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34 milioni i danni allÂ’erario nel 2009
di Silvia Scardino

Al via il nuovo anno giudiziario della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana. Mancanza di legalità, inefficacia, inefficienza e spreco di denaro nella P.a.

Tags: Erario, Corte Dei Conti, Pa, Luciano Pagliaro, Guido Carlino



PALERMO - Ha avuto inizio con un minuto di silenzio in memoria del penalista Enzo Fragalà, picchiato a morte a pochi passi dal palazzo di Giustizia, la cerimonia di apertura dell'anno giudiziario della sezione  giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana. L'inaugurazione si è svolta a Palermo, nella sala Magna di Palazzo Chiaramonte, sede del rettorato, alla presenza di magistrati, avvocati ed amministratori pubblici.

Nella sua relazione introduttiva, il presidente della sezione, Luciano Pagliaro, ha esposto le innovazioni legislative che, non seguendo uno schema unitario, paradossalmente potrebbero complicare ulteriormente l'attività, che continua ad essere disciplinata da un regolamento del 1933. Come ha illustrato Pagliaro, le contestazioni riguardano prevalentemente i reati di: corruzione, peculato, concussione, danni nell'esecuzione di opere pubbliche, incarichi di consulenza illegittimi, uso inadeguato dei contributi comunitari e  malasanità. La stragrande maggioranza delle sentenze di condanna ha riguardato dipendenti statali o di enti locali, mentre in un unico caso un impiegato regionale.

Il Procuratore regionale Guido Carlino, nella sua relazione, ha sottolineato le carenze d'organico degli uffici che non sono state ancora colmate ed ha esposto i dati del 2009 segnalando: l'apertura di seimila istruttorie; l'espletamento di 4.332 tra audizioni, richieste di atti, accertamenti, deleghe di indagini, ecc. nonché l'emissione di inviti a dedurre nei confronti di 461 soggetti, per un danno erariale ipotizzato di oltre 46.530.000 euro e l'emissione di 138 atti di citazione in giudizio a carico di 229 soggetti per un danno erariale accertato di oltre 34.517.000 euro (nel 2008 era stato di poco meno di 19 milioni).

Dalla documentazione è emerso che gli aspetti anomali della pubblica gestione riguardano principalmente la mancanza di legalità e la non conformità delle scelte amministrative soprattutto per inefficacia, inefficienza e dispendio di denaro. Entrando nel dettaglio di alcuni degli illeciti, ad esempio nella gestione del personale, sono stati scoperti casi di infondate attribuzioni di incarichi, compensi non dovuti ed assenteismo.

Nel settore sanitario sono stati riscontrati sprechi nella gestione del 118 (acquisto di mezzi ed assunzione di personale); indebito pagamento di indennità in favore di medici di base che non avevano aggiornato gli elenchi degli assistiti ed acquisto di presidi sanitari senza il ricorso a gare ed a prezzi superiori a quelli di mercato. Difformità sono state notate anche nel comparto della formazione professionale per mancata o insufficiente rendicontazione da parte degli enti, con danni alla Regione per non aver avuto restituite somme non dovute, ma pure difformità sull'uso del denaro rispetto alle previsioni di legge. Scoperti anche illeciti amministrativi contabili connessi a reati derivanti da impossessamento di denaro o beni pubblici; danni all'immagine per corruzione o concussione o per concorso esterno in associazione mafiosa da parte di dipendenti pubblici.

Articolo pubblicato il 02 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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