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Quotidiano di Sicilia

In crescita le controversie affidate ai magistrati tributari
di Lucia Russo

Inaugurato l’anno giudiziario 2010 della Commissione tributaria regionale operante nell’Isola. 1.613 procedimenti in più a giugno 2009 rispetto all’anno precedente

Tags: Giorgio Giallombardo



PALERMO - In crescita l’attività della Commissione tributaria regionale. Il dato è emerso nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario pochi giorni fa.
Nell'ultimo anno, infatti, secondo quanto reso noto nel corso della cerimonia che si è tenuta a Palazzo Steri, sono cresciute del 12,86% le controversie giudicate dalla Commissione tributaria in Sicilia. Inoltre, al giugno del 2009 i ricorsi pendenti hanno raggiunto quota 14.151 con un aumento, rispetto al giugno 2008, di 1.613 procedimenti, su un totale di 12.358.
I ricorsi hanno riguardato per il 67% i tributi erariali e per il restante 33% quelli locali.

“Una mole di lavoro che in Sicilia - ha sottolineato il presidente Giorgio Giallombardo nella sua relazione - al momento fa i conti con un crescente deficit del numero dei giudici”. Le situazioni piu' critiche si presentano nelle Commissioni provinciali di Catania, Siracusa, Messina e Ragusa. Carente anche la dotazione del personale amministrativo.

La magistratura tributaria si occupa di contenziosi legati al pagamento di tasse locali o nazionali.
A seguito del riordino attuato con D.Lgs. 31/12/1992, n. 545, per ogni regione ci sono le commissioni tributarie provinciali, aventi sede in ciascun capoluogo di ogni provincia, che giudicano in primo grado, e le commissioni tributarie regionali, aventi sede in ciascun capoluogo di regione, che giudicano definitivamente in appello, salvo il ricorso alla Corte Suprema di Cassazione per questioni di legittimità.

Il previgente D.P.R. 26/10/1972, n. 636 prevedeva un terzo grado di giudizio davanti alla commissione tributaria centrale con sede in Roma. Il D.Lgs. 545/1992 ha soppresso questo grado di giudizio ma ha mentenuto in funzione la commissione tributaria centrale per i giudizi pendenti fino al 1º gennaio 1996. A seguito della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), la commissione tributaria centrale è stata suddivisa in 21 sezioni, con sede in tutti i capoluoghi di regione o provincia autonoma, ai quali sono state riassegnate i procedimenti pendenti, per accelerare lo smaltimento del pesante arretrato.
 

 
Magistrati di esperienza compongono la Commissione
 
PALERMO - I componenti delle commissioni tributarie sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, previa deliberazione del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, organo di autogoverno introdotto dal D.Lgs. 545/1992 in analogia al Consiglio Superiore della Magistratura. La nomina avviene secondo l’ordine di collocazione in elenchi formati per ogni commissione tributaria, nei quali sono inseriti coloro che hanno i requisiti per ottenere l’incarico ed hanno comunicato la loro disponibilità; tale ordine di collocazione è stabilito in base ai titoli posseduti (si tratta, quindi, di un concorso per soli titoli).
I presidenti delle commissioni tributarie e delle loro sezioni sono scelti tra i magistrati ordinari, amministrativi o militari, in servizio o a riposo. I vicepresidenti tra gli stessi magistrati o tra i componenti che hanno esercitato per almeno cinque anni (per le commissioni provinciali) o dieci anni (per le commissioni regionali) le funzioni di giudice tributario, se laureati in giurisprudenza o in economia e commercio.

Articolo pubblicato il 10 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Il presidente Giorgio Giallombardo
Il presidente Giorgio Giallombardo