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Auto, la Regione diventa imprenditrice
di Antonio Casa

Presentata da Simone Cimino una delle proposte per rilevare gli stabilimenti Fiat di Termini. “Creeremo 3.500 posti di lavoro”. Il fondo Cape (49% a capitale pubblico) annuncia tre iniziative per realizzare vetture elettriche

Tags: Simone Cimino, Termini Imerese, Fiat, Auto Elettrica



TERMINI IMERESE (PA) - L’hanno ribattezzato “Un raggio di sole per Termini Imerese”. È atteso alla prova dei fatti lo slogan del progetto “A sunny car in a sunny region” di CAPE, Cimino e Associati Private Equity, presentato ieri mattina nel municipio della cittadina industriale palermitana.
Il progetto si articola in tre iniziative imprenditoriali che assicurerebbero l’occupazione di circa 3500 posti di lavoro: CAPE R.E.V., con sede a Termini Imerese, capitale di 10 mln; CR MO.S.S.(CR Mobility Solution Systems), con sede a Termini Imerese, capitale 5 mln; CR CHARG.ING (CR Charging Solar Infrastructures), con sede a Catania, capitale 5 mln di euro.

CAPE R.E.V. sarà la società dedita alla ricerca, allo sviluppo, all’ingegnerizzazione, alla produzione, alla vendita e all’assistenza post-vendita nell’area mediterranea di mezzi di trasporto a due a e quattro ruote ad alimentazione totalmente elettrica. Si stima che a regime occuperà fino a 900-1000 persone.

CR MO.S.S. (CR Mobility Solution Systems) si occuperà di ricerca, sviluppo, ingegnerizzazione, produzione e vendita su scala globale di sistemi di raccolta, accumulazione ed erogazione di energia rinnovabile, e di energie rinnovabile per fini di mobilità di persone e cose “idonei ad un uso strutturale dell’auto elettrica come nuovo modello di mobilità sostenibile”. In questo caso i dipendenti impiegati a regime dovrebbero essere 400-500.

CR CHARG.ING (CR Charging Solar Infrastructures), infine, dovrà occuparsi di sviluppo, implementazione e gestione di una rete di produzione e raccolta di energie rinnovabili nel territorio siciliano destinata all’alimentazione di mezzi di trasporto elettrici. Si stima che a regime occuperà fino a 2000 unità.

“Il progetto Sunny Car in a Sunny Region - spiega CAPE - è un progetto di ricerca e sviluppo dalle sicure ripercussioni ambientali, etiche e sociali, coniugando le tre P, Persone, Pianeta, Profitto, e adottando una prospettiva che, senza danneggiare la redditività consente di tutelare le generazioni future e una migliore qualità della vita di domani: per i suoi promotori (e non solo) rappresenta una possibile soluzione al problema di Termini Imerese ma soprattutto rappresenta il futuro”.

L’idea di partenza è quella di far muovere la Sicilia grazie al sole, risorsa di cui gode in abbondanza e farne quindi un laboratorio di innovazione sul versante della mobilità. è l’area dell'Europa mediterranea maggiormente adeguata per l’avvio di un primo progetto di sviluppo finalizzato all'uso di veicoli elettrici quali mezzi di trasporto di largo consumo, da replicare, successivamente ed in maniera capillare, su scala mediterranea ed internazionale. Questo il punto di partenza del progetto presentato stamattina dall’imprenditore Simone Cimino a Termini Imerese.

Oltre alla produzione di veicoli alimentati da energia pulita l’iniziativa prevede l’allestimento di una fitta rete di stazioni di ricarica distribuite sull’intero territorio regionale, con relativi pannelli per la raccolta dell’energia proveniente dal sole, al fine di garantire la possibilità di caricare le batterie degli automezzi, anche per medio-lunghi tragitti.

“Mai come adesso - spiega Cape -, nel momento in cui dall’Unione Europea sembra provenire una forte spinta allo sviluppo dei motori a emissioni zero, l’idea di produrre in Sicilia vetture senza benzina pare tutt’altro che utopistica. Come segnala l’ultimo rapporto diffuso da Greenpeace, Amici della terra Europa e Trasporti&Ambiente, solo se l’energia che è nei motori arriva da sole, vento e altre fonti pulite, i veicoli sono davvero a impatto zero. Uno dei tanti motivi per cui “Sunny car in a sunny region” è un’idea vincente. A Bruxelles il momento sembra propizio. La Spagna è interessata all’avvio di una strategia comune per lo sviluppo del mercato di veicoli elettrici. Antonio Tajani, commissario all'Industria, l’ha definita “un’idea intelligente che punta sull’innovazione, che fa collaborare impresa e università”.

Soggetto promotore dell'iniziativa è Cape Regione Siciliana, Società di gestione del risparmio e per Azioni attiva, tramite l'omonimo Fondo di investimento di tipo chiuso, nell’acquisizione di medie imprese (private equity) e nella promozione di nuove realta' imprenditoriali (venture capital) con sede ed attività prevalente in Sicilia. Il 49% del capitale è della Regione siciliana, un punto fondamentale per capire come la Regione entri a piene mani nel progetto industriale. Finora, ogni simile tentativo non ha dato i risultati sperati.
L’area di Termini Imerese, successivamente ad un processo di riconversione degli impianti, è considerata ottimale location per l’avvio in Sicilia delle operazioni propedeutiche alla realizzazione e commercializzazione dei veicoli nonché per l’espletamento delle attività amministrative e di ricerca”.

E, si sottolinea ancora, “l’intento di Cape è quello di dare soluzione al contingente problema dello stabilimento di Termini, convertendone oltre all’area, anche le risorse umane”, “tale soluzione, per com’è articolata, non sarebbe sicuramente di breve periodo”.
In concomitanza sono state avviate delle ricerche nella parte orientale del territorio siciliano, adiacente al distretto dell’elettronica catanese, ricerche finalizzate all’individuazione di impianti dismessi o aree idonee alla conversione industriale, qualora l’utilizzo dello stabilimento di Termini non fosse consentito.
Cape ha recentemente firmato un memorandum di intese con Reva Electric Car Company, leader mondiale nella produzione e commercializzazione di auto ad alimentazione elettrica, la quale ha beneficiato, tra l’altro, di fondi statunitensi per lo sviluppo di tecnologie applicate alla generazione di energie alternative.

Da Reva, Cape ha ottenuto l’esclusiva per produrre e distribuire i suoi veicoli in tutto il Mediterraneo, e per quanto riguarda il sistema di ricarica, potrà avvalersi del sistema brevettato fast charge (ricarica veloce, 15 minuti). La massima velocità di percorrenza dei veicoli al momento è di 130 km/h, con autonomia di 200 km.
La fase di start up del progetto è in programma a partire dalla prossima primavera, mentre il completamento della prima fase (inerente le tre società) è previsto per il mese di giugno 2011.

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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