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Quotidiano di Sicilia

Corruzione nella Pa, Sicilia ai primi posti
di Lucia Russo

Oggi la Relazione del procuratore regionale della Corte dei Conti Sicilia, Guido Carlino, per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Un ingente spreco di risorse pubbliche anche a causa del fenomeno delle opere incompiute

Tags: Pa, Corte Dei Conti, Guido Carlino, Corruzione



La corruzione nella pubblica amministrazione è più infiltrata nelle regioni con il maggior numero di dipendenti pubblici. Lo ha denunciato il procuratore generale della Corte dei Conti nazionale, Mario Ristuccia, il 17 febbraio in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti a Roma. E la Sicilia, con più di ventimila dipendenti alla Regione e con un occupato su quattro che lavora nel pubblico, considerando sia l’amministrazione regionale che locale che statale, è al quarto posto in classifica con 10 citazioni per corruzione di dipendente pubblico. Al primo posto c’è la Toscana con 21, al secondo la Lombardia con 18 e al terzo la Puglia con 11 citazioni.

Il problema è anche che all’interno della stessa amministrazione c’è una scarsa propensione alla denuncia di reato come ha denunciato l’anno scorso il procuratore regionale della Corte dei Conti Sicilia, Guido Carlino. L’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti regionale quest’anno si svolge proprio oggi presso il Palazzo steri a Palermo, alla presenza dei più alti rappresentanti delle istituzioni.
Lo stesso procuratore nazionale Ristuccia ha affrontato il problema delle denunce sottolineando: “Il tema delle denuncie da parte della P.A. richiede una maggiore attivazione dei suoi organi, tenuti a denunciare tutte le ipotesi di danno erariale riscontrate presso i singoli comparti, specie se conseguenti a comportamenti dolosi che presentino rilievo penale e disciplinare (in attuazione anche degli indirizzi scaturenti dal c.d. decreto Brunetta)”.

Per quanto riguarda i danni erariali derivanti da attività contrattuale, nel corso del 2009 le Sezioni centrali e regionali della Corte dei conti hanno emesso 46 sentenze per danno erariale derivante da attività contrattuale svolta dalle amministrazioni pubbliche, delle quali 29 sfociate nella condanna dei chiamati in giudizio per un importo complessivo pari a 14,8 milioni di euro.
Anche nel corso del 2009 molte fattispecie di illecito hanno riguardato il fenomeno delle opere incompiute, quelle opere cioè progettate e non appaltate ovvero non completate o inutilizzabili per scorretta esecuzione.

Ancora una volta la Corte rileva come “le cause di questo fenomeno – che determina un ingente spreco di risorse pubbliche - siano molteplici e da annoverare nella carenza di programmazione, eccessiva frammentazione dei centri decisionali, complessità delle procedure di progettazione, dilatazione dei tempi di esecuzione imputabili alle imprese committenti ed alle amministrazioni aggiudicatrici, carenze ed inadeguatezze dei controlli tecnici ed amministrativi. L’eterogeneità di tali fattori causali è tale da determinare una oggettiva difficoltà nell’accertamento delle responsabilità il più delle volte, ascrivibili a vari livelli decisionali coinvolti”.

Per quel che riguarda, infine, le iniziative della Procura regionale siciliana il procuratore Ristuccia ha segnalato, tra gli altri, un atto di citazione n. 55702, concernente la realizzazione di una casa albergo per anziani sita nel Comune di Militello in Val di Catania (CT) definita, mai utilizzata e sottoposta ad azioni vandaliche.
 


Dalla Sicilia 27 citazioni per 1 milione di euro per illeciti aiuti all’agricoltura con risorse Feoga
 
Rispetto alle Procure regionali il procuratore Ristuccia nella sua relazione per la Sicilia ha messo in evidenza una citazione con richiesta di condanna nei confronti del Presidente della Provincia di Trapani per la illegittimità e la inutilità di incarichi di consulenza conferiti in violazione della normativa primaria e secondaria disciplinante il ricorso a professionalità esterne. Danno euro 385.432,41.
E ancora nel settore degli aiuti all’agricoltura, finanziati da Feoga, Ministero risorse agricole e forestali e Regioni, risultano complessivamente 50 atti di citazione, per un totale di euro 14.959.417,62. Di questi 27 della Procura Sicilia (per importo complessivo di euro 1.038. 688,48, di cui 109.853, riferiti ad allevamenti privi dei requisiti sanitari e 928.835,43 relativi a soggetti privi dei requisiti perché sottoposti a misura di prevenzione antimafia per i quali l’articolo 10 della legge n. 575/1965 inibisce l’accesso a qualsiasi forma di erogazione pubblica).

Articolo pubblicato il 27 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Guido Carlino, procuratore regionale della Corte dei Conti Sicilia
Guido Carlino, procuratore regionale della Corte dei Conti Sicilia