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Quotidiano di Sicilia

Intervista a Giuseppe Collura: "Rischio sismico, in regola un Comune su 5"
di Rosario Battiato

Parla il presidente dell’Ordine dei geologi di Sicilia. “Solo 58 hanno studi di microzonazione” ma in totale sono 282 gli Enti dell’Isola obbligati per legge a effettuarli. “L’enorme patrimonio siciliano, fatto di monumenti storici, di edifici, di infrastrutture, di opere pubbliche e private merita una grande capacità di analisi del costruito"

Tags: Giuseppe Collura, Rischio Sismico, Terremoto, Sicilia



PALERMO – Giuseppe Collura è presidente dell'Ordine dei Geologi di Sicilia. L'abbiamo intervistato per conoscere la posizione degli addetti ai lavori in relazione allo stato della prevenzione del rischio sismico e ai fattori di rischio in Sicilia.
 
Qual il vostro ruolo, come geologi, nella gestione della prevenzione sismica?
“Sul piano della prevenzione sismica, la comprensione delle condizioni geologiche di sito, negli aspetti legati al comportamento dei terreni in caso di un evento sismico è fondamentale per attivare qualsivoglia strategia di Pianificazione. La messa in sicurezza del territorio anche da un punto di vista sismico rappresenta dunque un altro elemento di priorità nella direzione della sicurezza, della prevenzione e della tutela dei beni naturali e antropici, essendo anch'essa strettamente correlata allo sviluppo economico e sociale ed avendo come elemento di base la necessità di una approfondita conoscenza geologica”.
 
 
In Sicilia si continua a costruire - negli ultimi anni è cresciuto, seppur di poco, il consumo di suolo - anche se ci sono tantissimi immobili vuoti da riqualificare energeticamente o da mettere in sicurezza che non vedono, stando agli ultimi dati dell’Enea, un grande interesse da parte dei siciliani nonostante gli incentivi governativi del sismabonus e dell'ecobonus. Esiste un modo per invertire questa tendenza?
“L’enorme patrimonio siciliano, fatto di monumenti storici, di edifici, di infrastrutture, di opere pubbliche e private merita una grande capacità di analisi del costruito, ma allo stesso tempo la consapevolezza dei caratteri intrinseci dei territori, e una visione che deve, in alcune circostanze, andare oltre le indicazioni minime riportate nelle norme a disposizione. A fronte di tali ragioni sussiste la necessità di rendere applicabili e utilizzabili tutte le forme di investimento e/o incentivo che possano riguardare la messa in sicurezza del territorio rispetto al possibile verificarsi di eventi sismici e l'ultimo terremoto del 26 dicembre 2018, che ha interessato l'area etnea, costituisce un ulteriore e recente riprova dall'elevata esposizione del territorio siciliano a tale rischio”.
 
Come procede l'azione di prevenzione sul territorio?
“Lo scorso anno sono stati appaltati i lavori per la realizzazione degli studi di Microzonazione sismica nella regione Sicilia, e questo consentirà di realizzare nei comuni siciliani, che attualmente non risultano supportati da tali importanti attività di conoscenza, un importante strumento d’uso del territorio, propedeutico a molte attività di pianificazione ma soprattutto indispensabile per tutte le azioni progettuali di miglioramento ed adeguamento sismico delle strutture”.
 
Quanti comuni hanno già proceduto ad attivarla?
“Ad oggi difatti solo in 58 Comuni siciliani sui 282 individuati dalla normativa di riferimento sono stati effettuati gli studi di microzonazione sismica, ai sensi dell'ordinanza di P.C. 3907/2010. La microzonazione sismica (MS) ha lo scopo di definire ad una scala di dettaglio locale (Comunale o sub-Comunale) le condizioni geologiche e geomorfologiche nel senso più ampio che possono modificare sensibilmente le caratteristiche del moto sismico atteso (moto sismico di riferimento) determinando nel sito, nelle costruzioni e nelle infrastrutture anche effetti cosismici rilevanti (cedimenti, frane, liquefazione, movimenti differenziali, deformazioni permanenti, etc.)”.

Articolo pubblicato il 24 gennaio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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