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Frode, indagini estese
di Antonio Casa

In un’intercettazione compare Fini che avrebbe convocato il sen. Di Girolamo. Scaglia rientra dal Sud America, rinchiuso a Regina Coeli

Tags: Fastweb, Telecom Italia Sparkle, Silvio Scaglia, Nicola Di Girolamo, Stefano Mazzitelli, Franco Pugliese



MILANO - L’inchiesta che coinvolge Fastweb e Telecom Italia Sparkle negli anni 2003-2007 riguarda l’Iva non versata e un maxiriciclaggio di denaro, in tutto circa 2 miliardi di euro. Sull’Iva si chiede oltre tutto il rimborso al fisco dato che nell’ultima tappa della cosiddetta “frode carosello” si è ceduta la merce a una società estera. Gli arrestati finora sono 56, di cui 4 ai domiciliari. Tra gli altri, pende una richiesta d’arresto per il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo. Coinvolti anche Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb, rientrato ieri in Italia, Stefano Mazzitelli, ex amministratore delegato di Telecom Sparkle, mentre Parisi (a.d. di Fastweb) e Riccardo Ruggiero (presidente di Sparkle) hanno ricevuto avvisi di garanzia.

Nelle intercettazioni dell’inchiesta sul maxi riciclaggio nella telefonia, secondo alcuni quotidiani, Gennaro Mokbel parlando con il boss della ‘ndrangheta Franco Pugliese, in una telefonata del 16 aprile 2008, cita il presidente della Camera Gianfranco Fini, che avrebbe “convocato” Nicola Di Girolamo, appena eletto senatore del Pdl. “Francamente non ricordo nemmeno di averlo conosciuto. Vai a capire poi se l’ho visto. Mi pare però di poter escludere a priori di averlo convocato”, è la replica di Fini in un colloquio con il Corriere della Sera, che aggiunge: “Avevamo appena vinto le elezioni e con tutto quello che c’era da fare... Andrò a vedere l’agenda di quell’anno per verificare i miei appuntamenti. Tendo a escluderlo però”. Il presidente della Camera sottolinea la necessità di spazzare via “e al più presto” ogni “ombra offensiva e infamante” che si allunga sul Paese e sul suo partito.
 
Tanto che, vista la “vicenda inquietante” che vedrebbe il senatore del Pdl legato alla ‘ndrangheta, Fini confida che “alla prima occasione pubblica” dirà che se fosse “senatore” voterebbe “per l’autorizzazione all’arresto” di Di Girolamo. In ogni caso, aggiunge il presidente della Camera, “quale sarebbe il problema, ammesso e non concesso che io abbia visto Di Girolamo? Lui era appena diventato senatore del Pdl, io sono un cofondatore del partito”. Nell’intercettazione, comunque, “ci sono due tizi che parlano di una terza persona” e “in conversazioni come queste c’é chi può arrivare a millantare”. L’amministratore delegato di Fastweb Stefano Parisi, ospite di Oscar Giannino a Radio 24, ha detto che “L’azienda è sana, è una grande azienda di qualità e di persone oneste. Essere associata alla più grande truffa con lavaggio di denaro sporco ci colpisce nella nostra attività e nella nostra reputazione”.

Articolo pubblicato il 26 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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