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La situazione. A confronto con le altre regioni
di Gaetano Cusimano



A livello regionale, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Valle D’Aosta presentano i tassi di occupazione più alti (rispettivamente pari al 70,2 per cento, al 68,6 per cento ed al 67,9 per cento), mentre Campania (42,5 per cento), Sicilia e Calabria (44,1 per cento in entrambi i casi) presentano quelli più bassi. In Sicilia il tasso di occupazione risulta compreso fra il 52 per cento nella provincia di Ragusa ed il 41 per cento in quella di Caltanissetta. Sei province, fra le quali Palermo e Catania, presentano tassi minori di quello medio siciliano. A livello provinciale, i tassi di occupazione più elevati si registrano a Bologna (72,4 per cento), Reggio Emilia (71,8 per cento), Modena e Parma (71,1 per cento). I tassi di occupazione più bassi continuano a registrarsi esclusivamente nelle province del Mezzogiorno ed in particolare a Crotone (37,3 per cento), che risulta minore di quello di Caltanissetta, in coda nella graduatoria delle province siciliane.
Tornando ai tassi di disoccupazione, essi presentano i valori più bassi nella Valle d’Aosta (3,3 per cento), in Emilia Romagna (3,2 per cento) e in Trentino Alto Adige 2,8 per cento), e quelli più alti in Sicilia (13,8 per cento), Campania (12,6 per cento) e Sardegna (12,23 per cento). In Sicilia essi risultano compresi fra l8,9 per cento nella provincia di Ragusa ed il 17,1 per cento in quella di Palermo. Aggiungiamo che cinque province, fra le quali Messina e Catania, presentano tassi di disoccupazione minori di quello medio regionale. I tassi di disoccupazione più elevati continuano a rilevarsi nel Mezzogiorno: nelle province di Palermo, Sassari, Agrigento ed Enna essi superano il 15per cento. Solo sei province presentano un tasso di disoccupazione inferiore al 3 per cento, soltanto a Piacenza l’indicatore rimane al di sotto del 2 per cento. (gc)

Articolo pubblicato il 07 maggio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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