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Quotidiano di Sicilia

Madonie accessibili a tutti, "Lavoriamo per abbattere ogni barriera"
di Paola Giordano

Inizia il viaggio nei parchi siciliani con l’intervista al commissario dell’Ente palermitano Salvatore Caltagirone. “Abbiamo avviato un progetto articolato in laboratori e percorsi sensoriali esportato in Giappone”

Tags: Salvatore Caltagirone, Ambiente, Parco Delle Madonie



PALERMO – Si può “campare” di sola bellezza? Sì, se si sfruttano appieno le potenzialità che il territorio offre. Le nostre aree protette, ad esempio, vantano luoghi che il mondo ci invidia ma senza un piano di sviluppo sostenibile che miri a valorizzare i tesori che la nostra Isola nasconde e che, contestualmente, contribuisca a rilanciare le attività commerciali che vi gravitano attorno, sono destinate a restare nel dimenticatoio. Inauguriamo oggi, con un’intervista al commissario straordinario dell’Ente Parco delle Madonie, Salvatore Caltagirone, una serie di approfondimenti relativi ai parchi naturali siciliani - uno nazionale (Pantelleria) e gli altri regionali (in ordine di estensione Nebrodi, Etna, Monti Sicani, Madonie e Alcantara) - per capire come essi vengono gestiti e quali iniziative sono state e saranno messe in atto per sviluppare il cosiddetto “turismo sostenibile”.
 
Quali attività avete avviato per sviluppare, in modo sostenibile, il Parco?
“Abbiamo riavviato, dopo vent’anni di stasi, il progetto sulla sentieristica, attivando le procedure per cominciare a lavorare sui sentieri, che sono l’abc di ogni parco: il finanziamento, che era partito vent’anni fa, finalmente sta trovando sbocco per questa attività. Abbiamo sfruttato un altro finanziamento, quello sui famosi trenta alberi monumentali presenti sul territorio di Polizzi Generosa, recuperato dopo dieci anni di stallo. Ho iniziato a lavorare sin dal primo giorno del mio insediamento sull’accessibilità del Parco. Il mio principale obiettivo è infatti garantire a tutti la possibilità di accedere al parco perché sono dell’idea che se esso non è per tutti non è per nessuno: abbiamo realizzato un’attività ribattezzata ‘Break the limit’, che lo scorso anno ha coinvolto i cinque Comuni dell’area e coinvolgerà gli altri dieci nel corso di questo e del prossimo anno. Si tratta di un’iniziativa che mira ad abbattere le barriere architettoniche e che è articolata in laboratori e percorsi sensoriali, visite guidate e una ciclo-staffetta denominata ‘Giro delle Madonie’ composta da bike, handbike, tandem, triride e montain bike. Questo progetto è stato esportato anche in Giappone”.
 
Altre iniziative per ampliare l’accessibilità del Parco?
“Stiamo lavorando sul campo dell’innovazione tecnologica per permettere a chi ha difficoltà motorie di vedere il Parco attraverso immagini virtuali visibili con particolari maschere che abbiamo sperimentato durante ‘Break the limit’. E stiamo realizzando percorsi sensoriali per consentire anche ai non vedenti di poter ‘assaporare’ il parco. Insomma progetti ne abbiamo fatti e ne stiamo mettendo in campo tanti, anche grazie al supporto dell’assessorato regionale con il quale abbiamo un’unità di intenti e che, pur tra mille difficoltà legate essenzialmente ai fondi disponibili, ha mostrato completa collaborazione”.
 
Tra i parchi che recentemente hanno ottenuto la celebre Carta europea del Turismo sostenibile non c’è traccia di quelli siciliani. Avete presentato o intendete presentare richiesta?
“Circa vent’anni fa il Parco delle Madonie aveva avviato la procedura per ottenere la Cets. Chi molto prima di me avviò le pratiche, quando si trattò di andare a colmare le prescrizioni, si rese però conto che il territorio non aveva le caratteristiche necessarie a ottenere la certificazione e l’iter si interruppe. Nel corso degli anni sono state avviate una serie di iniziative per raggiungere i requisiti richiesti e in particolare sono stati adottati un regolamento per gli acquisti verdi, il Gpp (Green public procurement) e la certificazione delle strutture recettive e ristorative attraverso un marchio di qualità finalizzato al rispetto dell’ambiente. Non ultimo, siamo riusciti, lavorando tantissimo perché avevamo ricevuto un ‘cartellino giallo’, a far riconfermare il parco nel sistema del Global geoparks network. La Cets dunque può e deve essere un obiettivo e noi stiamo lavorando anche in questa direzione”.

Articolo pubblicato il 27 gennaio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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