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Palermo - Niente taglio degli assessori, il Consiglio salva le poltrone
di Luca Insalaco

Si intendeva allineare in anticipo lo Statuto dell’Ente alle disposizioni della Legge regionale n.22/2008. A proporre il cambiamento è stato il gruppo del Pd all’assemblea provinciale

Tags: Palermo



PALERMO – Indennità di funzione, auto blu con autista, segreteria e benefits vari. Tutte spese che la Provincia di Palermo avrebbe risparmiato riducendo da 12 a 9 il numero di assessori. A proporre il “restringimento” della squadra di governo era stato il gruppo consiliare del Partito democratico, che in tal modo intendeva allineare lo Statuto dell’Ente alle disposizioni per il contenimento della spesa pubblica contenute nella Legge regionale n.22/2008.

“Una proposta di buon senso, specie dopo il verificarsi dell’ammanco di oltre 30 milioni di euro per la vicenda Ibs Forex”, secondo il capogruppo democratico Gaetano Lapunzina. La proposta si è però scontrata con i numeri della maggioranza, ricompattatasi per l’occasione. Un voto che ha fatto da prologo alla riappacificazione del presidente Avanti con i ribelli del Pdl Sicilia, con il conseguente ritorno in giunta di Giuseppe Di Maggio ed Eusebio Dalì.

“Se era così necessario - osserva Lapunzina - mantenere a 12 il numero di assessori non si capisce perché ad oggi non vi è stata alcuna determina di assegnazione delle deleghe agli assessori reintegrati. Anche un esponente della maggioranza in Aula ha lamentato che gli assessori non possono limitarsi a girare con le auto blu. Inoltre, il presidente Avanti continua a mantenere per sé alcune deleghe pesanti come Ato rifiuti e Ato idrico, Turismo e Ufficio grandi eventi”.

Se l’esecutivo resterà ranghi larghi, Lapunzina può consolarsi con un’altra modifica apportata alla carta statutaria. Il Consiglio comunale, infatti, ha accolto l’emendamento proposto dal Pd che rende obbligatoria la pubblicazione in forma integrale, sul sito internet dell’Ente, di tutte le delibere e determine adottate dalla Provincia.

“Si tratta - spiega il consigliere cefaludese - di un’innovazione che consente a chiunque di sapere come l’Amministrazione utilizza il danaro pubblico e quali progetti persegue. Un passo ulteriore verso la trasparenza dovuta ai cittadini e troppo spessa negata”.
“Occorre vigilare - conclude - sulla concreta e pronta applicazione di questa come di altre norme. Ad esempio, quella, finora disattesa dall’Amministrazione Avanti, con cui il Legislatore ha disposto l’obbligo di pubblicazione delle retribuzioni e di altre notizie relative ai contratti dei dirigenti, come anche i dati, in forma aggregata, sulle assenze del personale”.
 


Marcello Tricoli: “Ero favorevole al provvedimento”
 
PALERMO – Alla proposta del Pd di ridurre a nove il numero degli assessorati provinciali si sono opposti ventidue consiglieri della maggioranza. Si sono astenuti in sei: il gruppo Pdl Sicilia e il presidente del Consiglio provinciale, Marcello Tricoli.
“Visto il mio ruolo ‘super partes’ – spiega Tricoli - mi sono astenuto. Devo dire però che ero favorevole al provvedimento in quanto sin dal mio insediamento ho cercato di adottare qualsiasi misura che servisse a ridurre le spese”. Per Tricoli il momento per ridurre il numero degli assessorati era propizio “visto che gli assessori Di Maggio e Dalì non erano stati nominati”.
“È chiaro – conclude - che la decisione di bocciare la proposta è dovuta a ragioni politiche. Era stato presentato un ordine del giorno per fare esaminare nuovamente la proposta alla commissione ma mi sono imposto affinché l’aula prendesse una decisione senza ulteriori tira e molla”.

Andrea Uzzo

Articolo pubblicato il 17 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Marcello Tricoli (au)
Marcello Tricoli (au)