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Quotidiano di Sicilia

Diritti umani: "Sindaci pronti a restituire la fascia tricolore"
di Patrizia Penna

Durissimo il presidente dell'Anci Decaro che per il Decreto sicurezza parla di "problemi concreti" e risponde per le rime a Salvini che torna a parlare di "pacchia" e chiede ai primi cittadini di dimettersi: "basta minacce, lui stesso invitava i sindaci a disobbedire ". Sempre più persone si schierano con Orlando, che spiega "tutti i regimi della storia hanno sempre avuto inizio con una legge razziale disumana"

Tags: Decaro, Orlando, Salvini, De Magistris, Decreto Sicurezza, Anci



"Se Salvini ritiene che il mestiere di sindaco sia una pacchia siamo pronti a restituirgli, con la fascia tricolore, tutti i problemi che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare".
 
Durissima la risposta del presidente dell'Anci, il sindaco di Bari Antonio Decaro, alle continue provocazioni del capo della Lega nord, che ieri aveva sottovalutato la portata della decisione di Orlando e soprattutto quel che avrebbe scatenato, e oggi, inviperito, ha minacciato i primi cittadini chiedendo, in diretta Facebook, a Orlando e De Magistris di dimettersi. E definendoli sui social "Amici dei clandestini, traditori degli italiani" ha aggiunto in un'intervista che bisogna premiare i sindaci buoni e punire quelli cattivi.
 
"I sindaci - ha detto Decaro - sono quotidianamente in trincea e sono tenuti a dare ai bisogni dei cittadini risposte che non possono essere inefficaci, specie se si tratta di diritti civili e protezione sociale. Per questo auspico che il ministro dell'Interno, contribuendo ad abbassare i toni della polemica, ci convochi per discutere delle modalità operative e dei necessari correttivi alla norma".
 
"Ribadisco - ha concluso - l'invito a riunire ministero e sindaci per risolvere i problemi che questa legge, oggettivamente, crea, così come avevano paventato prima della conversione, la commissione immigrazione dell'Anci e molti consigli comunali"
 
"Riguardo alle minacce - ha concluso il presidente dell'Anci - che il ministro dell'Interno rivolge ad alcuni sindaci, non vorrei essere costretto a fargli notare che poco tempo fa, prima di diventare ministro, egli stesso invitava platealmente i sindaci a disobbedire a una legge dello Stato, quella sulle unioni civili".
 
Sulla richiesta di dimissioni Leoluca Orlando ha risposto "E' la prova che Salvini non ha capito niente e che viviamo in mondi diversi: io sto agendo da sindaco".
 
Orlando, che sta raccogliendo sempre più sostenitori alla sua idea di sospendere alcuni articoli del cosiddetto Decreto sicurezza voluto dal capo della Lega nord Matteo Salvini perché non garantiscono i diritti umani, in mattinata aveva detto: "I regimi, tutti i regimi della storia hanno sempre avuto inizio con una legge razziale disumana spacciata per legge sulla sicurezza".
 
Per questo ieri aveva bloccato nel proprio Comune gli effetti del "Decreto Salvini" ordinando ai dirigenti dell'anagrafe di continuare a iscrivere nel registro dei residenti i migranti con regolare permesso di soggiorno.
 
"Oggi si comincia con i migranti - ha detto il sindaco di Palermo - e domani si prosegue con gli altri" e di legge incostituzionale aveva parlato anche il sindaco di Napoli, l'ex pm Luigi De Magistris.
 
"A Palermo, tra pochi mesi, ottanta minorenni, che studiano, lavorano e sono ospiti in comunità dove vivono ben integrati, compiranno 18 anni e dunque saranno illegali: è disumano e criminogeno".
 
Orlando ha annunciato che andrà davanti a un giudice civile per verificare "se questa legge del Parlamento sia conforme o non conforme: se il giudice ritiene che sia non manifestamente infondata e sia rilevante ai fini della decisione rimetterà gli atti alla Corte Costituzionale".
 
Poi la bordata contro Salvini di Decaro che aveva dapprima cercato di spiegare al capo della Lega nord, che ha sempre cercato di alimentare le spinte razziste del proprio elettorato e proprio in questi giorni si sono nuovamente moltiplicati in rete i "Forza Etna", quali fossero i problemi concreti con cui i sindaci dovevano confrontarsi a causa di una legge pasticciata come il Decreto Salvini.
 
"Le nuove norme - aveva detto - mettono noi sindaci in una oggettiva difficoltà: se ai migranti presenti nelle nostre città non possiamo garantire i diritti basilari assicurati agli altri cittadini, né, ovviamente, abbiamo alcun potere di rimpatriarli, come dovremmo comportarci noi sindaci? Inoltre quando si è deciso di chiudere i centri Sprar, che distribuendo su tutto il territorio nazionale il flusso migratorio assicuravano un'accoglienza diffusa, anticamera di una necessaria integrazione, alcune città hanno visto un aumento considerevole di stranieri nei centri Cas e Cara, a gestione ministeriale. Si è interrotto, così un percorso virtuoso di accoglienza e integrazione e si è favorito l'aumento di tensioni sociali nelle comunità di riferimento".
 
Da registrare che ventisei sindaci tra i cento d'Italia hanno firmato una lettera in cui si afferma che "il Decreto Sicurezza contiene norme e principi giusti e condivisibili" chiedendo un confronto nazionale in ambito Anci.
 
Intanto sempre più persone in Italia si schierano con Orlando e in rete pullulano i gruppi di sostegno e si sta preparando per domani in piazza a Pretoria a Palermo una manifestazione pubblica per sostenere la decisione del Sindaco alla quale hanno già aderito i sindacati e decine di associazioni tra cui Libera, l'Anpi e Legambiente.
 
 
 

Articolo pubblicato il 03 gennaio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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