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Messina - Il territorio costellato di frane e le casse vuote del Comune
di Maria Bonaccorso

Vertice a Roma: acque bianche e incendi boschivi non sono ancora sotto controllo. L’assessore Isgrò: “Bisogna intervenire sulla tenuta dei costoni e realizzare barriere frangiflutti”

Tags: Alluvione, Protezione Civile



MESSINA - A distanza di oltre quattro mesi dal terribile alluvione che ha colpito la zona sud della città di Messina, si è riunita, a Roma, l’ottava commissione Territorio e ambiente della Camera, per fare il punto della situazione. Al centro dell’incontro, al quale erano presenti l’assessore alle manutenzioni, Pippo Isgrò, intervenuto in rappresentanza del sindaco Giuseppe Buzzanca, e i rappresentanti dell’Anci, sono state affrontate le molteplici difficoltà, ma anche i numerosi aspetti positivi dell’organizzazione dei soccorsi. Non sono mancate le proposte concrete, per migliorare e rendere maggiormente efficaci le misure di prevenzione.

“Tutto il sistema di Protezione civile – ha affermato l’assessore Isgrò – ha dimostrato grande passione ed efficienza. Ma occorre anche svilupparne la radicalizzazione sui territori e, nell’immediato, è necessario intervenire per l’imbrigliamento delle acque bianche, dalle quali nascono i principali problemi in caso di alluvioni, per la lotta agli incendi boschivi, che contribuiscono fortemente al dissesto idrogeologico, ed il controllo dell’urbanizzazione”.

Ma il grosso del problema sta, ahimè, nelle note difficoltà finanziarie del Comune di Messina, che non permettono i giusti e adeguati finanziamenti della macchina organizzativa. L’assessore al Territorio, inoltre, ha posto in evidenza come, per poter realizzare una prevenzione concreta ed efficace, sia indispensabile intervenire sulla tenuta dei costoni e sulla creazione di barriere frangiflutti. Il fragile territorio messinese, infatti, è costellato di  numerose frane, rese ancora più pericolose dalle abbondanti precipitazioni di questi giorni.

“Serve un sistema di prevenzione integrato tra i territori, la Regione e la Protezione civile nazionale” - ha sottolineato Isgrò.
“Occorre un intervento normativo per rendere più efficace il sistema di Protezione civile” - ha poi aggiunto Giacomo D’Arrigo, membro del Consiglio di presidenza dell’Anci e consigliere comunale di Nizza Sicilia: “I sindaci – ha affermato D’Arrigo - detengono l’autorità di protezione civile, e devono essere messi nelle condizioni di avere una sede di confronto costante con la Protezione civile nazionale.”

È stato quindi auspicato un confronto urgente tra Governo e Regioni, in modo che, tra gli enti locali ed il livello nazionale della Protezione civile, si mantenga una sempre più stretta collaborazione.”

Le emergenze: ad ogni pioggia la situazione si aggrava
 
MESSINA - Mentre a Roma si discute sull’organizzazione della Protezione civile, l’imperversare del maltempo peggiora la situazione del fragile territorio messinese. Le abbondanti piogge di questi giorni, infatti, hanno ulteriormente aggravato la già pericolosa situazione di Cumia, dove un costone è franato sull’unica strada di collegamento tra la frazione collinare e quella inferiore, isolando di fatto le abitazioni e costituendo un serio pericolo per gli abitanti del villaggio. Una vasta frana ha poi provocato lo smottamento di una frazione della SP 143, che collega il comune di Brolo a cinque frazioni collinari, nel versante tirrenico della provincia messinese. E ancora, un imponente movimento franoso ha causato un distacco del costone roccioso sulla SP 157 che interessa il comune di Longi, sui monti Nebrodi. Si rivela dunque fondamentale agire con anticipo sulle situazioni di rischio, per evitare il ripetersi di tragedie come l’alluvione dello scorso ottobre: prima i fatti e poi i dibattiti.

Articolo pubblicato il 12 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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