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Quotidiano di Sicilia

Aste giudiziarie on line, acquirenti off line
di Antonino Lo Re

“Vendite telematiche: pessimo approccio tra gli utenti, acquirente medio lontano da queste procedure”, recita il Report Aste 2018 realizzato dalle società Astasy e Npls Re solutions. La digitalizzazione delle esecuzioni fa aumentare il carico di immobili invenduti



L’analisi dei dati delle quattro Corti d’Appello siciliane sulle esecuzioni immobiliari offre interessanti spunti di approfondimento sulle dinamiche relative alla vendita di immobili all’asta nella nostra Isola.
 
Questa prima puntata verterà sul distretto giudiziario di Palermo che comprende i Tribunali di Palermo, Termini Imerese, Agrigento, Sciacca, Trapani e Marsala. L’approfondimento ha messo in evidenza che ad eccezione di Trapani, Marsala e Termini Imerese, per tutti gli altri Tribunali, nel periodo 1 luglio 2017-30 giugno 2018, è aumentato l’arretrato, cioè il carico di immobili invenduti (tutti i dettagli nella tabella di pag. 7). Le nuove procedure telematiche, infatti, sono poco familiari all’acquirente medio e il risultato è che le aste vanno deserte impedendo di fatto la vendita degli stessi immobili.
  
Nella sua relazione di inaugurazione dell’anno giudiziario, avvenuta lo scorso 26 gennaio, il Presidente della Corte d’Appello di Palermo, Matteo Frasca, ha individuato nella “grave scopertura di organico” la causa principale dell’enorme arretrato in materia di esecuzioni immobiliari.
 
In verità, la carenza di organico non è l’unica problematica. Il Report Aste 2018, realizzato da Astasy e Npls Re solutions e pubblicato sul Sole24Ore, ha individuato nelle nuove procedure telematiche di vendita immobiliare delle criticità che rischiano di trasformare le aste giudiziarie in un affare riservato a pochi.
 
Le aste telematiche non hanno trovato terreno fertile nei Tribunali e hanno avuto un pessimo approccio tra gli utenti – dice Mirko Frigerio, ad di Astasy –. Tra firma digitale, Pec, richieste di sospensioni in corso, l’acquirente medio si è tenuto lontano da queste procedure”.
 
Secondo i dati della Corte d’Appello di Palermo, presso il Tribunale di Palermo, alla data del 30 giugno 2018 risultano pendenti un numero complessivo di 4.547 procedure esecutive, a fronte di una pendenza alla data del 30 giugno 2017, di 4.528 procedure con un aumento dello 0,4%.
 
L’incremento delle procedure pendenti presso il Tribunale di Agrigento è del +3,3%. Sulla stessa lunghezza d'onda il Tribunale di Sciacca: +1%.
 
Trend positivo, invece, per i Tribunali di Trapani, Marsala e Termini Imerese che hanno registrato una riduzione dell’arretrato. Se ne deduce che, con ogni probabilità, i Tribunali che pubblicano le prime vendite di immobili sui quotidiani vendono più facilmente il bene. Viceversa, quelli che utilizzano solo il canale telematico hanno visto ridurre la mole di beni venduti.
 
Il 10 aprile 2018 ha segnato un momento importante nell’evoluzione in senso digitale del mercato delle esecuzioni. Da tale data è entrata in vigore la nuova formulazione dell’art. 569 co. 4 c.p.c., che impone, “salvo che sia pregiudizievole per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura”, l’utilizzo di modalità telematiche per la vendita forzata immobiliare.
 
Le procedure di vendita forzata relative a beni immobili possono dirsi oggi - quasi esclusivamente - obbligatoriamente telematiche. Ma il sistema presenta ancora oggi delle criticità che rendono urgente un affinamento normativo e di procedure.
 
Questa nostra analisi proseguirà anche nel prossimo anno giudiziario così da monitorare le dinamiche delle vendite del triennio poiché è necessario ricordare ai lettori che la crescita del mercato immobiliare e, più in generale degli investimenti, mette in modo l’economia siciliana.
 

Articolo pubblicato il 21 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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