, in fine, elimina le sanzioni amministrative relative al mancato rispetto del saldo non negativo per l’anno 2016 per i Comuni in dissesto o in piano di riequilibrio pluriennale.
 
“Questi sono fatti”, dice ancora l’assessore Cantarella, “una risposta a tutti quelli che, come Stefania Prestigiacomo, hanno puntato il dito contro il governo e che hanno remato contro. Lei pretendeva di cofirmare l’atto, ma la maggioranza è Lega/5 stelle e mettere la sua firma significava rovinarlo”, dice l’assessore.
 
Un provvedimento che il sottosegretario dell’Interno e commissario regionale della Lega, Stefano Candiani, definisce “di buonsenso, perché le colpe della vecchia amministrazione comunale non possono ricadere sulla nuova. Stiamo mantenendo la nostra promessa al sindaco Pogliese e ai catanesi di non lasciarli da soli in questa situazione difficile”.
 
Quella approvata alla Commissione bilancio della Camera, comunque, non è la sola linea del governo per aiutare i Comuni. Fabio Cantarella annuncia anche “un maxi emendamento previsto al Senato, sempre nella finanziaria fatta dal Governo, con il quale si introducono i tributi locali in bolletta. Dovrebbe avere la fiducia. Quindi se lo inseriamo, come pare, non dovrebbe avere nessun tipo di problema”, afferma. Un provvedimento più volte richiesto dal sindaco Salvo Pogliese perché permetterebbe di incassare circa 40 mila euro ogni anno e che sembra stia per vedere la luce.

Articolo pubblicato il 07 dicembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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