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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Quei ben poco “amabili resti” che ammorbano tutta la città
di Luca Insalaco

Il sindaco Cammarata: “I cittadini devono segnalarci aree da bonificare ed eventuali responsabili”. Le discariche abusive restano una presenza molesta difficile da debellare

Tags: Palermo, Rifiuti, Diego Cammarata



PALERMO – Nella città che cerca faticosamente di abituarsi alla raccolta differenziata porta a porta, le discariche abusive restano una presenza molesta difficile da debellare. Nonostante le sanzioni penali previste per chi viene sorpreso a gettare rifiuti ingombranti e pericolosi, mobili ed elettrodomestici di ogni tipo continuano ad “arredare” le strade palermitane, senza distinzioni geografiche.

Un fenomeno, oltretutto, che finisce per appesantire finanziariamente le già debilitate gambe dell’Amia. Tanto che l’azienda dei rifiuti intende liberarsi di questo fardello. Il nuovo corso dell’azienda, fatto di tagli ed economie di spesa, non prevede più servizi quali il ritiro gratuito a domicilio e la bonifica delle discariche. In attesa, tuttavia, che il Comune affidi il servizio a un nuovo gestore, sarà sempre l’ex municipalizzata a garantire gli interventi, in virtù di una proroga con integrazione al contratto di sevizio sottoscritta dalle due parti.

“Il punto non è – ha di recente affermato il sindaco Diego Cammarata - chi deve andare a pulirle, ma combattere chi le crea. Le discariche abusive, infatti, hanno origine non perché l’Amia effettua la bonifica, quanto piuttosto perché ci sono delinquenti che le fanno nascere. E poi l’amministrazione comunale deve farsi carico di eliminare l’abuso. I cittadini devono aiutarci segnalandoci aree da bonificare ed eventuali responsabili”.

Il bilancio dei controlli per la tutela ambientale del Comando provinciale dei Carabinieri, dell’1 al 23 gennaio, parla di nove persone denunciate (tre nel capoluogo) e undici arrestate, oltre al sequestro di cinque automezzi e di 5 discariche per una superficie complessiva di quasi diecimila mq. Le sanzioni previste dall’art. 6 del D.l. n.172/2008 per l’emergenza rifiuti vanno da tre a sei anni di reclusione per chiunque volontariamente abbandoni (immetta acque di scarico o incendi) rifiuti pericolosi, speciali o rifiuti domestici ingombranti, e fino a sette anni per chi realizzi o gestisca una discarica di rifiuti pericolosi (quelli contenenti sostanze chimiche o altamente inquinanti), oltre in ogni caso al sequestro del veicolo utilizzato per il reato.
Intanto, proprio per contrastare il fiorire discariche, dal primo febbraio l’Amia ha riattivato le otto postazioni mobili, una per ogni circoscrizione, per il conferimento dei rifiuti ingombranti, ferrosi, elettrici ed elettronici da parte dei privati.
 

 
Bellolampo. Percolato e disastro colposo
 
PALERMO – Bellolampo continua a destare allarme. Il pericolo stavolta viene percolato, per la cui presenza abnorme nella discarica la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo d’inchiesta, ipotizzando il reato di disastro colposo, indagando Gaetano Lo Cicero, commissario liquidatore di Amia.
“Il problema del percolato è innegabile, si è creato un laghetto di circa 2500 metri cubi che sarà prosciugato in tempi brevi” ha detto Lo Cicero, che però ha escluso che al momento esista un rischio di inquinamento per le falde acquifere. 
La definizione di laghetto “per una pozza di 100 metro di diametro è a dir poco eufemistica” secondo il capogruppo del Pd a Palazzo delle Aquile Davide Faraone, che ha chiesto di conoscere le ragioni per le quali l’impianto di triturazione della discarica non sia mai entrato in funzione.

Articolo pubblicato il 11 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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