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Economia circolare, un passo in avanti per ridurre l'impatto ambientale
di Redazione

Al Maker Faire 2018 di Roma, Eni ha allestito un ristorante per far conoscere come trasformare i rifiuti in energia. Grazie alle nuove tecnologie, Eni continua ad abbattere la componente carbonica delle attività. Servono generosità, l’impegno di tutti e un deciso cambio di mentalità

Tags: Economia, Economia Circolare, Ambiente, Eni



GELA (CL) – Clima ed energia: i grandi fattori da bilanciare per guardare ad un futuro migliore. Ci troviamo nel pieno di una transizione energetica diversa da quelle che l’hanno preceduta dall’inizio dell’era industriale.
 
In passato, a decidere la direzione di marcia erano le dinamiche dei mercati, le infrastrutture e gli avanzamenti tecnologici alimentati dall’utilizzo prima del carbone, poi degli idrocarburi. Stavolta a guidare i processi deve essere la protezione dell’ambiente, per una transizione che riduca l’impatto delle attività dell’uomo.
 
La sfida è enorme, ma altrettanto lo è l’opportunità che ci si presenta di fronte: salvare il pianeta creando al contempo un’economia nuova, più inclusiva, costruendo un’intera gamma di imprese e posti di lavoro che ancora non esistono. Questa è la sfida che Eni è pronta ad accettare.
 
Servono generosità, l’impegno di tutti e un deciso cambio di mentalità nei Paesi più avanzati. Chi vive nelle società più ricche consuma più di quello di cui ha bisogno, il triplo della media mondiale. Sprecando così risorse - dall’acqua alle ricchezze del suolo - e lasciandosi alle spalle e nei mari una crescente scia di rifiuti.
 
Non possiamo più permetterci il consumismo che si è sviluppato dal secondo dopoguerra in poi. I nove miliardi di persone che abiteranno la Terra nel 2040 non potranno consumare con lo stesso modello adottato dal miliardo di privilegiati dei Paesi sviluppati. Serve un sistema diverso, che assicuri benessere a tutti ma preservi il pianeta.
 
L’economia circolare è una realtà in tutto il mondo, in varie forme, con idee e metodi differenti, ma con il medesimo intento: cambiare in parte il nostro stile di vita, quello che abbiamo condotto finora non è ormai sostenibile per il pianeta. Diamo per scontato il benessere, il cibo, l’energia; usiamo quello che ci serve e buttiamo gli scarti senza curarcene troppo, ci siamo accorti di averlo fatto per troppo tempo. Nasce così una nuova cultura, proiettata verso un nuovo mondo.
 
Con il suo allestimento al Maker Faire 2018 - importante appuntamento sull’innovazione tenutosi a Roma dal 12 al 14 ottobre scorso - Eni, che è anche partner dell’evento, ha comunicato visivamente il suo intento di adottare un approccio circolare all’economia, accettando la sfida. All’interno dell’evento, il “cane a sei zampe” ha allestito un ristorante circolare, attraverso il quale è stato possibile conoscere alcune delle tecnologie che l’azienda utilizza per trasformare i rifiuti in nuova energia. Gli oli di frittura esausti che diventano biocarburante, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani che si trasforma in bio-olio e in bio-gas e la plastica che si tramuta in soluzioni per il risparmio energetico.
 
Il menù del ristorante ha offerto una porzione di frittura e una centrifuga, serviti in contenitori di plastica riciclata. Ma non è tutto: infatti, all’interno dello spazio espositivo sono stati allestiti anche dei laboratori rivolti ai più giovani, incentrati sull’insegnamento del valore del riuso e sulla realizzazione di accessori fatti con materiali di riciclo.
 
“Alla Maker Faire di Roma, nello stand Eni basato sull’economia circolare abbiamo aiutato i ragazzi a diventare protagonisti del cambiamento e ambasciatori nei confronti delle loro famiglie, dando loro le informazioni essenziali su questa svolta verso un mondo più sostenibile con una serie di giochi educativi che permettono loro di capire questi concetti e trasmetterli alle loro famiglie ed ai loro amici – ha affermato Luca Longo, responsabile della comunicazione scientifica Eni. Abbiamo messo in campo attività dedicate ai ragazzi più grandi e alle loro famiglie, ma anche nei confronti dei bambini più piccoli”.
 
“Siamo lontani dal contenere l’aumento delle temperature ben al di sotto del limite dei 2°C fissato dalla COP21 di Parigi - afferma Claudio Descalzi, amministratore delegato Eni - Dovremmo scendere entro il 2030 dagli attuali 32 a 24 miliardi di tonnellate di CO2 che emettiamo ogni anno nell’atmosfera, ma al ritmo attuale rischiamo invece di salire a 34 miliardi. Secondo l’International energy agency (Iea), di questo passo la temperatura salirà di 2,7°C ed entro il 2040 avremo esaurito il limite massimo di emissioni che assicura il contenimento entro i due gradi”.
 
Non c’è dubbio che il settore dell’energia, che per decenni ha permesso al mondo di crescere e alle economie di prosperare, ha anche contribuito all’aumento delle emissioni e ha quindi un compito di primo piano nel ridurle. Eni ha già abbattuto drasticamente la componente carbonica delle attività.
 
La ricerca scientifica e la digitalizzazione ora stanno aiutando a fare ancora di più: soluzioni digitali smart da applicare in tutti gli ambiti possono contribuire a ridurre entro il 2030 del 20% le emissioni di CO2.

Articolo pubblicato il 16 dicembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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