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Italia in recessione tecnica, Boccia: "Aprite i cantieri"
L’Istat diffonde la stima preliminare del Pil: -0,2% nel IV trimestre

Tags: Recessione, Istat, Economia, Vincenzo Boccia



ROMA - Il Pil italiano si è contratto dello 0,2% nel quarto trimestre del 2018, rispetto al trimestre precedente. Lo comunica l’Istat. L’Italia, che ha visto già un calo del prodotto interno lordo dello 0,1% nel terzo trimestre, entra in una fase di recessione tecnica. Su anno il Pil è aumentato dello 0,1 per cento.
 
“Nel quarto trimestre del 2018 - rileva l’Istat - si stima che il prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e sia aumentato dello 0,1% in termini tendenziali”.
 
Il quarto trimestre del 2018 - precisa l’Istat - ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in più rispetto al quarto trimestre del 2017. La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e in quello dell’industria e di una sostanziale stabilità dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto positivo della componente estera netta.
 
“Nel quarto trimestre del 2018 - spiega l’Istituto nazionale di Statistica - l’economia italiana ha segnato una contrazione, che fa seguito a quella, più modesta, registrata nel terzo trimestre. Tale risultato negativo determina un ulteriore abbassamento del tasso di crescita tendenziale del Pil, che scende allo 0,1%, dallo 0,6% del trimestre precedente”. Questa previsione, che ha natura provvisoria, riflette dal lato dell’offerta un netto peggioramento della congiuntura del settore industriale a cui si aggiunge un contributo negativo del settore agricolo, a fronte di un andamento stagnante delle attività terziarie.
 
La notizia della recessione tecnica ha scatenato le reazioni del mondo politico ed imprenditoriale. “Col nuovo governo - ha commentato su Twitter il senatore del Pd ed ex premier, Matteo Renzi - l’Italia ha perso 76 mila posti di lavoro (Istat) e Pil è per la seconda volta in negativo. Siamo in recessione. Chi vuol bene a Italia sa che le scelte di Salvini e Di Maio sono sbagliate. Ci stanno portando a sbattere: cambiamo strada prima che sia troppo tardi”.
 
Più che alle critiche, Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, pensa a possibili soluzioni per uscire dall’empasse: “L’Italia deve reagire quanto prima al rallentamento dell’economia. La strada è quella di aprire i cantieri sbloccando risorse già stanziate per 30 miliardi di euro. Bisogna fare in fretta perché a gennaio avremo un rallentamento ancora superiore.
 
“Dobbiamo reagire subito - ha continuato - c’è un rallentamento dell’economia globale, un rallentamento dell’economia della Germania, ed era ed è evidente che ci sarebbe stato un rallentamento anche dell’Italia, essendo il nostro un Paese ad alta vocazione all’export. Questo significa non fermarci alla constatazione dei dati. Evidentemente bisogna prendere atto della nuova fase e costruire delle dimensioni compensative della manovra economica”.
 
“Stiamo dicendo da tempo - ha osservato Boccia - di aprire immediatamente i cantieri. Ci sono risorse già stanziate per oltre 26 miliardi, che superano i 30 miliardi se consideriamo anche la Tav. Bisogna aprire i cantieri quanto prima”. In quest’ottica “speriamo che il governo faccia propria l’idea di aprire i cantieri”.

Articolo pubblicato il 01 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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