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La Sicilia delle infrastrutture collegata alla crescita economica
di Rosario Battiato

L’ultimo rapporto dell’Ance getta un’ombra di scoramento sul decennio ritenuto “positivo”. I costruttori: tra il 1994 e 2004 Pil inferiore alle medie italiana e meridionale

Tags: Ance, Infrastrutture, Pil, Anas



PALERMO - Le infrastrutture sono direttamente collegabili allo sviluppo di una regione e quindi alla produzione di benessere e ricchezza. Proprio gli ultimi dati pubblicati nel Rapporto Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) gettano un’ombra di scoramento sullo stato siciliano come del resto testimonia il tasso di crescita annuo pari a 1,1% tra il 1994 ed il 2004, dato inferiore non solo alla media italiana (1,3%) ma anche a tutte le regioni meridionali con l’esclusione dell’Abruzzo (0,4%). La dotazione infrastrutturale assume in questo deficit di crescita un ruolo particolarmente rilevante.

“Più a Sud - si legge nel rapporto - si incontrano importanti e numerosi limitazioni alla capacità di trasporto in particolare dal Centro-Sud verso la Calabria, e conseguentemente verso la Sicilia, nonché dalla Grecia verso la Puglia”. Uno dei grandi limiti infrastrutturali riguarda la rete di trasporto dell’energia elettrica, situazione realmente preoccupante in Sicilia dove infatti la dispersione dei prezzi dell’energia elettrica dovuta ai limiti di trasmissione della rete tra luglio 2007 e giugno 2008 è arrivata a quota 96,3 euro/MWh, cifra record in Italia. A tal proposito il Governo ha recentemente emanato un decreto proprio per fare in modo che la situazione delle isole maggiori possa in qualche modo trovare rimedio.
Il Piano Anas per le opere infrastrutturali di nuova realizzazione prevede che tra il 2007 e il 2011 vengano realizzate nell’Isola 26 nuove opere, 12,4% dell’intervento nazionale ed è la componente maggiore, per una spesa pari a 646 milioni di euro, 8,9% del totale nazionale.

La Sicilia può inoltre vantare 23,2% nella distribuzione delle risorse dei Fondi Strutturali 2007-2013 per una cifra pari a 3.894.240.620 euro da investire in Infrastrutture Reti e Mobilità, Energia, Protezione Ambientale e Prevenzione Rischi e altre infrastrutture.
Rispetto alla scorsa programmazione infrastrutturale (2000-2006) l’Isola ha praticamente mantenuto invariata la variazione di fondi Por, facendo registrare un aumento dello 0,1% a differenza di altre regioni come la Calabria (+32,0%), della Puglia (+61,7%) e della Campania (+12,9%).

Poi ci sono i fondi per le aree sottoutilizzate. “Sicilia, Campania e Sardegna – si legge nel rapporto - con dotazioni pari rispettivamente a 4.094, 3.896 e 3.105 milioni di euro, sono le regioni del Mezzogiorno che beneficiano dei finanziamenti più importanti nell’ambito dei programmi regionali del Fas”. A proposito della vitalità invece del settore gare risulta una Sicilia a due velocità. Buona interazione per quanto riguarda le gare private. “Dal confronto interregionale - si legge nello studio Ance - sul numero di gare bandite, si evince che la regione più dinamica da tale punto vista risulta essere la Campania con 22 gare, seguita dalla Sicilia (23 gare), dalla Sardegna (20) e dalla Lombardia (16)”. Solo 4 invece risultano le gare ad iniziativa pubblica nel 2008, cioè uno dei dati peggiori tra le regioni italiane.

Articolo pubblicato il 11 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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