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Quotidiano di Sicilia

Scuola 2.0, verso un insegnamento più inclusivo, motivante ed innovativo
La formazione basata su strumenti tecnologici rende più dinamico e veloce lo sviluppo delle capacità cognitive. L’uso di internet permette di fare ricerche in molteplici fonti o di condividere i contenuti in tempo reale



GELA (CL) – Il modello di scuola, come noi l’abbiamo ereditato, rischia di non reggere la sfida dei tempi e presto non sarà più sostenibile. La scuola di oggi non può essere più solo un meccanismo che trasmette il sapere, soprattutto perché si rivolge a tutti i bambini e ragazzi nella loro crescente diversità, non più ad una parte di essi come accadeva in passato. Il tipo di rivoluzione di cui si ha bisogno, e che in parte si sta già realizzando, non è solo didattica, organizzativa o metodologica, ma riguarda soprattutto i contenuti e gli ambiti disciplinari.
 
Il digitale continua la propria avanzata nella scuola. Si sta andando verso un insegnamento non più basato su un apprendimento trasmissivo e nozionistico, impartito secondo logiche classiche di trasmissione del sapere sulla base dei contenuti disciplinari, ma verso una concezione delle competenze che l’alunno deve acquisire nel corso degli anni di frequenza dei cicli scolastici.
 
 
Infatti, si tratta di uscire da uno scenario che conosciamo da decenni, fatto di lezioni, di pagine da leggere e di esercizi da fare a scuola e a casa, di verifiche orali e scritte. In una scuola del futuro i libri verranno messi da parte, in favore di tablet, ipad, smartphone e pc interattivi, capaci di entusiasmare, attirare, coinvolgere l’alunno verso un processo di apprendimento dinamico.
 
Grazie alla tecnologia il metodo di studio cambia: diventa liquido, l’alunno interagisce con gli strumenti multimediali creando degli ambienti di lavoro consoni ai suoi interessi e alle sue possibilità di studio e apprendimento.
 
In questo modo, si viene a creare un ambiente di apprendimento differente. Infatti, la formazione basata sugli strumenti tecnologici rende più dinamico, più veloce e più interattivo lo sviluppo delle capacità cognitive degli alunni. La scuola del futuro avrà studenti molto bravi nel saper interagire con la multimedialità.
 
L’utilizzo di internet nelle scuole ha innumerevoli vantaggi quali la possibilità di fare ricerche in molteplici fonti o di condividere i contenuti in tempo reale attraverso strumenti come smartphone, tablet o interi libri disponibili su dispositivi mobili.
 
Nella scuola “digitale” si privilegiano i processi di apprendimento rispetto ai contenuti e questo per alcuni penalizza o riduce l’uso della memoria e della fantasia. In realtà l’utilizzo dei motori di ricerca per cercare materiale ad uso didattico richiede una conoscenza piuttosto approfondita dei termini da utilizzare e di conseguenza un buon livello di conoscenza della lingua italiana e dell’esatto significato delle parole.
 
Se l’uso del motore di ricerca è in laboratorio o è un’attività di gruppo rende indispensabile la presenza dell’insegnante per coordinare le attività di ricerca, riflettere sull’utilizzabilità dei risultati ottenuti e questo permette ad alunni e docenti di preparare un percorso di studio personalizzato, di integrare i libri di testo e di mantenersi aggiornati attraverso la conoscenza degli strumenti informatici.
 
Internet a scuola quindi offre un grande potenziale di apprendimento agli studenti di oggi, ma affinché sia effettivamente uno strumento di conoscenza occorre un utilizzo sempre sorvegliato da parte degli insegnanti che acquisiscono un importante ruolo per un uso consapevole dei motori di ricerca all’interno della scuola innanzitutto, e di riflesso nella vita di ogni giorno.
 
Uno dei temi per cui è necessario innovare la scuola riguarda la motivazione ad apprendere. Sempre più spesso ci si trova di fronte studenti meno motivati al successo scolastico dalle famiglie che hanno alle spalle. Una chiave per incidere maggiormente sulla motivazione è rappresentata dall’uso della tecnologia e del digitale.
 
La scuola del futuro dunque, se da una parte deve aprirsi alla tecnologia, alla dematerializzazione, alla Rete come veicolo di scambio di idee in tempo reale, ai nuovi supporti informatici per facilitare l’apprendimento dello studente, non deve cadere nell’errore di cancellare il passato.
 
Combinare l’uso della tecnologia con i sistemi tradizionali, studiare e ricordare gli insegnamenti dei pedagogisti italiani, che nell’ultimo secolo sono stati universalmente riconosciuti come modelli anche in culture differenti da quella italiana, deve essere l’obiettivo cui puntare per formare i giovani del nuovo millennio.

Articolo pubblicato il 03 marzo 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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