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Quotidiano di Sicilia

Urge la trasparenza contro la corruzione
di Carlo Alberto Tregua

Comunicare sempre con i cittadini

Tags: Corruzione, Trasparenza



È stato portato all’Assemblea regionale, commissione Affari istituzionali, il disegno di legge cosiddetto sulla trasparenza, la semplificazione, l’efficienza e l’informatizzazione della P.a. Lo stesso ddl reca disposizioni per il contrasto alla corruzione e criminalità organizzata di stampo mafioso nonché il riordino e la semplificazione della legislazione regionale. Il relatore di questo ddl  dovrebbe essere lo stesso presidente, Riccardo Minardo. Si tratta di un compito legislativio estremamente oneroso che, se sarà approvato dall’Assemblea, comporterà una piccola rivoluzione nelle procedure e nel modo di operare di dirigenti e dipendenti regionali.
A proposito dei primi, prendiamo atto della precisazione dell’assessore al ramo, Chinnici, con la quale viene stabilito che saranno nominati i vicedirigenti man mano che si esauriranno i dirigenti della terza fascia, in modo da non creare ingorghi nè oneri addizionali per il personale già esuberante rispetto alle necessità.

Il disegno di legge è carente di un aspetto che forse non è stato pensato e cioè: si manifesta vera trasparenza solo se i siciliani possono accedere telematicamente a procedure e documenti, salvo quelli personali per motivi di privacy, e ricevono una comunicazione costante dalle Pa regionale e locali sull’attuazione dei programmi, sul loro funzionamento e sull’andamento di tutta la macchina. In altri termini, solo la trasparenza consente un rapporto cristallino fra datore di lavoro sostanziale (i cittadini), e i suoi dipendenti e dirigenti pubblici. Da questo rapporto nessuno può prescindere, né è consentito di ribaltarlo facendo diventare i cittadini subordinati a dirigenti e dipendenti pubblici.
La trasparenza si ottiene mediante i siti Internet che devono essere aggiornati ogni sera in modo da consentire controllo e dialogo in tempo reale. Ogni amministrazione nomina un responsabile del sito, che va premiato se cura l’aggiornamento in tempo reale e licenziato se ritarda anche di un solo giorno. Tuttavia i siti Internet non sono sufficienti perché poco visitati dai cittadini in quanto non presentano attrattiva, tanto che non sono presenti in Audiweb. È per questo che risulta indispensabile attivare una comunicazione continua dalle amministrazioni pubbliche ai siciliani, per informarli su quanto fanno.
 
La comunicazione si effettua attraverso i quotidiani perché deve essere tempestiva e continuativa. Ecco la ragione per la quale le amministrazioni regionale e locali, che intendano rispettare veramente il principio di trasparenza, hanno il dovere ed il diritto di chiedere piena collaborazione agli editori dei quotidiani siciliani. Una collaborazione consistente appunto nell’attuazione della trasparenza anche mediante la riduzione del prezzo fino a quello di costo, tal che la comunicazione assuma caratteristiche sociali.
Questo giornale, per primo, offre la propria disponibilità in tal senso e siamo convinti che gli altri tre quotidiani regionali saranno parimenti disponibili. Ecco perché il disegno di legge in parola va integrato con apposito emendamento nel senso sopra elencato.
La seconda parte del ddl riguarda il contrasto alla corruzione nella Cosa pubblica che è più pericolosa della criminalità organizzata.

Nel testo si vede la professionalità e l’esperienza dell’assessore, che potrebbe accentuare il sistema dei controlli e soprattutto quello delle responsabilità, attivando meccanismi di decadenza del rapporto di lavoro o di recesso o rescissione dei contratti dei dirigenti interni ed esterni.
Infine la parte riguardante la semplificazione di cui si parla da decenni. Il terzo titolo del ddl è di indirizzo insieme ad una manifestazione di intenti. Si tratta di procedura mentre è indispensabile riordinare, materia per materia, l’enome coacervo di leggi regionali (piu di 3.000) nonché i provvedimenti subordinati che sembra ammontino ad altri 3.000.
La corruzione si manifesta anche per effetto di quest’enorme quantità di disposizioni, spesso in contrasto fra esse, che obbliga in qualche caso a chiedere interventi e favori. Quando tutto fila liscio ed è trasparente, la corruzione cessa perché nessuno ha bisogno di qualcuno. Va eliminato il favore dal funzionamento della Pa.

Articolo pubblicato il 02 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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