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La formazione punta sul settore marittimo
di Michele Giuliano

Si è concluso con successo il primo corso di “riallineamento” verso le qualifiche di comandante di sala macchine e di coperta. Su un campione di 2.324 allievi solo 196 hanno trovato lavoro coerente con la qualifica ottenuta

Tags: Economia, Lavoro, Mario Centorrino



PALERMO - L'opportunità è da sempre sotto il naso, eppure non si è mai sviluppata e portata avanti.
Il settore marittimo resta un trampolino di lancio quasi del tutto inesplorato sul fronte dello sviluppo del mercato del lavoro siciliano nonostante la Sicilia sia un’Isola e quindi circondata dal mare. Sarebbe dovuto essere quasi inevitabile pensare al settore marittimo che però si scopre soltanto oggi.

Ha preso in questo modo corpo il primo corso, arrivato a conclusione in Sicilia, di “riallineamento”: consiste nella conversione del titolo di studio di scuola media superiore in qualifica di Comandante di sala macchina e Comandante di coperta. Resta però una realtà ampiamente di nicchia: in appena 23 hanno completato il corso realizzato nell’Istituto Nautico Statale “Gaetano Arezzo della Targia” di Siracusa. Ecco che emerge una delle principali pecche del settore formativo, da sempre distante in Sicilia alle esigenze del mercato del lavoro locale: l’aver trascurato settori che hanno certamente un futuro certo e stabile in Sicilia. Tra l’altro un settore trascurato in assoluta incoerenza rispetto ai tanti investimenti che stanno piovendo in Sicilia. Basti pensare all’Apq per il Trasporto marittimo, stipulato nel 2001 tra il ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione siciliana, l’Autorità Portuale di Palermo, l’Autorità Portuale di Catania e l’Autorità Portuale di Messina allo scopo di realizzare il potenziamento delle infrastrutture portuali nel territorio siciliano.

Investimenti che, come si legge nell’accordo stipulato, “servono per raggiungere l’obiettivo di accrescere la competitività del sistema produttivo regionale e per contribuire al riequilibrio territoriale”. E invece si è inspiegabilmente puntato su altro nel mondo della formazione professionale siciliana con l’emblematico risultato che su un campione di 2 mila 324 allievi iscritti a 141 corsi, secondo l’ultimo rilevamento della Regione, solo in 196 hanno trovato un lavoro coerente con la qualifica ottenuta. Numeri che mettono in evidenza come ogni anno siano stati “buttati” qualcosa come quasi 300 milioni di euro per finanziare dei corsi che di fatto sono distanti dal mercato del lavoro reale.

Sembra che il neoassessore Mario Centorrino abbia intenzione di interdire la tendenza: “Anzitutto - commenta - esprimo grande soddisfazione per la realizzazione di questo corso nel settore marittimo che è il primo in Italia a concludersi con esito positivo, ed è la verifica di quanto sia vivo nei giovani siciliani l’interesse verso il comparto. Questa esperienza sarà ripresa con altri corsi che saranno realizzati in sinergia con l’assessorato alla Formazione per la creazione di profili professionali specifici nel settore del mare nei vari ambiti, con l’obiettivo di fornire nuove opportunità di lavoro, tenendo presenti le risorse naturali e ambientali del territorio siciliano”.
Arriva quindi l’ennesimo impegno: adesso la Regione è chiamata a passare dalle parole ai fatti concreti.
 

 
Stanziati 635 milioni di euro per l’infrastrutturazione portuale
 
PALERMO - Attraverso l’Apq sono stati già stanziati 635 milioni di euro per l’infrastrutturazione portuale della Sicilia. è stato infatti attuato un programma di interventi sulle infrastrutture portuali consistente in due studi di fattibilità su “Il Sistema portuale siciliano” e su “La Infrastruttura viaria di collegamento del porto di Palermo con la grande viabilità” e in numerosi interventi infrastrutturali a beneficio dei porti di Augusta, Castellammare del Golfo, Catania, Favignana, Gela, Isole Eolie, Licata, Linosa, Marittimo, Marsala, Mazara del Vallo, Messina, Milazzo, Palermo, Porto Empedocle, Pozzallo, Riposto, S. Agata di Militello, Sciacca, Siracusa, Termini, Trapani, Tremestieri e Ustica. La copertura finanziaria dell’intero programma è assicurata dalle diverse fonti di copertura del Pon Trasporti 2000/2006, del Por Sicilia 2000/2006, da risorse ordinarie statali (L. 413/98 – D.M. 27.10.1999, L.295/98, D.L. 457/97, Programma triennale 2000/2002 Cap. 7257 – ex Ministero LL.PP, Programma triennale 2002/2004 Cap. 7257 - ex Ministero LL.PP, Delibera CIPE 29.08.1997), da risorse per le aree depresse (Legge 208/98 – Delibere CIPE 142/1999, 84/2000 e 138/2000), e infine da contributi di soggetti privati.

Articolo pubblicato il 27 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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