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"Pascoli ancora in mano alla mafia". Il sindaco di Troina lancia l’allarme
di Redazione

Lettera al Presidente Mattarella: sconforto e paura. Dimissioni in assenza di soluzioni

Tags: Sicilia, Pascoli, Mafia, Fabio Venezia



TROINA (EN) - I mafiosi, nonostante l’interdittiva prefettizia antimafia, continuano a far pascolare i propri armenti nei boschi di proprietà del Comune e gestiti dall’Azienda silvo-pastorale. Lo ha denunciato Fabio Venezia, sindaco di Troina, che ha scritto una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
 
Il primo cittadino del comune ennese ha annunciato che, in assenza di soluzioni, intende dimettersi, consegnando la fascia tricolore al prefetto. “Ho provato sconforto e paura – ha affermato - specie all’indomani dell’attentato (nel maggio 2016, ndr) al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. Ho ricevuto minacce e intimidazioni, più volte ho denunciato gli affari illeciti della mafia, annullando gare d’appalto, accompagnando imprenditori a denunciare e sottraendo migliaia di ettari di terreni demaniali dalla gestione di famiglie contigue alla criminalità organizzata”.
 
“La recente assegnazione – ha aggiunto - di un lotto di terreni demaniali, sottratti a seguito di interdittiva antimafia, a una coop di giovani aveva creato un certo entusiasmo sulla possibilità di valorizzare il nostro immenso patrimonio boschivo. Entusiasmo che è subito scemato nei giorni scorsi, quando abbiamo scoperto, informando l’Autorità giudiziaria, che alcuni dei soggetti raggiunti da interdittiva prefettizia antimafia continuano a far pascolare, senza alcun titolo, i propri armenti nei boschi”.
 
Per il sindaco di Troina, quelli utilizzati nel territorio da lui amministrato “sono gli stessi metodi delle ‘ndrine calabresi, che esercitano l’oppressione mafiosa nel loro territorio facendo pascolare indisturbate le loro ‘vacche sacre’ nei terreni della povera gente”.
 
“C’è un clima pesante e insostenibile” ha concluso il primo cittadino del centro ennese, che spera in un intervento deciso e risolutivo delle istituzioni prima di mettere in atto clamorose proteste, che certamente non lancerebbero un segnale positivo.

Articolo pubblicato il 11 gennaio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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