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Dissesto Catania, indicati i tre commissari liquidatori
di Antonio Leo e Desirée Miranda

Il ministero dell’Interno ha comunicato al nostro giornale la triade che andrà a comporre l’Organo straordinario di liquidazione. Aggiornamento dal Viminale: firmato il decreto di nomina. Si tratta di Antonio Meola, segretario generale, Teresa Pace, dirigente di II fascia e il Giuseppe Sapienza, dottore commercialista

Tags: Catania, Dissesto, Defalut



CATANIA – “Si comunica che il dott. Antonio Meola, segretario generale, la dott. ssa Teresa Pace, dirigente di II fascia e il dott. Giuseppe Sapienza, dottore commercialista, sono nominati componenti della commissione straordinaria di liquidazione del Comune di Catania”. E' con queste parole che l’Ufficio stampa del ministero dell’Interno, lunedì sera, ha risposto a una nostra mail dell’8 gennaio scorso con cui chiedevamo lumi circa la triade di commissari che andranno a comporre l’Organo straordinario di liquidazione dell’Ente in dissesto finanziario.
  
Nel tardo pomeriggio, il Viminale ci ha confermato anche che è stato firmato il decreto presidenziale di nomina e a breve verrà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Infatti, va precisato che, come previsto dall’art. 252 comma 2 del T.U. 267/2000, “la nomina dell’organo straordinario di liquidazione è disposta con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno. L’insediamento presso l’ente avviene entro cinque giorni dalla notifica del provvedimento di nomina”. In pratica non appena il decreto del Capo dello Stato verrà notificato al Comune scatterà il conto alla rovescia per l’insediamento dei liquidatori.
 
Un momento atteso con particolare enfasi soprattutto dai creditori del Comune di Catania, i quali complessivamente vantano circa 200 milioni di euro. Un credito che verrà decurtato, come abbiamo già scritto in diverse occasioni, in una misura compresa tra il 40 e il 60%. Per questo è importante che, una volta insediati, i commissari facciano presto affinché i fornitori dell’Ente non subiscano, oltre al danno del credito ridotto, anche la beffa di tempi eccessivamente lunghi per ottenere quanto resta nelle loro spettanze. Spetta, infatti, all'Organismo straordinario di liquidazione la gestione della massa passiva registrata al 31 dicembre 2018. In soldoni, è tale organo che provvederà a pagare i fornitori in credito con il Comune.
 
Ma nel dettaglio cosa accadrà? Lo scorso 7 febbraio lo avevamo chiesto, in un’intervista pubblicata sul QdS, all’assessore al Bilancio del Comune etneo, Roberto Bonaccorsi. “L’organo straordinario di liquidazione – ci aveva spiegato l’assessore - si deve occupare del pregresso, non della gestione ordinaria, quindi avrà i suoi tempi”. Tempi che prevedono dei passaggi stretti e precisi. “La legge prevede che, attraverso l’albo pretorio del Comune, si faccia una pubblicazione di una manifestazione di interesse da parte di tutti coloro che si ritengono creditori dell’Ente. Un volta che si concretizzano le istanze di tutti, - spiegava ancora Bonaccorsi - i commissari faranno un rilevamento della massa passiva, vedranno quant’è la massa debitoria e da lì inizieranno a lavorare”.
 
La procedura ordinaria, invece, resta nella gestione dell’amministrazione in carica, ma poiché il Comune non ha un bilancio consolidato in equilibrio, per adesso è costretto ad andare avanti in dodicesimi. “Siamo senza bilancio stabilmente riequilibrato, quindi è come se fossimo in gestione provvisoria”, spiega ancora Bonaccorsi. Bilancio che andrà approvato entro 90 giorni dalla notifica della nomina dei commissari.
 
Oggi, nel corso del Forum con Salvo Pogliese in pubblicazione venerdì, il sindaco ha detto a proposito del default: “La città è in difficoltà, Catania sta vivendo la fase più delicata della sua storia e il limbo che abbiamo vissuto non aiuta nessuno. Ho sollecitato il sottosegretario agli Interni Stefano Candiani molte volte perché c'è l'assoluta necessità di ripartire, sebbene l'iter che devono affrontare i tre commissari è complesso”. Una procedura che riguarda il passato, ma la città deve pensare al futuro e al momento occorre fare i conti con l’esiguità delle casse.
 
“Mese dopo mese - ha spiegato Pogliese - abbiamo difficoltà a reperire le risorse per il pagamento degli stipendi. Sia a Di Maio che a Salvini, oltre che a Candiani, ho reiterato la richiesta di inserire il pagamento della Tari in bolletta elettrica come unica strada maestra per Catania e per i Comuni meridionali. L'obiettivo a medio termine è quello di pagare tutti e pagare meno”.

Articolo pubblicato il 13 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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