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Politiche del lavoro e supporto allÂ’utenza
di Annalisa Giunta

Forum con Francesco Ascia, direttore Uff. Prov. del Lavoro e Massima occupazione Caltanissetta

Tags: Francesco Ascia



CALTANISSETTA - Quali sono state le principali novità che hanno caratterizzato l’attività del vostro ufficio nel corso dell’ultimo anno?
“Gli uffici provinciali del Lavoro attivi sul territorio siciliano stanno attraversando un periodo di profondo cambiamento, processo avviato nel 2003. Prima eravamo gli unici intermediari tra l’offerta e la domanda di lavoro, detenendo una situazione di monopolio in tal ambito, mentre adesso con la nuova legge, voluta anche dagli indirizzi dettati dall’Unione Europea, questa situazione è venuta meno tanto è vero che sono nate tante agenzie di collocamento. Il nostro ruolo adesso è quello di essere parte attiva nelle politiche del lavoro. Dobbiamo prestare, così come ha ribadito l’assessore, attenzione al nostro territorio capendone le necessità e agendo in tal senso e svolgendo allo stesso tempo un’attività di supporto verso tutti i cittadini in cerca di lavoro”.

In che modo svolgete questa attività di supporto nei confronti dei cittadini?
“Con i disoccupati o coloro che cercano un’attività lavorativa diversa svolgiamo dei colloqui di collocamento grazie al quale facciamo un bilancio di competenze. In questo modo riusciamo a capire cosa il soggetto interessato ha fatto e cosa vorrà fare e quindi ad avviarlo a percorsi che possono essere quelli dell’istruzione, della formazione lavorativa, dei tirocini formativi oppure a trovare soluzioni lavorative. I dati raccolti durante il colloquio vengono inseriti, da un anno, nel “Sil” (Servizi integrativi al lavoro), un servizio che permette di mettere in rete tutti i lavoratori con il proprio bilancio per essere appetibili alle aziende che ricercano personale”.

Nel 2009 quanti lavoratori avete seguito in questo percorso?
“In un anno abbiamo avuto circa 15 mila colloqui di orientamento, di cui circa 6 mila a Caltanissetta, altrettanti su Gela e 3 mila a Mussomeli”.

Dallo studio del territorio in ambito del settore lavorativo cos’è emerso?
“Il territorio della provincia di Caltanissetta è variegato, abbiamo tre centri per l’impiego e tre territori diversi l’uno dall’altro. Se guardiamo l’entourage del territorio di Caltanissetta ha pochissime industrie, molti servizi e attività commerciali. La zona del vallone invece presenta pochissime industrie e molta agricoltura, mentre il sud del territorio è industrializzato e molto commercializzato, ma mancano i servizi. Un territorio che ha risentito moltissimo della crisi nazionale e globale che ci ha “tagliato le gambe”. Nel Sud, infatti, abbiamo avuto nel 2009 una domanda di ammortizzatori sociali, principalmente di cassa integrazione ordinaria, del 440% in più rispetto al 2008. Sul territorio nisseno l’ incremento di cassa integrazione è stato del 280% rispetto al 2008 dove era quasi zero. Inoltre dall’analisi effettuata è emerso come il territorio richiedeva figure nell’ambito dell’artigianato (cuochi, camerieri, gelatai, pizzaioli). Visto che il territorio non ce li forniva, abbiamo puntato sulla formazione professionale. Grazie a questa formazione abbiamo avuto su Gela e Caltanissetta un boom di richieste di offerte di lavoro on line con l’avviamento di 300 persone. Siamo riusciti anche ad avviare anche 8 nisseni a Disneyland attraverso l’Eures”.

Qual è la disoccupazione in provincia?
“La disoccupazione nel nostro territorio si aggira intorno al 30%. Un dato non del tutto veritiero in contrasto con i dati ufficiali che noi come ufficio provinciale del lavoro forniamo. Il problema è che sfuggono all’attenzione i casi del “lavoro nero” ma anche dei parzialmente occupati; dei part time a due ore che svolgono un’attività regolarmente censita ma che sviluppano un reddito al di sotto la media dei 4 mila euro; le forme di artigianato e di apprendistato che possono essere più o meno regolarizzate; le forme di attività lavorativa di collaboratore familiare”.

Di quanti dipendenti disponete?
“Il personale in provincia è di 141 unità, di cui 76 unità solo a Caltanissetta che dispone oltre dell’Ufficio provinciale del lavoro anche del centro per l’impiego, mentre la restante parte è suddivisa negli altri due centri per l’impiego siti a Gela e Mussomeli. Un personale con una professionalità molto alta, quasi non riscontrabile in nessuna altra provincia. Spesso il nostro personale lavora anche per la Regione, infatti, l’anno scorso abbiamo “prestato” 4 unità al dipartimento regionale per un tempo limitato”.
 

 
Uffici informatizzati e collegati in rete e protocollo d’intesa per lo scorrimento veloce Cl-Ag

A che punto è l’informatizzazione dell’ente?
“L’ufficio provinciale del lavoro è informatizzato, così come tutti e tre i centri per l’impiego esistenti sul territorio e sono collegati in rete tra di loro. Un’informatizzazione che ha visto un passaggio graduale, la prima ondata ha riguardato gli uffici provinciali, si è passati poi ai centri per l’impiego mentre adesso stiamo aspettando che vengano informatizzati i recapiti più importanti della provincia. Si ricordi, che noi abbiamo 22 comuni in provincia e quindi abbiamo 19 recapiti tutti aperti da informatizzare”.

Com’è il rapporto con le altre istituzioni locali?
“Un buon rapporto di collaborazione che ci ha portati anche alla stipula di diverse convenzioni con diversi enti. Di recente abbiamo siglato un protocollo con il prefetto di Agrigento atto a garantire la legalità per i lavori delle aziende del nisseno che stanno partecipando al rifacimento dello scorrimento veloce Cl-Ag. Tra i protocolli d’intesa siglati anche quello per tutelare i disabili nel campo lavorativo, settore in cui abbiamo raggiunto degli obiettivi di un certo livello rispetto le altre province. Nel 2009 abbiamo chiuso 150 avviamenti, di cui una trentina nel settore pubblico, con un pagamento da parte delle aziende per esoneri parziali di circa 430 mila euro, inoltre abbiamo programmato assunzioni di disabili fino al 2012. Un dato positivo se pensiamo che abbiamo 7 mila disabili iscritti alle liste di collocamento. Al momento stiamo lavorando con aziende che in essere che pagano qualcosa come 200 mila euro all’anno di esonero parziale e li stiamo invogliando a fare un protocollo di intesa per trasformare queste somme che pagano in occupazione”.

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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