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Quotidiano di Sicilia

Palermo - La battaglia tra Orlando e tecnici Mef è ora pronta a traslocare in Tribunale
di Gaspare Ingargiola

In un duro intervento in Consiglio comunale il primo cittadino ha criticato l’operato del Ministero. Il sindaco ha annunciato la trasmissione di tutti i documenti a Procura e Corte dei Conti

Tags: Palermo, Leoluca Orlando



PALERMO - Gli ispettori del Ministero dell’Economia e Finanze avrebbero dimostrato “inadeguatezza e incompletezza”. Inoltre, “non conoscono le leggi nazionali e regionali e non sanno cosa fa il loro vicino di ufficio, il ministro o il Governo dal quale dipendono”. Avrebbero cercato “di creare un clima di terrorismo in danno ai diritti acquisiti dai lavoratori in applicazione di precisi dispositivi di legge” ed “emesso una sentenza senza conoscere le leggi, facendo una figura non commendevole”.
 
Il sindaco Leoluca Orlando ha sparato a zero durante una seduta di Consiglio comunale dedicata ai rilievi dei tecnici di via XX Settembre. “La loro posizione – ha aggiunto - è inaccettabile. Per le ispezioni hanno atteso che fossero scaduti i termini di prescrizione delle azioni compiute dal mio predecessore e adesso è la mia Amministrazione a risponderne. E finora nessuno mi ha arrestato”.
 
Alla relazione del Ministero, l’Amministrazione ha replicato con una corposa controdeduzione, cui a sua volta hanno fatto seguito nuove bacchettate da parte della Ragioneria di Stato. Ora la battaglia si sta spostando addirittura in Tribunale, visto che il Professore ha annunciato l’intenzione di trasmettere tutta la documentazione a Procura e Corte dei Conti.
 
Nel frattempo, il sindaco ha lanciato strali e invettive sugli ispettori, concentrandosi quasi più sulle battute che sulle repliche punto per punto ai rilievi, anche se si è soffermato su diversi interventi effettuati dal Comune su personale e partecipate, rimandando, per un’analisi più dettagliata, alle relazioni prodotte dagli uffici.
 
Su Reset (“non sarà privatizzata”) e Gesap in particolare, il sindaco ha poi usato parole durissime: “Gli ispettori ministeriali – ha affermato - non si possono permettere di dire cosa deve fare l’Amministrazione comunale sulla proprietà della Gesap o di fare i fiancheggiatori del dottor Helg che voleva, insieme con altri, svendere l’azienda a qualcuno di passaggio. Diffiderò gli ispettori ministeriali a intervenire perché l’unico soggetto che può intervenire è il ministero dei Trasporti, non certo loro. La Gesap è un’azienda sana e in buona salute e se qualcuno pensa che gli ispettori possano essere i cavalli di Troia per la sua privatizzazione, sappia che sarò assolutamente contrario”.
 
L’Esecutivo cittadino, intanto, sembra aver trovato la soluzione tecnica a una delle vertenze aperte dalla “battaglia” con Roma: la drastica riduzione del Fondo risorse decentrate che finanzia le ore di lavoro accessorie, ovvero i rientri pomeridiani e i servizi durante i weekend per alcuni specifici settori come Polizia municipale, cimiteri, asili nido, Musei o impianti sportivi. Il taglio aveva mandato in tilt i servizi per i cittadini e scatenato le proteste dei sindacati, ma la Giunta è corsa ai ripari dando mandato al ragioniere generale di prevedere nel maxi emendamento al Bilancio di previsione 2019 una somma di sei milioni ricavata dalle contravvenzioni stradali (1,5 milioni subito, 2 milioni per il 2020 e 2,5 milioni per il 2021). Una contestazione, quella del Mef, in realtà vecchia di anni, dato che, come si legge nella delibera di Giunta, è relativa “agli incrementi (sul salario accessorio, nda) effettuati nel periodo dal 2012 al 2017, per complessivi € 7.235.619,06” senza il via libera dell’Oiv (l’Organismo indipendente di valutazione).
 
Dato che l’Oiv, dopo i rimedi apportati da Palazzo delle Aquile, si è rifiutato di “certificare a sanatoria quanto richiesto dall’Amministrazione comunale per il periodo 2012/2017”, Palazzo delle Aquile ha dovuto tagliare drasticamente il Fondo. Con questa proposta della stessa ragioneria generale, la protesta dovrebbe rientrare e Orlando potrebbe ritrovare il sostegno dei sindacati in un momento decisivo della battaglia contro Roma, che dopo l’Anagrafe (per la questione migranti) si è spostata sul terreno del personale e delle partecipate.

Articolo pubblicato il 13 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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