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Quotidiano di Sicilia

L’universo femminile e il lavoro ancora lontana la parità di genere
di Rosalba Mancuso

In Sicilia le imprese “in rosa” registrate al 30 giugno dello scorso anno, erano il 25,03% del totale. Le donne sono chiamate prevalentemente per lavori di scarsa responsabilità

Tags: Imprenditoria Femminile



PALERMO - Non indossano il “fazzoletto nero” delle loro nonne, anzi,  dentro e fuori si sentono e si mostrano, molto emancipate, ma nei fatti, la parità con l’altro sesso è ancora lontana. Questo l’identikit delle donne siciliane, che fanno fatica ad affermarsi nel lavoro, nel livello della retribuzione, nella sicurezza sul posto di lavoro, nella capacità di conciliare professione e famiglia.
Primeggiano, invece, nel tradizionalissimo ruolo di casalinga, mestiere, che volenti o nolenti, sono costrette ad esercitare, per via dei bassi livelli di occupazione nell’Isola. Primeggiano anche nelle situazioni di sfruttamento lavorativo, nel lavoro nero, insomma, posizione che le signore sicule possono occupare anche per anni, in attesa di un posto migliore, che forse non arriverà mai.

Un antico retaggio culturale, infatti, vede le siciliane in una posizione un “tantino” inferiore rispetto ai colleghi maschi, adatte solo a fare le commesse e le segretarie, considerandole, talvolta, un po’ meno intelligenti dei colleghi dal fiocco azzurro. In realtà le siciliane, rispettano le statistiche, primeggiano negli studi, hanno bei voti a scuola, sanno fare anche le imprenditrici.
In Sicilia le imprese “in rosa” registrate al 30 giugno dello scorso anno, erano il 25,03% del totale, più del Piemonte e della Lombardia che occupano rispettivamente il 23,90% ed il 21%. Certo la crisi ha causato una flessione dello 0,12% rispetto allo stesso periodo del 2008, ma più di 83 mila imprese femminili hanno la forma giuridica di impresa individuale, cioè il titolare è donna. Eppure tutto questo ancora non basta a far raggiungere alle siciliane la tanto agognata parità di genere. Sempre nel primo trimestre del 2009, il tasso di attività femminile per età compresa tra 15 e 64 anni, rilevato dall’Istat, nel Mezzogiorno era di appena il 36,3%, contro il 60% del Nord. Questa disparità porta l’Italia ad avere il più basso livello di occupazione femminile, in Europa.

Il gentil sesso scarseggia anche nei vertici della politica e della Pubblica Amministrazione.  Lo rileva l’indagine Forum PA 2009,  condotta su Regioni e Comuni capoluogo di Provincia. La compagine femminile in consigli, giunta ed apparati dirigenziali in Sicilia, come in Basilicata, Calabria, Veneto e Molise, raggiunge appena il 14%. 

Nella lista della presenza di sindaci, presidenti del consiglio, consiglieri e assessori, Palermo occupa la 72° posizione. Nutrita, invece, la presenza di dirigenti di sesso femminile. A Palermo, la categoria rappresenta il 41% del totale. Forse perché, immaginiamo, la donna dirigente riesce meglio a conciliare lavoro e famiglia, rispetto a quella in politica. La conciliazione, tra  famiglia e lavoro, rappresenta un altro motivo di disparità per le signore siciliane, che non riuscendo a coinvolgere i mariti nella cura della casa e dei figli, si dividono tra diversi ruoli, affrontando orari impossibili o affidando la prole alle cure di mamme e suocere, il vero anello di supporto alla conciliazione  lavoro/famiglia, per le donne siciliane, che condanna, però, le parenti della scorsa generazione a restare sempre in casa.
 

 
L’approfondimento. Tanti consensi per il Progetto Alfa della Regione
 
PALERMO - Tentativi per scardinare, questa, quasi, consolidata abitudine, in Sicilia ne sono stati fatti. A partire dal “Progetto Alfa”, attuato dalla partecipata regionale Italia Lavoro Sicilia Spa e finanziato dal dipartimento Formazione Professionale dell’assessorato al Lavoro della Regione: si trattava di erogare un buono di 516,46 euro mensili, a soggetti richiedenti che potevano spenderlo in strutture di assistenza accreditate, in modo da permettere di conciliare la professione, con l’assistenza a familiari bisognosi. La fruizione del voucher è andata avanti fino a maggio 2009. I buoni sono stati assegnati, fino ad esaurimento dei fondi, alle richieste che, al 31/12/2008, erano state dichiarate ammissibili ma non finanziate. Altre strutture utili alla conciliazione, gli asili nido e micro nido comunali. L’ultimo bando del 2008, per la loro realizzazione,  ha visto lo slittamento della presentazione delle domande al 2 marzo 2009, per via delle numerose istanze pervenute alla Regione. Mentre scriviamo si attende l’assegnazione dei fondi che dovrebbe avvenire tramite  i Fas. Ad attendere, anche tante siciliane che sognano, una volta per tutte, di passare dallo status di “fimmini” a quello di “donne”.

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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