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Palermo - La Provincia sommersa dai rifiuti servizi scadenti e Comuni morosi
di Luca Insalaco

L’Ato Pa1 vanta crediti per poco di più di 28 milioni di euro (il 40% circa del totale dovuto). L’esempio del fallimento del sistema è il Coinres, recentemente commissariato

Tags: Palermo, Amia, Ato Palermo 1



PALERMO – Un sistema che fa acqua da tutte le parti. Carrozzoni clientelari che finora hanno prodotto solo una montagna di debiti e che la Regione si appresta ora a mutare radicalmente. Intanto, però, si fa la conta dei debiti e del numero di notti impregnate di diossina per i cumuli di rifiuti date alle fiamme. L’esempio lampante del fallimento del sistema è dato dal Coinres, che il presidente Lombardo la scorsa settimana ha deciso di commissariare.

È abbastanza disastrosa anche la situazione dell’Ato Palermo 1, di cui l’Amia ha chiesto fallimento e che vanta crediti per poco di più di 28 milioni di euro (il 40% circa del totale dovuto) dai dodici Comuni del comprensorio. Comuni che risultano essere tutti morosi. Tra le città più popolose, i debiti maggiori spettano a Partinico e Carini: entrambe devono alla società d’ambito circa 8 milioni e mezzo di euro. Se Carini, tuttavia, ha già versato nelle casse dell’Ato il 64% del dovuto, Partinico ha pagato soltanto il 41%. In proporzione, comunque, il debito maggiore nei confronti dell’Ato spetta a Isola delle Femmine, che al momento ha versato nelle casse comuni circa un milione e mezzo di euro, ovvero il 37% delle somme dovute. Pur morosi, alcuni comuni del comprensorio si sono finora distinti per aver versato con regolarità le somme dovute per il servizio di raccolta. Le più virtuose sono Torretta, che ha già versato l’89% delle quote, e Giardinello, con l’82% dei pagamenti effettuati. Seguono Trappeto (74%), Cinisi (72%) e Borgetto (70%). Scorrendo l’elenco, troviamo poi Capaci (59%), Terrasini (64%), Montelepre (65%) e Balestrate (68%). E debiti e di conseguenza disagi si nascondono anche nell’assolata Cefalù.

Il locale circolo di Legambiente, infatti, ha denunciato un “gravissimo peggioramento nella gestione dei rifiuti” nella cittadina normanna, che risulta debitrice di 5,3 mln di euro nei confronti dell’Ato 5.
Intanto proseguono le operazioni di contrasto alle discariche abusive da parte dei Carabinieri. Nei primi due mesi dell’anno, i militari del Comando Provinciale, guidati dal Colonnello Teo Luzi, hanno arrestato 27 persone, di cui 15 nel capoluogo e deferito in stato di libertà 30 persone. Hanno inoltre sequestrato 18 automezzi, di cui 12 autocarri, rinvenuto 13 autovetture abbandonate su fondi privati o su strade pubbliche e sequestrato 9 discariche, per una superficie complessiva di 13.550 mq.
 

 
Dimenticanze. Mai istituito l’Osservatorio provinciale
 
PALERMO - Nonostante il clima di perenne emergenza, che interessa tutto il palermitano, la Provincia non si è ancora dotata dell’Osservatorio provinciale rifiuti (Orp). Previsto da una norma (l’art. 10, comma 5, della Legge 23 marzo 2001, n. 93) entrata in vigore quasi dieci anni fa, è un organismo chiamato a svolgere un ruolo importante in tema  di analisi, monitoraggio, supporto alla pianificazione, raccordo tra vari organismi, promozione di comportamenti eco compatibili e comunicazione ai soggetti coinvolti nella gestione del ciclo dei rifiuti. A sollevare il caso è il gruppo consiliare del Partito democratico alla Provincia, che ha presentato un’interrogazione, primo firmatario il capogruppo Gaetano Lapunzina, chiedendo al presidente Avanti di chiarire su chi ricadono le responsabilità per il grave e ingiustificabile ritardo e se intenda attivarsi affinché sia, in breve, sottoposto al Consiglio provinciale il regolamento per l’organizzazione e il funzionamento dell’Osservatorio.

Articolo pubblicato il 04 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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