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Quotidiano di Sicilia

Sicilia con solo il 9 per cento di occupati nell’industria
di Gaetano Cusimano

Dati Istat di aprile 2009 tre indicatori convenzionali: tasso di occupazione, disoccupazione e inattività. Divario con la media italiana più evidente se rapportato alla popolazione

Tags: Economia, Occupazione, Lavoro, Disoccupazione



PALERMO - Alla fine dello scorso mese di aprile, l’Istat ha diffuso i dati della media 2008 della rilevazione sulle forze di lavoro articolati a livello provinciale. Ai quali intendiamo qui brevemente fare riferimento per rilevare la posizione della Sicilia nel quadro nazionale e tracciare quella delle province siciliane.
Faremo in particolare riferimento a tre indicatori convenzionali quali sono quelli riguardanti il tasso di occupazione, il tasso di disoccupazione ed il tasso di inattività.

Conviene preliminarmente ricordare che nel 2008 la popolazione siciliana ammontava a 5 milioni e 13 mila abitanti, pari all’8,4 per cento della popolazione italiana. Il rapporto Sicilia-Italia si abbassa al 6,8 per cento per le forze di lavoro, ossia per la popolazione che può partecipare al mercato del lavoro (occupati e persone in cerca di occupazione) a cagione della maggiore incidenza della popolazione in età fino a 15 anni e delle non forze di lavoro. Questo rapporto si abbassa al 6,3 per cento per gli occupati mentre sale al 14 per cento per le persone in cerca di occupazione.

I divari a carico della nostra regione appaiono meglio in evidenza se confrontiamo il tasso di occupazione, dato dal rapporto tra gli occupati e la popolazione di 15-64 anni: 44,1 in Sicilia contro 58,7 in Italia, ed il tasso di disoccupazione, rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le forze di lavoro: 13,8 contro 6,7 per cento, che denunciano scostamenti quantitativamente rilevanti e difficilmente assorbibili anche nel lungo periodo. Vale la pena di aggiungere che la dimensione della minore occupazione siciliana, rispetto alla media nazionale, stimata in base al tasso di occupazione medio dell’Italia, ammonta, infatti, a 468 mila unità, pari al 32 per cento dell’attuale occupazione. Detto in altro modo, mai potremo eliminare questo buco occupazionale! Se poi aggiungiamo che il differenziale Sicilia-Italia nel tasso di occupazione (15 punti percentuali) raggiunge 18 punti per le donne e 10 per gli uomini, ne sappiamo di più per essere pessimisti.

C‘è poi un altro dato che caratterizza negativamente la struttura occupazionale siciliana, e cioè il basso tasso di industrializzazione: solo il 9 per cento del numero di occupati opera, infatti, nell’industria in senso stretto, contro il 21 per cento nella media nazionale, con evidenti ricadute in termini di valore aggiunto e di produttività. L’incidenza dell’occupazione regionale supera quella media nazionale sia in agricoltura (7 contro 4 per cento), nelle costruzioni (10 contro 8 per cento) e soprattutto nei servizi (73 contro 66 per cento) grazie anche alla componente pubblica.

Articolo pubblicato il 07 maggio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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