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Il passaggio al digitale terrestre mette in soffitta i vecchi televisori
di Bartolomeo Buscema

Il Dlgs 151/2005 obbliga lo smaltimento per evitare che si disperdano pericolose polveri fluorescenti. Aumentano i rifiuti elettronici. Il ritiro è regolamentato, la Sicilia è in ritardo

Tags: Televisore, Rifiuti Elettronici, Digitale Terrestre



CATANIA - Con il passaggio al digitale terrestre i consumatori preferiscono mettere in soffitta i vecchi televisori a tubo catodico piuttosto che comprare il decoder e avere due telecomandi con cui armeggiare. In realtà, più che la soffitta, la destinazione finale dei vecchi televisori dovrebbe essere uno smaltimento controllato in discarica.

Destinare allo smaltimento controllato il vecchio televisore non è solamente un obbligo di legge, ma anche un modo per evitare che le pericolose polveri fluorescenti contenute nel tubo catodico si disperdano nell’ambiente.
L’obbligo di legge proviene dal dlgs 151/2005, emanato in accordo alla direttiva della Comunità Europea 2002/96, che prevede un sistema normativo che regola la gestione dei rifiuti RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).
A tutto ciò si affianca anche la Direttiva RoHs (Restriction of Hazardous Substances), obbligatoria in Italia dal 1° luglio 2006, che pone vincoli all’uso di piombo, cadmio, mercurio, cromo esavalente, bifenili polibromurati, etere di difenile cromobromurato, per i prodotti fabbricati o importati nella Comunità Europea.

è un quadro normativo che attribuisce un ruolo cardine ai produttori e ai comuni. I primi hanno l’obbligo di finanziare e gestire sia le attività di trasporto dai Centri di Raccolta agli impianti specializzati, sia le operazioni di trattamento con garanzia di raggiungimento di specifici obiettivi di recupero, di reimpiego e riciclaggio dei materiali e delle sostanze pericolose. Mentre i Comuni devono assicurare accessibilità, adeguatezza e funzionalità dei Centri di Raccolta pubblici dei RAEE ai quali i distributori conferiscono,dopo il ritiro gratuito, le apparecchiature dismesse dai consumatori.
Tra i rifiuti elettronici ci sono i tubi catodici, i quali per il loro smaltimento richiedono una prima separazione del cannone elettronico posteriore dallo schermo anteriore che contiene fosforo. Dal tubo catodico è , poi, possibile, recuperare rame (3%), ferro (12%), alluminio (0,4%), vetro (48%) e plastica (16%).

Come si vede il recupero più consistente è quello che si riferisce al vetro che nel nostro caso è riutilizzato per la produzione di piastrelle. Queste ultime saranno il prodotto finale del progetto Glass Plus , varato dal consorzio ReMedia, il principale Sistema Collettivo italiano multi-settore per la gestione sostenibile dei Raee, e dal gruppo Concorde, uno dei principali gruppi ceramici europei. Si tratta di un processo di riciclo che prevede la mescola del vetro contenuto nei tubi catodici con un impasto ceramico totalmente innovativo. è un progetto che avrà notevoli sviluppi nel breve termine, posto che si prevede una crescita esponenziale di televisori analogici dismessi, con un picco previsto intorno al 2013.

Una curiosità: un appartamento di settanta mq, arredato con piastrelle prodotte secondo questa innovativa tecnologia, potrebbe contenere il vetro di trenta televisori, circa 300 kg di vetro riciclato.

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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