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Quotidiano di Sicilia

Lavoro, più occupazione straniera in Sicilia
di Chiara Giarrusso

I dati Istat e il dossier Caritas rivelano l’impiego crescente di manodopera proveniente dall’estero. In nove anni, la quota di extracomunitari nei settori più tradizionali è aumentata del 3,4%

Tags: Extracomunitari, Lavoro



PALERMO - Trovano lavoro nelle città come colf e badanti, nelle campagne durante la vendemmia o la raccolta di pomodori in condizioni spesso agghiaccianti, rappresentano una variabile sostitutiva per quelle attività faticose e dequalificate non più accettate dall’offerta di lavoro locale.

Svolgono in misura prevalente attività lavorativa di tipo dipendente e rappresentano circa il 9% della forza lavoro “nostrana. Stando alle più recenti rilevazioni elaborate dall’Istat, ad oggi, gli stranieri residenti in Sicilia sono 114.632. L’Isola si conferma una tappa intermedia del processo di insediamento nel territorio nazionale (appena il 2,9% del totale nazionale), sebbene l’incidenza sulla popolazione complessiva di stranieri sia salita dallo 0,5% del 1991 al 2,3% del 2008 e si registri un incremento pari al 16,8% rispetto al contesto nazionale, dove la presenza di stranieri è cresciuta del 13,4% in più rispetto all’anno precedente”. Nel corso del 2008, come rivelato dalla Banca d’Italia, per “il secondo anno consecutivo”, l’occupazione in Sicilia sia diminuita (-0,6%) e abbia riguardato esclusivamente l’offerta di lavoro maschile (-1,3%), mentre le donne occupate sono aumentate dello 0,1%.

La dinamica dei settori principali è stata differenziata: in agricoltura la riduzione della forza lavoro occupata è stata pari al 8,7%, nell’industria del 4,2% (-0,2% rispetto al 2007), nelle costruzioni nel secondo semestre del 2008 dello 6,0%, a fronte di un aumento nel terziario dello 0,4%.            
 
La stessa Banca d’Italia ha evidenziato come il tasso di occupazione dei migranti, con un’età compressa tra 15 e 64 anni, sia stato superiore al dato relativo ai cittadini italiani. Nella media dei primi tre trimestri del 2008, il valore riferito agli stranieri risultava pari al 60,0%, rispetto al 41% relativo agli italiani. Anche il tasso di attività degli stranieri è risultato più elevato di quello registrato per gli italiani. Nel corso del 2008, come emerge dal Dossier Caritas/Migrantes 2009, il 72% dei lavoratori stranieri (contro il 53,2% degli italiani) è occupato in agricoltura o in comparti manifatturieri definiti dall’Ocse a contenuto tecnologico basso o medio basso, o in settori di attività del terziario diversi dall’intermediazione creditizia e da quelli professionali.

I dati medi nazionali sono più bassi di circa un punto percentuale rispetto a quelli siciliani.
Dal 2000 al 2008, la quota di stranieri nei settori più tradizionali è cresciuta del 3,4% a fronte di un calo del 2,1% riferito agli italiani. Il database dell’Inail in Sicilia conta tra i nati all’estero 86.123 occupati netti nel 2008. Una quota che fa salire al 7,9% (+1% rispetto al 2007) la percentuale di mano d’opera straniera impiegata nella regione.

Pressoché invariata al 36,35% la quota di partecipazione femminile al mercato del lavoro delle straniere. Il maggior numero di occupati risulta nelle principali città dell’Isola: Catania (15.372), seguita da Ragusa (14.430), Palermo (14.136) e Messina (12.766). Il maggior numero di assunzioni si è verificata nella provincia di Ragusa con 10.267 assunzioni nette.
Numeri che si spiegano in relazione al carattere stagionale dell’economia agricola della zona.

Articolo pubblicato il 06 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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