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Trapani - Restauro di Palazzo Lucatelli, si allontana sempre più "il sogno"
di Pietro Vultaggio

Il progetto esecutivo finanziato con 2 milioni di euro bloccato per colpa della burocrazia. Lo stabile intanto cade a pezzi, l’ultimo crollo risale allo scorso 23 novembre

Tags: Trapani, Palazzo Lucatelli



TRAPANI - “Abbiamo bisogno di un teatro !”, questo è il grido di tutti i trapanesi. Un urlo silenzioso che dura dal 1943. Settantacinque anni fa gli alleati americani bersagliarono Trapani per liberarla dai tedeschi. Il Teatro Garibaldi venne parzialmente distrutto, ma nessuno pensò di recuperarlo e, al suo posto, si edificò la Banca d’ Italia.
 
Lo scorso 23 novembre è crollato il tetto di Palazzo Lucatelli, luogo pensato per il nuovo teatro. Un altro bombardamento, stavolta di abbandono, alla cultura trapanese. Tempestivo l’intervento del Comune, per mettere in sicurezza l’area e tutelare l’incolumità dei residenti. Una storia lunga quella del “Lucatelli”, che si intreccia con un ospedale, con la mancanza di un teatro, con un comune che lo vuole a tutti i costi e con dei finanziamenti che non arrivano mai.
 
 
Fino al 1968, lo stabile viene usato come ospedale cittadino, per poi essere abbandonato a causa del terremoto. Nel 2004, il Comune riesce ad acquistare l’ex nosocomio, cedendo all’ Asl alcuni terreni ed edifici siti in Erice. Il 26 agosto del 2004, l’Amministrazione comunale incarica l’ architetto romano Paolo Rocchi, spendendo quasi 200.000 euro, con la speranza di poter prendere in tempo un bando e costruire finalmente un teatro, proprio all’interno di Palazzo Lucatelli. L’autorizzazione della Soprintendenza non arriva. Dopo vari tentativi, per fare in modo che il piano venga approvato, il bando si perde. Nel 2010, si inserisce l’Ente Luglio Musicale, un teatro di tradizione che organizza eventi culturali. Il Luglio Musicale ha 720 mila euro nelle casse da poter usare solo per investimenti. Dopo aver fatto una stima di un milione di euro dell’ex ospedale, l’amministrazione comunale vende all’Ente il 72,9 % della proprietà. In questo stesso anno viene rintracciato un bando, indetto da Arcus S.p.A. per finanziare progetti di rifunzionalizzazione. Abbandonata l’idea di un teatro con una spesa minima di 15.000.000 di euro, nasce il programma alternativo per la costruzione di un Polo Culturale Polifunzionale. Il progetto, con una spesa complessiva di 2.000.000 di euro, viene scelto dalla stessa società, ma il comune non riesce a presentare un piano di fattibile realizzazione.
 
“Nel 2014 sono stato nominato consigliere delegato e direttore artistico del Luglio - dichiara De Santis – e proprio quell’anno la società pubblica finanziatrice (Arcus S.p.A., oggi Aled S.p.A.) stava per revocare il finanziamento del 2010. Nel gennaio 2015, io e il senatore d’ Alì andammo a Roma per parlare con i dirigenti di Arcus e riuscimmo ad ottenere una proroga. Dovevamo adesso riformulare un progetto che fosse attuabile rispetto a quelli irrealizzabili del 2005. I tempi accordati da Arcus erano ridottissimi. In pochi mesi riuscimmo a stilare un piano, grazie all’ingegnere Stefano Nola che lavorò per pochi soldi, risparmiando 400.000 euro rispetto alla cifra assegnata. Il progetto ottenne tutti i pareri richiesti dalla legge”. Arcus indica di destinare la cifra risparmiata per ampliare l’intervento. Ma la nomina dell’ingegnere Nola non è a norma. Per cavilli burocratici, il finanziamento si blocca nuovamente.Nel marzo del 2018 la AlesS.p.A. manda una nota al Comune di Trapani con l’intenzione di revocare la somma. Andreana Patti, nuovo assessore della giunta Tranchida, contatta la società finanziatrice per cercare di riprendere la sovvenzione.
 
“Ho tenuto i contatti – dichiara l’assessore Patti - con l’ente che ha deliberato il finanziamento. Ho sentito l’architetto Paglialunga (nuovo responsabile della società per il procedimento del Comune di Trapani). L’appuntamento è per l’ 8 di gennaio.

Articolo pubblicato il 25 dicembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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