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Incapacità progettuale alla base del ritardo
di Michele Giuliano

L’Isfol individua i punti deboli della Sicilia: “Non si riesce a trovare sbocchi”. Non si riescono a individuare percorsi di formazione ad hoc

Tags: Isfol



PALERMO - Ma perché nella formazione continua la Sicilia è così indietro, così poco propensa ad aprirsi a questa realtà? Difficile a dirsi ma l’Isfol ha comunque tracciato una sua opinione sui risultati che sono emersi per il territorio siciliano e meridionale in genere. “Il quadro che emerge - si legge nel rapporto dell’Isfol - riferisce ancora di numerosi ostacoli che ritardano il raggiungimento dell’obiettivo, a partire dalla difficoltà di individuare percorsi di formazione ad hoc, integrati da servizi e metodi di apprendimento adatti alle capacità cognitive dei soggetti.

“Il risultato è che la quota di over 50 che partecipa a processi formativi sia aziendali, che individuali supera raramente il 30 per cento dei partecipanti totali, nonostante vengano spesso indicati tra i destinatari prioritari sia dalle Regioni che dai Fondi Paritetici Interprofessionali”.
Il Rapporto non tralascia di indagare anche un’altra componente importante relativa alla diffusione della formazione nei luoghi di lavoro: la contrattazione. “La tornata di rinnovi dei Contratti collettivi nazionali del 2008 - aggiunge l’Isfol - ha visto l’intervento delle parti sociali volto a favorire la diffusione della formazione in azienda e, in particolare, la previsione di un monte ore per la partecipazione dei lavoratori alle attività formative e l’utilizzo della formazione per aumentare le competenze necessarie alla progressione di carriera. L’attuazione di queste novità trova, tuttavia, un notevole ostacolo nella scarsa diffusione della contrattazione decentrata dove, peraltro, è ancora limitata la presenza di disposizioni riguardanti la promozione della formazione continua”.

Articolo pubblicato il 21 marzo 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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