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Catania - Commissari subito e sviluppo del territorio. L'appello di industriali e commercianti
di Desirée Miranda

Intervista ai presidenti di Confindustria e Confcommercio: “Segnali positivi, ora cambiare passo”

Tags: Catania, Dissesto, Confcommercio, Confindustria, Antonello Biriaco, Riccardo Galimberti



CATANIA - Un giudizio positivo per l’attività svolta in questi mesi dall’amministrazione Pogliese, ma anche un invito a tenere la barra dritta per ribaltare la situazione attuale. Sono concordi i presidenti delle due grandi associazioni di imprenditori, industriali e commercianti, ovvero Antonello Biriaco di Confindustria e Riccardo Galimberti di Confcommercio.
 
“Credo che l’attività dell’amministrazione Pogliese fino ad oggi sia da considerare positiva. Non è sua la responsabilità dello stato delle cose, ma si è caricato dell’onere e onore di fare ripartire la città”, dice Biriaco. Concetto ribadito da Galimberti: “Ci sono dei segnali positivi ed è il momento di cambiare passo, ma direi anche di non sedersi su questo giudizio. Penso che questo 2019 potrebbe davvero essere il momento del cambiamento”. Nonostante la difficile situazione a cui fare fronte i due presidenti si dicono ottimisti per il futuro anche perché, come dice Biriaco, “nel momento in cui siamo impegnati nello sforzo comune di attrarre nuovi investimenti nel nostro territorio, tornato al centro di un rinnovato interesse da parte di players nazionali e internazionali, non giova a nessuno creare incertezza e sfiducia”.
 
La situazione rimane comunque difficile e da Confindustria si dicono “fortemente preoccupati per le conseguenze del default su famiglie e imprese. Il dissesto finanziario del Comune è certamente conseguenza di una politica che si è occupata negli ultimi decenni di gestire le emergenze, trascurando l’adozione di scelte strategiche, anche dolorose, che potessero riportare i conti in equilibrio e riavviare il motore della crescita”, continua il numero uno catanese degli industriali.
 
Confindustria accusa dunque l’amministrazione locale per la gestione del passato, ma anche “la crisi economica e la decurtazione dei trasferimenti statali e regionali diretti all’amministrazione cittadina hanno avuto un impatto pesantissimo sulla tenuta del sistema”, dice.
 
“Oggi è doveroso intraprendere quel percorso di risanamento dei conti al quale tutti dobbiamo contribuire e questo significa agire subito sui settori e sui servizi che generano pesanti diseconomie come trasporti e mobilità urbana, raccolta dei rifiuti e società partecipate. Occorre un radicale progetto di risanamento che mantenga la barra dritta su efficacia, efficienza e trasparenza”, conclude Biriaco.
 
“Il default è in atto, non c’è nulla da fare, adesso bisogna stimolare il Governo perché arrivino i commissari. Ciò però non significa - dichiara al nostro giornale il presidente di Confcommercio Riccardo Galimberti - che l’amministrazione attuale non possa fare delle attività molto importanti come il Piano regolatore, i piani commerciali, i piani particolareggiati e tutta l’attività di organizzazione burocratica del sistema territorio. Può essere portata a termine anche senza avere l’onere e il peso di un’amministrazione di natura contabile. Il percorso è già avviato da vent’anni quindi penso che i tempi siano maturi”.
 
“Negli incontri con l’amministrazione, Confcommercio ha dato due importanti segnali di responsabilità - prosegue -. Da un lato si è assunta la colpa di non essere stata abbastanza presente e polemica nei confronti anche della vecchia amministrazione per impedire l’aggravarsi di questa situazione di default, dall’altro abbiamo dato la nostra disponibilità a privilegiare alcune categorie come le cooperative sociali rispetto ad altre situazioni di natura finanziaria. Con il default infatti si genera una crisi sociale”, conclude Galimberti.
 

 
Scontro al veleno tra gli ex sindaci sulle cause del dissesto
Stancanelli: “Ispettori al Comune”. Bianco: “Ha memoria corta”
 
CATANIA - “Acquisire con urgenza, anche tramite l’invio di ispettori ministeriali, gli elementi finalizzati a chiarire se i responsabili politici e gestionali del Comune di Catania nel quinquennio 2013-2018 abbiano effettuato un corretto utilizzo delle risorse pubbliche”. Lo ha chiesto con un’interrogazione ai ministri dell’Interno e dell’Economia il senatore Raffaele Stancanelli (Fdi), sul dissesto dell’Ente.
 
L’atto ispettivo, spiega l’ex sindaco di Catania, è sollecitato “alla luce delle accertate elusioni delle normative contabili individuate dalla sezione controllo della Corte dei Conti regionale e di quella a Sezioni riunite, condotte già debitamente segnalate dai magistrati contabili alla Procura di Catania”. “Il 15 giugno 2013 si è insediata al Comune di Catania l’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Bianco”, ricorda il senatore di Fdi che segnala come “in particolare tra il 2016 e il 2018” l’Ente è stato al centro di “diverse indagini della Procura per gravi reati commessi nell’esercizio di funzioni pubbliche”.
 
Stancanelli ricorda anche che “l’oggettivo inquietante quadro di incertezza e malcostume nella gestione delle finanze comunali di Catania è stato segnalato al ministero dell’Interno sia nel 2016 che nel 2017, con tre interrogazioni dei senatori del M5S, in cui si chiedeva, tra l’altro, l’invio di ispettori ministeriali, ma senza risposte dal ministro”.
 
Nell’interrogazione al Senato, Stancanelli chiede l’invio degli ispettori ministeriali alla luce della “gravissima situazione finanziaria dell’Ente, notevolmente aggravatesi negli ultimi cinque anni, come accertato dalle pronunce della Corte dei Conti” che, afferma, “rischia di diventare drammatica e insostenibile, non solo finanziariamente, ma anche socialmente”.
 
Non è tardata arrivare la replica dell’altro ex sindaco, cioè Enzo Bianco, il quale ha “suggerito” a Stancanelli “una robusta cura per la memoria”. “Forse ha dimenticato - ha detto Bianco - di essere stato sindaco di Catania dal 2008 al 2013. E proprio sotto la sua gestione è stato dichiarato il predissesto della città ed è stato redatto ed approvato il piano di rientro che è tuttora in vigore”.
 
“Lo stesso piano - aggiunge Bianco - è finito sotto le pesanti critiche della Corte dei Conti perché, ad esempio, l’amministrazione Stancanelli sottostimò molto pesantemente le potenziali passività da contenziosi (solo queste ultime, secondo la Corte, erano effettivamente di 712 milioni di euro, ma il piano li quantificava in soli 8 milioni) o i debiti fuori bilancio, mascherando così la vera situazione del Comune”.
 
“Oggi Stancanelli, dopo aver fallito tutte le sue battaglie in Parlamento, come far arrivare risorse a Catania o far inserire la riscossione della Tari attraverso il pagamento delle bollette, si è improvvisamente svegliato non ricordando di essere stato il sindaco che ha dichiarato il predissesto nel 2012, dopo aver governato per 4 anni e dopo 12 anni di amministrazioni di centrodestra che hanno trascinato a fondo la città. Ben vengano dunque tutti gli approfondimenti del ministero o di qualsiasi altra istituzione - conclude Enzo Bianco - così da eliminare questi sterili tentativi di confondere la realtà”.

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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