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Sea watch, la Francia cambia idea: no ai migranti
Scontro Roma-Parigi, Air France si defila da dossier Alitalia

Tags: Francia, Migranti, Roma, Sea Watch



PARIGI - Sugli immigrati della Sea Watch la Francia cambia idea e non li vuole più. Lo ha fatto sapere ieri il Viminale, spiegando che dei migranti della Sea Watch Parigi prenderà solo persone che hanno bisogno di protezione e non migranti economici, riferendosi al caso delle 47 persone, a bordo della Sea Watch, fatte sbarcare a Catania lo scorso 31 gennaio.
 
Si fa dunque sempre più nera la crisi diplomatica con l’Italia dopo il richiamo dell’ambasciatore francese a Roma, Christian Masset, per consultazioni.
 
La scelta voluta dal ministro degli Esteri francese, seppure definita “non permanente” in verità è il segno chiaro ed evidente di un “messaggio” di dissenso nei confronti del Governo Giallo-Verde.
 
La giornata di ieri è stata tuttavia scandita dal tentativo, da parte di entrambi i Paesi, di smorzare un po’ i toni: “L’Italia è un alleato storico della Francia ed uno dei Paesi fondatori dell'Unione Europea”, ha ricordato il portavoce del governo francese, Benjamin Gruveaux, che, a proposito della disponibilità espressa da Luigi Di Maio e Matteo Salvini a dialogare con Parigi, ha sottolineato che “il dialogo non si è mai interrotto”. I due ministri, ha detto Griveaux, “si siedono intorno ad un tavolo con i ministri francesi ai consigli europei” e “c’è un capo di governo in Italia che ha già incontrato più volte” il presidente francese Emmanuel Macron.
 
Parole di distensione, certamente, ma i fatti dicono altro e la Francia non nasconde tutto il suo disappunto per l’incontro tra Di Maio ed una rappresentanza dei gilet gialli a sud di Parigi. Il portavoce ha sottolineato che “le buone maniere, la cortesia più elementare avrebbero voluto che il governo fosse avvertito” prima della visita di un ministro.
 
Lo scontro Roma-Parigi sembra essere destinato ad avere effetti negativi anche sull’intesa Alitalia. Air France avrebbe deciso di sfilarsi dalla partita per il salvataggio di Alitalia: una decisione “dovuta a motivi politico-istituzionali”, riferiscono al Sole 24 Ore “fonti autorevoli”. La mossa, se confermata, complicherebbe la ricerca di un partner industriale per Fs nell'operazione che punta al rilancio della compagnia aerea. Che, si ricorda, continua a bruciare la cassa del prestito ponte da 900 milioni.
 
Bocche cucite da Parigi sull’eventuale abbandono del progetto Air France - Klm - Delta Air Lines per Alitalia, che il gruppo franco-olandese tra l'altro non ha mai ufficialmente confermato. “Non facciamo nessun commento”, sottolinea all’Adnkronos un portavoce del gruppo.
 
Il vicepremier Luigi Di Maio ha invece confermato che “le informazioni su Air France che avevo sono precedenti a questa vicenda”, ovvero all'incidente diplomatico con la Francia, “sto seguendo il dossier Alitalia da diversi mesi. L’entusiasmo di Air France non si è raffreddato adesso”. “Il lavoro che sta facendo Trenitalia - chiarisce - è con altri partner”.
 
A spegnere il fuoco della polemica ci ha provato anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini il quale ha scritto all’omologo francese, Christophe Castaner, per invitarlo a Roma “per un confronto e uno scambio sui dossier aperti”. “I nostri paesi da sempre condividono solidi rapporti bilaterali con particolare riferimento ai campi della sicurezza del terrorismo dell’immigrazione. Rapporti che, nel confermare una concreta volontà di collaborazione, possono e devono essere ulteriormente sviluppati nell’interesse strategico reciproco”, sottolinea Salvini.

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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