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Quotidiano di Sicilia

P.a, giudizio sulle performance in sospeso
di Angela Carrubba

Riforma Brunetta articolo 14 Dlgs 150/2009 “Organismo indipendente di valutazione della performance” ma in Sicilia il vuoto. È un passaggio fondamentale per effettuare le valutazioni e premiare il merito e i comportamenti

Tags: Pa, Renato Brunetta, Mario Centorrino, Caterina Chinnici, Raffaele Lombardo



CATANIA – La vera novità della riforma Brunetta, quella cui i cittadini non sono abituati, è la valutazione del lavoro svolto e la comunicazione di tale valutazione a chi paga gli stipendi della P.A.: in una parola la Trasparenza. E tanto per evitare equivoci, l’articolo 11 del decreto 150/2009 richiama l’art. 117 della Costituzione “Essa (la trasparenza) costituisce livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione”.
Nelle nostre pagine di approfondimento del 14 e del 30 gennaio 2010 (inserite nella rassegna stampa nel sito web del ministero) abbiamo messo in evidenza che si è insediata la “Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche” prevista all’art. 13 dello stesso decreto, che come prossime scadenze ha quella di adottare i criteri per la valutazione del lavoro dei dirigenti.

Vogliamo adesso esaminare l’articolo 14 del DL 150 “Organismo indipendente di valutazione della performance” che “sostituisce i servizi di controllo interno, comunque denominati, di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286”, ed esercita, le attività di controllo strategico e riferisce direttamente all’organo di indirizzo politico-amministrativo.

L’organismo in questione – uno per ogni amministrazione – in molti casi non è stato ancora nominato e la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche non ha ancora definito “i parametri e i modelli di riferimento del Sistema di misurazione e valutazione della performance di cui all’articolo 7 in termini di efficienza e produttività”, ma intanto sappiamo che in base all’art. 14 del DL 150/2009 “è responsabile della corretta applicazione delle linee guida, delle metodologie e degli strumenti predisposti dalla Commissione di cui all’articolo 13”.

Nella Regione siciliana dal gennaio di quest’anno è entrato in vigore il Regolamento di attuazione del Titolo II della L. reg. n. 19 del 16/12/2008 per la riorganizzazione dei Dipartimenti regionali (v. QdS del 4/1/2010) e nel web c’è il nuovo portale che dovrebbe informare tutti i siciliani su chi fa cosa,  sui curricula e sui compensi dei responsabili dei diversi uffici. Accedendo al portale, quindi, chiunque si aspetta di conoscere l’organizzazione e il funzionamento della “macchina” e di coloro che la guidano.

In realtà, i lavori di costruzione dell’informazione web sono ancora in fieri e come nell’Apocalisse, ultimo libro del Nuovo Testamento, si tratta più di visioni di ciò che avverrà che di “rivelazione”  di ciò che esiste già. Insomma, si potrebbe trattare di profezie sul destino della struttura pubblica siciliana e, sappiamo, il confine tra “profezia” e “illusione” dipende dal carisma del profeta cioè (v. dizionario della lingua italiana Aldo Gabrielli) dall’”Ascendente che un individuo ha sugli altri, derivato da doti personali di fascino, attitudine al comando, forza di persuasione”.

Siccome i siciliani – come tutti i cittadini – non sono degli illusi e, a differenza di quanto scherzando afferma il neo-assessore Mario Centorrino, sono in grado di leggere i propri grandi scrittori senza identificarsi con i personaggi negativi delle loro opere, aspettano con fiducia che il rinnovamento della macchina burocratica regionale passi dalle parole ai fatti e diventino realtà la trasparenza dei comportamenti, il merito come input per il premio, la responsabilità come metodo di lavoro.
Sono tutti obiettivi fissati dalla direttiva del Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, pubblicata nella Gurs del 27/3/2009, che ha elencato 100 obiettivi strategici e operativi ispirati a “senso di realismo, concretezza, attualità, rigore, legalità e senso di appartenenza ad una regione autonoma”.

