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Quotidiano di Sicilia

Messina - Emergenza continua in provincia danni per oltre 20 milioni di euro
di Valeria Zingale

Il sindaco di Sant’Angelo Di Brolo: “Indispensabile l’intervento dei Governi nazionale e regionale”. Resta in ginocchio l’area tirrenico-nebroidea dove si è abbassato il manto stradale

Tags: Messina, Dissesto Idrogeologico, Basilio Caruso



MESSINA – Dissesto idrogeologico, frane, smottamenti. Non si fa in tempo a smetterne di parlarne che è di nuovo emergenza in provincia di Messina. I fronti aperti non si contano, soprattutto nell’area tirrenico-nebroidea, dove i danni sulle strade provinciali sono stati quantificati dal dirigente Bettino Sidoti Pinto in oltre 20 milioni di euro. A Brolo nella S.P. 143 il movimento franoso con scivolamento verso valle, ha determinato un abbassamento del nastro stradale di un metro; la ricarica del materiale ha consentito di tamponare lo smottamento ma la strada è ancora sotto la sorveglianza degli operatori provinciali e, per motivi di sicurezza, è stata chiusa al transito.
 
A Longi la Sp 157 è bloccata, a causa del distacco di rocce che sono finite sia nella parte iniziale (territorio di Frazzanò) che nel tratto d’uscita (Galati Mamertino). A Basicò (Sp 110) è crollato un tratto di strada ed i tecnici provinciali sono al lavoro per ricostruire il muro di sostegno e la palificazione; la Sp 139 Sinagra - Ucria, è interessata da una importante frana a valle che ha provocato parziale cedimento del manto stradale; a circa 4 km dal comune di San Piero Patti, in direzione Raccuja, vi è un cedimento della carreggiata che per circa venti metri risulta scoscesa a valle e senza guarda rail. Smottamenti si sono registrati anche a Rocca di Caprileone, Ficarra, Motta d’Affermo, Sinagra, Castroreale.
 
Grave la situazione di S.Angelo di Brolo, in località Barba in particolare, dove un vasto fronte franoso minaccia una popolosa contrada. Tecnici del comune, con l’ausilio di mezzi privati, hanno eseguito interventi per favorire il drenaggio dell’acqua, ma a quanto pare non è stato sufficiente. Il Sindaco, Basilio Caruso, ha chiesto l’intervento della Protezione civile regionale. “Siamo di fronte a uno dei disastri naturali più grandi degli ultimi decenni, per fronteggiare  è indispensabile l’intervento delle istituzioni superiori, dal Governo nazionale a quello regionale, alla Provincia – ha dichiarato Caruso. La già precaria rete viaria è stata massacrata. Ci sono contrade isolate, che da giorni non ricevono il servizio di trasporto alunni e ci sono serie difficoltà e pericoli per raggiungerle. Lo Stato e la Regione – ha proseguito il Sindaco – oltre ad intervenire immediatamente per fronteggiare l’emergenza e mettere in sicurezza le abitazioni a rischio e le reti viarie, dovranno prevedere adeguate risorse per attuare piani di prevenzione, che costano molto di meno rispetto ai disastri provocati dall’incuria, e assicurano stabilità al territorio e sicurezza per i cittadini”. Il Comune, che ha già anticipato oltre 50 mila euro, non è più nella condizione di fronteggiare l’emergenza. L’intasamento delle vie di deflusso delle acque piovane è tra le principali cause del dissesto e dei cedimenti. “è assurdo che i tombini e le vie di deflusso piovane non vengano manutenzionate annualmente” – ha sbottato il consigliere provinciale Roberto Cerreti. La mancata manutenzione del territorio fa indignare gli esponenti provinciali autonomisti: “È inammissibile, dopo la tragedia dell’1 Ottobre 2009, continuare ad assistere ad un atteggiamento di disattenzione nei confronti dell’intero territorio provinciale da parte degli uffici preposti al controllo dello stesso - affermano Rosy Danzino Bonomo, Roberto Cerreti e Nino Previti. Ci si sarebbe aspettati una solerzia nell’intensificare i servizi di controllo anche sul resto del territorio provinciale, soprattutto in quelle frazioni, villaggi e comuni più compromessi e vicini ai luoghi della tragedia; di fatto, invece, - accusano i tre esponenti del Mpa - assistiamo perplessi alle continue richieste di intervento ed attenzione da parte dei cittadini, che evidentemente non trovano adeguato riscontro nei vari funzionari e dirigenti dell’Ente provinciale, costringendoci a continue interrogazioni ed atti di denunzia, che nella maggior parte dei casi hanno esito analogo alle suddette segnalazioni”.

Articolo pubblicato il 02 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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La frana nel comune di S.Angelo di Brolo (vz)
La frana nel comune di S.Angelo di Brolo (vz)