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Agrigento - Aeroporto: scontro D’Orsi-Riggio. è una lotta che si gioca in tenda
di Paolo Picone

L’esponente dell’Mpa ostenta sicurezza: “Sono convinto che ad Agrigento nel 2013 si potrà volare”. Prosegue la protesta messa in atto dal vertice dell’amministrazione provinciale

Tags: Agrigento, Aeroporto, Vito Riggio, Alessandro Cardi



AGRIGENTO - È stata una doccia fredda per il presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi, e per tutta la popolazione agrigentina. Nella tenda sistemata in piazza Aldo Moro, proprio di fronte al palazzo della Prefettura dove da due settimane vive, dorme e lavora, il capo dell’amministrazione provinciale ha ricevuto la notizia (anche se non era una novità) che il presidente dell’Enac, Vito Riggio, ritiene che lo scalo aeroportuale di contrada Piano Romano, tra Licata e Palma di Montechiaro, sia antieconomico (non riuscirebbe ad autofinanziarsi con il traffico passeggeri).

Riggio, che tra le altre cose è agrigentino, originario di Burgio, sostiene che l’aeroporto di Agrigento avrebbe costi esorbitanti per l’impiego dei Vigili del fuoco e altre incombenze, che lo Stato non può sostenere. Di parere opposto è il presidente D’Orsi, che continua a ribadire come per “la gestione dello scalo ci penserà la Provincia”.
“Non vogliamo soldi dal Governo nazionale - ha detto D’Orsi -chiediamo soltanto al ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, di autorizzare la realizzazione dello scalo”.

Il presidente, esponente dell’Mpa, dentro la tenda ha ricevuto ambasciatori, sindaci (tra cui quello del capoluogo, Marco Zambuto), vescovo, cittadini, rappresentanti delle istituzioni.
“Non uscirò da qui - ha annunciato -  e non smonterò questa tenda fino a quando non mi consegneranno l’autorizzazione a realizzare lo scalo”.
Adesso la salute del presidente inizia a risentirne, visto che la tenda non offre certamente ogni tipo di moderno comfort. Tra le altre cose, D’Orsi è stato anche aggredito da un ubriaco durante una delle notti trascorse all’addiaccio.
La decisione di montare il presidio è stata presa dal presidente dopo che alla Provincia era stata recapitata una lettera “riservata” che l’Enac ha sottoposto al ministro Matteoli in cui i funzionari dell’Ente per l’aviazione civile spiegano che l’aeroporto di Agrigento non ha motivo di esistere.

D’Orsi ha subito iniziato a protestare e, per farlo desistere, il capo di gabinetto del ministro Matteoli, ha inviato un fax in cui si tendeva a sminuire il documento descrivendolo come una minuta che non doveva andare a finire nelle mani del presidente della Provincia di Agrigento.
“Allora perché l’avete mandata - ha tuonato D’Orsi - senza risparmiare critiche ad alcuno”.
Nel mirino soprattutto Riggio che, secondo D’Orsi, è un agrigentino che “calpesta la volontà di 450 mila cittadini che vogliono l’aeroporto. Lui ha deciso che non si farà, io invece sono convinto che da Agrigento nel 2013 si potrà volare”.
 

 
Previsioni. L’ottimismo del presidente della Provincia
 
AGRIGENTO - Quaranta milioni di euro. A tanto ammonta la spesa per la costruzione dell’aeroporto.
“Praticamente - ha spiegato il presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi nel buio della sua tenda allestita in piazza Aldo Moro - tanto quanto costa realizzare tre chilometri di autostrada, visto che per il raddoppio della strada statale 640 che collega con Caltanissetta, in tutto 33 chilometri, lo Stato spende 500 milioni di euro”. Il progetto per lo scalo agrigentino è pronto. L’Enac ha detto, in camera caritatis, che va bene ma ha bocciato il progetto perché i costi di gestione sono altissimi. Ma D’Orsi, per rimediare a questa anomalia gioca la sua carta: “Ci pensa la Provincia a pagare i Vigili del fuoco e poi, con il traffico aereo, dimostreremo che l’aeroporto potrà autofinanziarsi”.
Da una parte l’Enac che sostiene che a usufruire dello scalo agrigentino saranno si e no 200 mila passeggeri, dall’altra D’Orsi che si lancia in previsioni centuplicate.

Articolo pubblicato il 03 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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