Lo scorso 12 febbraio abbiamo trattato del ddl n. 520 che l’assessore Caterina Chinnici ha trasmesso all’Ars e che ha come oggetto “Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l’efficienza, l’informatizzazione della pubblica amministrazione, l’agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della legislazione regionale”.
Non si conosce ancora il contenuto dei 25 articoli del ddl. ma pare che su questi punti ci sia (finalmente!) un accordo “trasversale” e che dunque, al più presto, andrà all’esame e approvazione da parte dell’Aula.
Chissà che anche per la Sicilia, così come previsto nella Riforma Brunetta, non sia previsto un “Organismo indipendente di valutazione della performance”... I siciliani se lo aspettano.
 

 
Decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 286 i principi fondamentali sono gli stessi
 
Art. 1.Principi generali del controllo interno
1. Le pubbliche amministrazioni, nell’ambito della rispettiva autonomia, si dotano di strumenti adeguati a: a) garantire la legittimità, regolarità e correttezza dell’azione amministrativa (controllo di regolarità amministrativa e contabile); b) verificare l’efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati (controllo di gestione); c) valutare le prestazioni del personale con qualifica dirigenziale (valutazione della dirigenza);d) valutare l’adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione dei piani, programmi ed altri strumenti di determinazione dell’indirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti (valutazione e controllo strategico).
2. La progettazione d’insieme dei controlli interni rispetta i seguenti principi generali, obbligatori per i Ministeri, applicabili dalle regioni nell’ambito della propria autonomia organizzativa e legislativa e derogabili da parte di altre amministrazioni pubbliche, fermo restando il principio di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, di qui in poi denominato “decreto n. 29”: a) l’attivita’ di valutazione e controllo strategico supporta l’attività di programmazione strategica e di indirizzo politico-amministrativo di cui agli articoli 3, comma 1, lettere b) e c), e 14 del decreto n. 29. (...)
 

 
Diverso dagli uffici esistenti e con compiti “strategici”
 
Ecco il contenuto dell’art. 14 del decreto 150/09 “ Organismo indipendente di valutazione della performance”
1. Ogni amministrazione, singolarmente o in forma associata, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, si dota di un Organismo indipendente di valutazione della performance.
2. L’Organismo di cui al comma 1 sostituisce i servizi di controllo interno, comunque denominati, di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, ed esercita, in piena autonomia, le attività di cui al comma 4. Esercita, altresì, le attività di controllo strategico di cui all’articolo 6, comma 1, del citato decreto legislativo n. 286 del 1999, e riferisce, in proposito, direttamente all’organo di indirizzo politico-amministrativo.
3. L’Organismo indipendente di valutazione è nominato, sentita la Commissione di cui all’articolo 13, dall’organo di indirizzo politico-amministrativo per un periodo di tre anni.
L’incarico dei componenti può essere rinnovato una sola volta.
4. L’Organismo indipendente di valutazione della performance:
a) monitora il funzionamento complessivo del sistema della valutazione, della trasparenza e integrità dei controlli interni ed elabora una relazione annuale sullo stato dello stesso;
(...)
e) propone, sulla base del sistema di cui all’articolo 7, all’organo di indirizzo politicoamministrativo, la valutazione annuale dei dirigenti di vertice e l’attribuzione ad essi dei premi di cui al Titolo III;
f) è responsabile della corretta applicazione delle linee guida, delle metodologie e degli strumenti predisposti dalla Commissione di cui all’articolo 13
g) promuove e attesta l’assolvimento degli obblighi relativi alla trasparenza e all’integrità di cui al presente Titolo;
h) verifica i risultati e le buone pratiche di promozione delle pari opportunità. (...)
5. L’Organismo indipendente di valutazione della performance, sulla base di appositi modelli forniti dalla Commissione di cui all’articolo 13, cura annualmente la realizzazione di indagini sul personale dipendente volte a rilevare il livello di benessere organizzativo e il grado di condivisione del sistema di valutazione nonché la rilevazione della valutazione del proprio superiore gerarchico da parte del personale, e ne riferisce alla predetta Commissione.
6. La validazione della Relazione sulla performance di cui al comma 4, lettera c), è condizione inderogabile per l’accesso agli strumenti per premiare il merito di cui al Titolo III. (...)

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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